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Migranti, la Germania accusa: “L’Italia aggrava la nostra crisi”

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La ministra dell’Interno Nancy Faeser ha deciso di aprire il fronte con Roma sospendendo il “meccanismo di solidarietà” dopo le inadempienze sul meccanismo di Dublino, ovvero le mancate riammissioni da altri paesi di immigrati arrivati inizialmente da noi
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BERLINO – Sui migranti "la mancata accoglienza dei ‘dublinanti’, da parte dell'Italia, aggrava l'enorme sfida che la Germania sta affrontando". È chiara l'accusa contro Roma nella motivazione addotta da un portavoce del ministero dell'Interno tedesco, interpellato da Repubblica, per la clamorosa decisione di sospendere il "meccanismo di solidarietà". Ma sui migranti, la ministra Nancy Faeser è sotto pressione da mesi. Il portavoce ricorda anche che la Germania ha già accolto 1.700 richiedenti asilo sui 3.500 promessi. E che in ogni caso, anche i richiedenti asilo "che sono già stati intervistati in Italia" verranno accolti.

Se la socialdemocratica Faeser ha deciso di reagire aprendo una crisi con l’Italia, il Paese guidato dalla destra di Giorgia Meloni, non è solo una questione di schieramenti opposti in vista delle prossime elezioni europee. Faeser è la Spitzenkandidatin della Spd in Assia, dove il mese prossimo sarà nominato un nuovo governatore. La ministra ha cominciato tre …

BERLINO – Sui migranti "la mancata accoglienza dei ‘dublinanti’, da parte dell'Italia, aggrava l'enorme sfida che la Germania sta affrontando". È chiara l'accusa contro Roma nella motivazione addotta da un portavoce del ministero dell'Interno tedesco, interpellato da Repubblica, per la clamorosa decisione di sospendere il "meccanismo di solidarietà". Ma sui migranti, la ministra Nancy Faeser è sotto pressione da mesi. Il portavoce ricorda anche che la Germania ha già accolto 1.700 richiedenti asilo sui 3.500 promessi. E che in ogni caso, anche i richiedenti asilo "che sono già stati intervistati in Italia" verranno accolti.

Se la socialdemocratica Faeser ha deciso di reagire aprendo una crisi con l’Italia, il Paese guidato dalla destra di Giorgia Meloni, non è solo una questione di schieramenti opposti in vista delle prossime elezioni europee. Faeser è la Spitzenkandidatin della Spd in Assia, dove il mese prossimo sarà nominato un nuovo governatore. La ministra ha cominciato tre giorni fa la campagna elettorale a Wiesbaden, e subito dopo ha spostato la contesa in Europa. Per rispondere alle inadempienze del nostro Paese sul fronte dei cosiddetti “dublinanti”, certo. Ma anche per uscire dall’angolo: in Assia la Spd è crollata al 20%, la rivale Cdu svetta al 31%: c’è molto terreno da recuperare, e i migranti sono un tema centrale, come insegna la storia dell’ultimo decennio

I Comuni tedeschi sono in rivolta: la situazione dei profughi e migranti è identica a quella della grande emergenza del 2016, lamentano. La Germania ha accolto da sola un milione di ucraini dall’inizio dell’invasione russa. E nei primi sei mesi di quest’anno le richieste di asilo hanno raggiunto quota 220mila: la stragrande maggioranza delle quali firmata da siriani.

Un dossier che grava sulle spalle della ministra, che negli ultimi mesi, però, era stata tra le promotrici del “meccanismo di solidarietà” per aiutare i paesi affacciati sul Mediterraneo ad affrontare l’emergenza degli sbarchi. Due giorni fa, però, all’allarme dei comuni si è aggiunto il ‘fuoco amico’ dei liberali della Fdp, il partito-partner di governo di Faeser e Olaf Scholz. Il segretario generale dei liberali, Bijan Dijr-Darai l’ha attaccata ad alzo zero: “Dobbiamo stoppare l’immigrazione irregolare e governare gli arrivi. Altrimenti sovraccarichiamo le nostre scuole e il nostro stato sociale”, ha dichiarato alla Bild.

Da mesi, su questo Faeser è sempre stata chiara, la Germania vuole in cambio del “meccanismo di solidarietà” un impegno serio dall’Italia sui “dublinanti”, sui migranti che sono stati registrati in Italia e sono approdati in Germania e secondo le regole europee dovrebbero tornare nel nostro Paese. Non solo: la ministra socialdemocratica vuole allungare i tempi per rimandarli nei Paesi di primo approdo da sei mesi a un anno. Vuole avere più tempo, cioè, per rispedirli indietro. Oltre quel periodo potrebbero infatti chiedere asilo in Germania (e molti, in attesa di quella scadenza, chiedono asilo alle chiese tedesche).

Ma invece di rispettare gli impegni e considerare l’emergenza dei migranti in Germania, a fronte della buona volontà mostrata da Berlino sui migranti salvati nel Mediterrraneo, da nove mesi il governo Meloni blocca tutto. E ora Faeser ha perso la pazienza.

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