Putin incontra Kim e cerca partner a Est. Ma è sempre più solo
di Rosalba CastellettiQuest’anno niente capi di Stato o di governo al Forum Economico Orientale di Vladivostok, il porto russo che si affaccia sul Pacifico ai confini di Cina e Corea del Nord. Nel 2022, a pochi mesi dall’ingresso delle truppe russe in Ucraina, parteciparono i leader di Armenia, Mongolia e Myanmar, e il premier indiano Narendra Modi intervenne in videocollegamento. Stavolta l’ospite di più alto rango è stata la vicepresidente del Laos Pany Yathotou, seguita dal vicepremier cinese Zhang Guoqing. Segno del crescente isolamento russo. Da quando, dieci anni fa, il presidente Vladimir Putin dichiarò davanti alle Camere riunite che lo sviluppo dell’Estremo Oriente era «la priorità nazionale per l’intero 21° secolo», la tanto pubblicizzata politica russa di “Svolta verso Est”, volta a trasformare un territorio arretrato come l’Estremo Oriente Russo in una nuova porta verso la Cina, il Nord-Est asiatico e oltre, è diventata una necessità. E il forum di Vladivostok è la piattaforma ideale per cercar…
Quest’anno niente capi di Stato o di governo al Forum Economico Orientale di Vladivostok, il porto russo che si affaccia sul Pacifico ai confini di Cina e Corea del Nord. Nel 2022, a pochi mesi dall’ingresso delle truppe russe in Ucraina, parteciparono i leader di Armenia, Mongolia e Myanmar, e il premier indiano Narendra Modi intervenne in videocollegamento. Stavolta l’ospite di più alto rango è stata la vicepresidente del Laos Pany Yathotou, seguita dal vicepremier cinese Zhang Guoqing. Segno del crescente isolamento russo. Da quando, dieci anni fa, il presidente Vladimir Putin dichiarò davanti alle Camere riunite che lo sviluppo dell’Estremo Oriente era «la priorità nazionale per l’intero 21° secolo», la tanto pubblicizzata politica russa di “Svolta verso Est”, volta a trasformare un territorio arretrato come l’Estremo Oriente Russo in una nuova porta verso la Cina, il Nord-Est asiatico e oltre, è diventata una necessità. E il forum di Vladivostok è la piattaforma ideale per cercare nuovi mercati e fornitori. Le delegazioni più numerose provenivano da India, Emirati Arabi Uniti, Myanmar e, soprattutto, dalla Cina. Rimandato probabilmente a oggi invece l’atteso incontro col leader nordcoreano Kim Jong-un.
Con Pechino «abbiamo rapporti davvero straordinari», ha detto Putin intervenendo alla plenaria del Forum. «L’Occidente sta facendo di tutto per rallentare lo sviluppo della Cina, ma non ci riuscirà». Illustrando i vari progetti per promuovere la regione orientale, dall’Artico alle isole Curili, Putin ha poi sottolineato che «l’anno scorso il fatturato commerciale della Russia con i Paesi dell’Asia-Pacifico è aumentato del 13,7%, e nella prima metà di quest’anno ha aggiunto un altro 18,3%». Ma sollecitato dalle domande del moderatore, l’ad del canale televisivo Rbk Ilja Doronov, non ha mancato di parlare anche del conflitto in Ucraina e di lanciare stoccate all’Occidente.
Mosca si prepara alla lunga corsa, ha detto. Anche se la controffensiva ucraina è «fallita», a suo dire, Kiev parlerà di pace soltanto quando esaurirà uomini e mezzi, ma utilizzerà qualsiasi cessazione delle ostilità «per ricostituire le proprie risorse e ripristinare la capacità di combattimento delle proprie forze armate». Ai tanti potenziali mediatori che gli chiedono se la Russia sia pronta a smettere di combattere, Putin risponde che, perché ci sia qualche possibilità di dialogo, l’Ucraina dovrebbe prima cancellare il suo divieto legale autoimposto ai colloqui. «Allora vedremo». Quanto all’Occidente, la decisione di inviare a Kiev bombe a grappolo, munizioni all’uranio impoverito e caccia F16 non farà che «prolungare» il conflitto, ma non ne cambierà l’esito finale. Si comporta «da colonizzatore», ha aggiunto, come fece l’Urss quando inviò i tank a Praga e Budapest. «Abbiamo riconosciuto da tempo che fu un errore e portò soltanto a tensioni nelle relazioni», ha detto riferendosi a suoi passati commenti già a partire dal 2006. Washington, secondo Putin, continuerà a vedere la Russia «come un nemico inesistente». «Non importa chi sarà eletto presidente», ha detto, definendo le inchieste giudiziarie contro Donald Trump «una persecuzione per ragioni politiche».
Intanto è attesa per l’incontro con Kim Jong-un che ieri è entrato in Russia sul suo treno blindato. C’è ancora incertezza sulla località, forse il cosmodromo di Vostochnyj. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov si è limitato a dire che il bilaterale tra i due leader sarà seguito da un incontro allargato alle delegazioni e da una cena. Il vertice sarà un’opportunità per entrambi gli isolati capi di Stato. Kim cerca aiuti economici e tecnologia militare, Putin munizioni per il fronte ucraino. Ad accompagnare il leader nordcoreano c’è non a caso Jo Chun Ryong, responsabile delle politiche sulle munizioni.