Argentina, snidato il “libraio del Terzo Reich”, che vendeva opere e simboli nazisti online
di Daniele MastrogiacomoIl nazismo resiste in Argentina. Lavora sottotraccia, soprattutto sul web, ma resiste. Con proclami, opuscoli, libri, foto, domande e offerte, informazioni, contatti, scambi di messaggi e di indirizzi. Non è un caso. Il grande paese sudamericano è stato terra di rifugio per centinaia di gerarchi e di militanti nazisti quando la Germania di Hitler ha perso la sua folle guerra per la conquista del mondo. La nuova atmosfera che si respira in Argentina aiuta; l’estrema destra avanza nei sondaggi e l’anarco-capitalista Javier Milei, come ama definirsi, ha buona possibilità di vincere le elezioni del prossimo 22 ottobre. Ma c’è anche chi vigila, chi scruta la rete e segnala i rigurgiti di un nazismo duro a morire.
Ha fatto scalpore scoprire che un uomo di 45 anni, Pablo Giorgetti, conservava in casa la più grande libreria nazista del Paese. Trecento titoli, sponsorizzati e diffusi via Internet, sulla propaganda del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, sul negazionismo del…
Il nazismo resiste in Argentina. Lavora sottotraccia, soprattutto sul web, ma resiste. Con proclami, opuscoli, libri, foto, domande e offerte, informazioni, contatti, scambi di messaggi e di indirizzi. Non è un caso. Il grande paese sudamericano è stato terra di rifugio per centinaia di gerarchi e di militanti nazisti quando la Germania di Hitler ha perso la sua folle guerra per la conquista del mondo. La nuova atmosfera che si respira in Argentina aiuta; l’estrema destra avanza nei sondaggi e l’anarco-capitalista Javier Milei, come ama definirsi, ha buona possibilità di vincere le elezioni del prossimo 22 ottobre. Ma c’è anche chi vigila, chi scruta la rete e segnala i rigurgiti di un nazismo duro a morire.
Ha fatto scalpore scoprire che un uomo di 45 anni, Pablo Giorgetti, conservava in casa la più grande libreria nazista del Paese. Trecento titoli, sponsorizzati e diffusi via Internet, sulla propaganda del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, sul negazionismo dell’Olocausto, con profili entusiasti di Adolf Hitler e recensioni sulle cause che avevano portato alla Seconda guerra mondiale del secolo scorso. Per snidare il libraio del Terzo Reich ci sono voluti due anni di indagini segrete, con alcuni segugi che si sono infiltrati nel giro e hanno lavorato sotto copertura.
Tutto è partito da una denuncia fatta dalla Delegazione delle associazioni israelitiche argentine (Daia), ancora scottata dall’attentato del 18 luglio 1994 contro la sede dell’Amia, l’Associazione Mutualità Israelita Argentina, che a Buenos Aires provocò la morte di 85 persone e il ferimento di 300. “Nella segnalazione”, ha spiegato il commissario Fabián Villagra, capo dell’unità investigativa sul terrorismo della Polizia federale, “si indicava un sito web che diffondeva volantini con contenuti antisemiti e vendeva il materiale attraverso il Mercado Libre. Avevamo solo il nome di un utente. Da lì siamo risaliti al server e individuato l’indirizzo del gestore”. Per mesi la casa del sospetto è stata tenuta sotto sorveglianza. Un poliziotto, nel frattempo, ha preso contatto via web con chi forniva il materiale, si è spacciato per un simpatizzante nazista e ha fatto scattare la trappola.
Bisognava aspettare che quest’uomo senza precedenti, solitario e con pochissime amicizie, commettesse l’errore di aprirsi e dimostrare che era a capo di una rete molto più fitta di quello che si poteva immaginare. C’era poi da superare la libertà di espressione, il diritto a leggere e a conservare nella propria libreria anche testi che non si condividono ma che servono ad arricchire la propria cultura e rafforzare il proprio senso critico delle idee e della storia. È partito il blitz, Giorgetti è stato posto agli arresti e denunciato per violazione delle legge contro gli atti discriminatori.
Su questa materia la legge argentina è inflessibile. “La semplice visualizzazione di questo tipo di simbologia”, si legge in una nota ufficiale della polizia ripresa dal quotidiano spagnolo El País, “costituisce una violazione della legge 23.592 poiché giustifica, rivendica e persino venera le atrocità commesse dal regime nazionalsocialista contro la comunità ebraica. Nella casa di Giorgetti, nel comune di San Isidro, periferia benestante a nord di Buenos Aires, gli inquirenti hanno sequestrato 222 libri, 140 copertine con copie di testi che l’uomo aveva riprodotto e un paio di stampanti da ufficio. Tra questi c’erano diverse edizioni del Mein Kampf, “Mi lucha” in spagnolo, di “Las SS te llaman!”, l’opuscolo dell’esercito del Führer diffuso durante la Seconda guerra. Ma anche decine di testi, di una ventina di editori, che spaziavano dalla negazione del genocidio nazista al regime di Francisco Franco in Spagna al bombardamento di Guernika, fino alla biografie apocrife su Henry Ford e altri opuscoli contro l’ebraismo in Argentina.
Parte del materiale riguardava la tipica simbologia di quel tragico periodo: croci uncinate, croci di ferro, l’aquila imperiale. La Librería Argentina, come si chiama, è comunque ancora attiva. Non può ricevere più ordini ma i suoi libri circolano liberamente sulla rete. Più che proclami e pubblicità, funziona con il classico passaparola. Molti si informano, chiedono vari titoli di diversi libri. Qualcuno risponde sempre. “Puoi acquistare sul Mercado Libre”, viene suggerito. “Ma scrivici in privato, ti faremo sapere come fare e ti informeremo sui prossimi appuntamenti”. La battaglia al nazismo continua.