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Zuppi a Pechino: “Unire gli sforzi per la pace in Ucraina”

(ansa)
L’inviato di Francesco a colloquio con Li Hui. Il Vaticano: “Clima aperto e cordiale”
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Per ottenere la pace in Ucraina è necessario “unire gli sforzi”. A Pechino, dove si è recato dopo essere stato a Kiev, Mosca e Washington, il cardinale Matteo Zuppi ha trovato una sponda per tessere una tela multilaterale, con un occhio particolare all’Africa. L’inviato di papa Francesco doveva partire per la Cina già ad agosto, poi il cambio ai vertici della diplomazia cinese, con Qin Gang sostituito in estate dall’attuale ministro degli Esteri Wang Yi, aveva lasciato tutto in sospeso. Fino all’accelerazione delle ultime settimane, probabilmente facilitata dai messaggi di stima che Jorge Mario Bergoglio ha indirizzato alla Cina dal suo recente viaggio in Mongolia. E a Pechino si sono aperte le porte per l’inviato papale.

L’arcivescovo di Bologna ieri è stato ricevuto al ministero da Li Hui, una sorta di parigrado di Zuppi, l’uomo di Xi Jiping per il dossier ucraino. “Il colloquio, svoltosi in un clima aperto e cordiale”, ha riferito il Vaticano, “è stato dedicato alla guerra in Ucrai…

Per ottenere la pace in Ucraina è necessario “unire gli sforzi”. A Pechino, dove si è recato dopo essere stato a Kiev, Mosca e Washington, il cardinale Matteo Zuppi ha trovato una sponda per tessere una tela multilaterale, con un occhio particolare all’Africa. L’inviato di papa Francesco doveva partire per la Cina già ad agosto, poi il cambio ai vertici della diplomazia cinese, con Qin Gang sostituito in estate dall’attuale ministro degli Esteri Wang Yi, aveva lasciato tutto in sospeso. Fino all’accelerazione delle ultime settimane, probabilmente facilitata dai messaggi di stima che Jorge Mario Bergoglio ha indirizzato alla Cina dal suo recente viaggio in Mongolia. E a Pechino si sono aperte le porte per l’inviato papale.

L’arcivescovo di Bologna ieri è stato ricevuto al ministero da Li Hui, una sorta di parigrado di Zuppi, l’uomo di Xi Jiping per il dossier ucraino. “Il colloquio, svoltosi in un clima aperto e cordiale”, ha riferito il Vaticano, “è stato dedicato alla guerra in Ucraina e alle sue drammatiche conseguenze, sottolineando la necessità di unire gli sforzi per favorire il dialogo e trovare percorsi che portino alla pace. È stato inoltre affrontato il problema della sicurezza alimentare, con l’auspicio che si possa presto garantire l’esportazione dei cereali, soprattutto a favore dei Paesi più a rischio”.

Un riferimento, in particolare, all’Africa, dove sia la Cina che la Chiesa cattolica sono presenti in modo capillare. Le mosse vaticane sono monitorate da tutti i protagonisti. L’ambasciata russa presso la Santa Sede ha riferito di seguire “con attenzione” la missione di Zuppi in Cina, l’arcivescovo greco-cattolico ucraino Sviatoslav Shevchuck, in questi giorni a Roma, ha detto di aver consegnato al cardinale, che oggi torna in Italia, “un elenco dei civili ucraini sequestrati”.

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