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Usa, Hunter Biden incriminato: tra le accuse anche il possesso illegale di armi

Usa, Hunter Biden incriminato: tra le accuse anche il possesso illegale di armi

Un atto federale è stato presentato nel Delaware nei confronti del figlio del presidente degli Stati Uniti

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New York - Hunter Biden, figlio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, è stato incriminato per tre capi d’accusa legati al possesso di una pistola. Lo ha comunicato il dipartimento di Giustizia americano alla corte distrettuale del Delaware, settimane dopo il fallimento di un accordo che avrebbe portato al patteggiamento, salvando Hunter, 53 anni, dal processo e dall’eventuale arresto.

All’inizio di settembre il procuratore federale David Weiss, scelto dal dipartimento di Giustizia come supervisore del caso, aveva informato la corte che la richiesta di incriminazione sarebbe stata presentata entro fine settembre per evitare che alcuni reati cadessero in prescrizione. Il massimo della pena previsto varia, a seconda dei casi, da dieci a venticinque anni di carcere, ma viene applicato raramente quando è il primo reato, e il figlio di Biden non è accusato di aver utilizzato la pistola per commettere altri crimini.

Sul fatto che possa essere processato non ci sarebbero dubbi. Sull’ipotesi carcere, nessuno fa previsioni. Due reati contestati sono per falsa testimonianza nell’acquisto della pistola, una P38, e un terzo per aver ottenuto l’arma in modo illegale, mentre era dipendente dalla droga.

L’incriminazione ferisce la Casa Bianca ma lancia un messaggio forte al Paese: l’amministrazione Biden non fa sconti al figlio del capo. E' la prima volta nella storia americana che un dipartimento di Giustizia incrimina il figlio di un presidente in carica. La decisione è arrivata quasi in contemporanea con la pubblicazione di un sondaggio di Associated Press-Norc, in base al quale metà degli americani aveva dichiarato di non credere a un’incriminazione del figlio del presidente.

Ma anche il padre ha le sue preoccupazioni dopo che lo Speaker della Camera, Kevin McCarthy, ha chiesto l’avvio di un’indagine formale per accertare se ci siano le basi per chiedere l’impeachment del presidente. Biden è accusato dai Repubblicani di aver tratto benefici finanziari dall’attività di Hunter come consulente per governi stranieri, tra cui Cina e Ucraina. Non sono state trovate finora prove, mentre il caso per cui il figlio è stato incriminato appare diverso. Qui le prove sono considerate evidenti. Biden Jr. è accusato di aver mentito al governo federale: al momento dell’acquisto dell'arma, avvenuta nel 2018, Hunter aveva dovuto riempire un formulario destinato all’Fbi. Tra le domande c’era quella in cui si chiedeva se avesse avuto problemi con la droga. Biden Jr. aveva risposto di no, nonostante fosse da anni dipendente dagli stupefacenti. Il caso è emerso perché la compagna di Hunter, Hallie, undici giorni dopo l’acquisto, aveva trovato la pistola e, temendo che lui l’avesse comprata per suicidarsi,l’aveva gettata in un cassonetto dei rifiuti di un supermercato a Wilmington, nel Delaware. Era stato lì che un persona, rufolando tra i rifiuti, l’aveva trovata. L’arma era finita sul tavolo della polizia e da lì l’Fbi è risalita a Hunter.

Con la decisione dei procuratori federali il quadro americano in vista delle elezioni presidenziali del 2024 si fa ancora più fosco: il presidente è a rischio impeachment, il figlio è stato incriminato e il probabile sfidante, Donald Trump, strafavorito in tutti i sondaggi di partito, deve rispondere di quattro incriminazioni e più di novanta reati, che vanno dal tentativo di frodare gli Stati Uniti, per aver cercato di sovvertire il risultato elettorale del 2020, al pagamento in nero di due donne per comprare il loro silenzio riguardo relazioni extraconiugali, al trasferimento illecito dalla Casa Bianca al resort di Mar-a-Lago di documenti riservati, al tentativo di bloccare la certificazione della vittoria di Biden, attraverso l’insurrezione del 6 gennaio 2021, quando centinaia di sostenitori trumpiani assaltarono il Congresso.

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