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Ostacolo Orbán, nel percorso dell’Ucraina verso l’Ue l’Ungheria potrebbe diventare un problema

L’adesione di Kiev continua a essere una priorità per von der Leyen ma la posizione del premier ungherese nei negoziati rischia di compromettere le trattative
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BERLINO – Ursula von der Leyen continua a mostrarsi ottimista sul percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Unione europea. Ma la presidente della Commissione europea rischia di trovarsi un ostacolo gigantesco sulla strada: l’Ungheria.

A dicembre i 27 Paesi dell’Unione dovrebbero decidere all’unanimità se concedere a Kiev l’avvio dei negozianti per l’adesione. E von der Leyen ha dichiarato al Parlamento europeo che l’Ucraina ha fatto grandi progressi nei criteri richiesti per l’ingresso nell’Ue. A giugno la Commissione aveva attestato a Kiev il raggiungimento di due dei sette obiettivi richiesti ma aveva chiesto ulteriori sforzi sulla lotta alla corruzione, al riciclaggio e tutele maggiori per le minoranze.

BERLINO – Ursula von der Leyen continua a mostrarsi ottimista sul percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Unione europea. Ma la presidente della Commissione europea rischia di trovarsi un ostacolo gigantesco sulla strada: l’Ungheria.

A dicembre i 27 Paesi dell’Unione dovrebbero decidere all’unanimità se concedere a Kiev l’avvio dei negozianti per l’adesione. E von der Leyen ha dichiarato al Parlamento europeo che l’Ucraina ha fatto grandi progressi nei criteri richiesti per l’ingresso nell’Ue. A giugno la Commissione aveva attestato a Kiev il raggiungimento di due dei sette obiettivi richiesti ma aveva chiesto ulteriori sforzi sulla lotta alla corruzione, al riciclaggio e tutele maggiori per le minoranze.

E la questione delle minoranze, in particolare quella ungherese in Transcarpazia, potrebbe essere la scusa per Viktor Orbán per mettersi di traverso. Secondo Politico, l’Ungheria potrebbe opporsi dunque a una corsia preferenziale per il Paese invaso dalla Russia. Anche perché da mesi Budapest e Kiev sono ai ferri corti perché l’Ungheria ha inserito la banca magiara Otp nella lista nera degli istituti finanziari che sostengono Mosca nel conflitto.

Budapest è ormai la longa manus di Vladimir Putin in Europa. Orbán si è opposto ai pacchetti di sanzioni dell’Ue contro Mosca e ha continuato, in totale solitudine, a comprare gas e petrolio dalla Russia. L’Ungheria è stata anche ostile fino all’ultimo verso la Finlandia e la Svezia nel loro percorso di adesione alla Nato.

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