Uranio impoverito, Crosetto crea una Commissione indipendente
di Gianluca Di FeoLa chiamano “sindrome da uranio impoverito” ma la causa reale resta misteriosa. Quel che è certo però sono i militari colpiti da patologie gravissime dopo avere prestato servizio nei teatri dei conflitti o nei poligoni di tiro: casi così numerosi da provare l’esistenza di un problema profondo. Per questo il ministro Guido Crosetto ha deciso di creare una “Commissione Speciale Indipendente” per tutelare la salute del personale delle forze armate, partendo proprio dall’uranio impoverito. “Sarà composta principalmente da tecnici ed esperti su questa materia, quasi tutti esterni al mondo della Difesa. Per me non esistono tabù o questioni che non si devono affrontare perché lo Stato deve essere sempre trasparente e credibile, e, in particolare, deve esserlo il mio Dicastero”, ha sottolineato Crosetto.
L’ultima frase è stata letta come una replica alle polemiche che hanno ripreso vigore dopo il libro del generale Roberto Vannacci: l’ufficiale durante le operazioni contro l’Isis in Iraq…
La chiamano “sindrome da uranio impoverito” ma la causa reale resta misteriosa. Quel che è certo però sono i militari colpiti da patologie gravissime dopo avere prestato servizio nei teatri dei conflitti o nei poligoni di tiro: casi così numerosi da provare l’esistenza di un problema profondo. Per questo il ministro Guido Crosetto ha deciso di creare una “Commissione Speciale Indipendente” per tutelare la salute del personale delle forze armate, partendo proprio dall’uranio impoverito. “Sarà composta principalmente da tecnici ed esperti su questa materia, quasi tutti esterni al mondo della Difesa. Per me non esistono tabù o questioni che non si devono affrontare perché lo Stato deve essere sempre trasparente e credibile, e, in particolare, deve esserlo il mio Dicastero”, ha sottolineato Crosetto.
L’ultima frase è stata letta come una replica alle polemiche che hanno ripreso vigore dopo il libro del generale Roberto Vannacci: l’ufficiale durante le operazioni contro l’Isis in Iraq aveva presentato due denunce formali sulla carenza delle tutele contro “la sindrome da uranio impoverito”. E anche se nel suo volume non affronta questo tema, alcune associazioni hanno sostenuto che il procedimento disciplinare contro Vannacci e la destituzione dal comando fossero legati proprio a questi esposti. Lo sostiene, ad esempio, Domenico Leggiero dell’Osservatorio militare: “A noi non interessano i colpevoli ma la consapevolezza che i familiari dei 563 morti e degli 8.740 malati potessero contare sul rispetto dello Stato. Purtroppo, a mio parere, il ministro Crosetto sta solo cercando di “ripulire” la tavola riapparecchiata dalla denuncia Vannacci”.
Il generale però sembra avere accolto positivamente la scelta di Crosetto: “Se ci sono argomenti su cui c’è bisogno di far chiarezza – ha commentato Vannacci - ben venga qualsiasi tipo di iniziativa. Se il ministro ha reputato opportuno questo provvedimento condivido la sua attività. Sicuramente ha degli elementi informativi che lo hanno indotto a prendere questo provvedimento”.
Nelle scorse legislature già quattro commissioni parlamentari hanno esaminato la questione: quella decisa da Crosetto partirà proprio dalle conclusioni dei loro lavori. I membri indipendenti non sono stati ancora designati: il ministro intende valutare le proposte delle associazioni di ex militari e civili che si sono occupate del tema. Per conto della Difesa, ci saranno solo uno specialista medico – il generale Florigio Lista, direttore dell’Istituto Scientifico della Difesa - e il magistrato del Consiglio di Stato Michele Corradino, consigliere giuridico del ministro.
Non è l’unica iniziativa. Crosetto intende presentare al Parlamento un disegno di legge per superare “alcune criticità riscontrate nel sistema di protezione assistenziale e previdenziale dei militari”. Più volte le associazioni hanno denunciato come alcune delle “vittime dell’uranio impoverito” abbiano dovuto sostenere le spese per le cure, senza neppure ottenere il riconoscimento previdenziale per la loro malattia. Una situazione scandalosa che adesso c’è la volontà politica di risolvere.