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Washington, safari urbano con cani addestrati per arginare l’invasione di topi

La caccia ai roditori è illegale, ma i cittadini ringraziano. A New York hanno deciso di cambiare i ventimila cestini verdi disseminati in tutta la città perché diventati rifugio per migliaia di ratti
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NEW YORK – La battaglia ai ratti metropolitani delle città americane sta vivendo una nuova stagione: a Washington organizzano ronde di padroni di cani addestrati per cacciare i topi. A New York hanno deciso di cambiare i ventimila cestini verdi disseminati in tutta la città perché diventati rifugio per migliaia di roditori. Quello che avviene nella capitale è un indicatore sociale dello stress generato dall’invasione di topi. Con la pandemia in molte città sono stati autorizzati dehors e gazebo nei ristoranti, per allargare gli spazi e tenere distanti i clienti dal rischio contagio. Ma in questo modo i marciapiedi si sono riempiti di avanzi e la notte, come ben sa chi vive a New York, è un continuo andare avanti e indietro di topi, che passano dagli scantinati ai marciapiedi, si riforniscono di cibo e poi ritornano alla base.

Washington è una delle città sprofondate nell’emergenza: fino a luglio le telefonate con richiesta di disinfestazione erano state 11 mila, solo duemila…

NEW YORK – La battaglia ai ratti metropolitani delle città americane sta vivendo una nuova stagione: a Washington organizzano ronde di padroni di cani addestrati per cacciare i topi. A New York hanno deciso di cambiare i ventimila cestini verdi disseminati in tutta la città perché diventati rifugio per migliaia di roditori. Quello che avviene nella capitale è un indicatore sociale dello stress generato dall’invasione di topi. Con la pandemia in molte città sono stati autorizzati dehors e gazebo nei ristoranti, per allargare gli spazi e tenere distanti i clienti dal rischio contagio. Ma in questo modo i marciapiedi si sono riempiti di avanzi e la notte, come ben sa chi vive a New York, è un continuo andare avanti e indietro di topi, che passano dagli scantinati ai marciapiedi, si riforniscono di cibo e poi ritornano alla base.

Washington è una delle città sprofondate nell’emergenza: fino a luglio le telefonate con richiesta di disinfestazione erano state 11 mila, solo duemila meno di quelle fatte in tutto il 2022. L’aumento dei topi sarebbe del 25 per cento in un anno. L’amministrazione della capitale non fornisce mezzi per avvelenarli, così spesso le persone devono risolvere il problema da sole. Da un po’ di tempo ci sono i “Ratscallions”, un gruppo di cittadini privati che perlustra quartieri portando in giro cani, tipo bull terrier, pronti a infilarsi nei pertugi o inseguire topi, per azzannarli.

Foto di cani con la preda tra le mascelle sono apparse sul Washington Post, che racconta come i ratti, stretti nella morsa, emettano sinistri suoni simili a giocattoli imbottiti per bambini piccoli. Quello dei Ratscallions è un safari urbano, che spazia dalla periferia a Chinatown, dai cumuli di rifiuti ai bidoni. Per partecipare serve indossare scarpe chiuse, che permettano di muoversi tra la sporcizia e pantaloni stretti, per evitare un “topo si inerpichi lungo la gamba” di uno di loro. Dicono sia già successo. Tra i cani protagonisti, che hanno nomi come Bartholomew, Flavia, Star, Pebbles e Jigs, ci sono soprattutto terrier. Alcuni hanno vinto premi nelle competizioni. Gli animali non corrono il rischio di avvelenarsi: sono tutti vaccinati contro la leptospirosi, una malattia comune legata ai topi. Addentano i ratti, ma non li mangiano e non ingeriscono il veleno che i roditori possono aver preso.

I vigilantes, tra cui c’è un veterinario, si muovono di sera, con discrezione, senza voler disturbare residenti o attività commerciali. L’obiettivo dei padroni, spiegano, è soprattutto far contenti i loro cani, ma sembra che questa attività cominci a piacere anche ai padroni. Arrivano nelle zone di “guerra” portandosi dietro sacchi neri della spazzatura, guanti di lattice da usare per prendere le carcasse di topi e infilarle nei contenitori. Il safari sembra produttivo: in una sera, racconta il Post, sono stati contati 32 corpi.

La domanda finale è una: la caccia ai topi è legale a Washington? La risposta è no. Per questo molti di quelli che hanno raccontato la storia al giornale sono voluti restare anonimi. Ma nei quartieri dove arrivano per il rastrellamento, vengono visti un po’ con curiosità e molto con gratitudine. Hanno messo su anche una pagina Facebook. La gente, quando li incontra per strada, li saluta come se fossero eroi di ritorno dal fronte.

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