Ucraina, il Pentagono ammette: sicurezza scarsa, le armi inviate dagli Usa sono a rischio furto
di Floriana BulfonTank, cannoni, mitragliatrici lasciati in sosta sui binari degli scali
ferroviari senza alcuna sorveglianza o affidati a guardiani privi
della preparazione adeguata per proteggere un arsenale di bombe e
pallottole, senza nemmeno la radio per comunicare con i
comandi e chiedere aiuto. Una situazione surreale, tanto che in almeno un’occasione diverse casse di munizioni sono state rubate dai treni e
i soldati di scorta non se ne sono nemmeno accorti.
È l’altra faccia del fiume di aiuti militari trasferiti dai comandi Usa
all’Ucraina negli scorsi mesi: quei quaranta miliardi di dollari in
sistemi bellici spesso si sono trasformati in una preda esplosiva alla
mercé dei ladri. Non lo sostiene la propaganda russa, ma una rigorosa indagine degli ispettori del Pentagono, resa pubblica tre giorni fa:
una sirena d’allarme sulla sicurezza dei convogli che portano alla
frontiera polacca gli armamenti per la difesa ucraina, sbarcati dopo
avere attraversato l’Oceano o prelevati dai depositi europei de…
Tank, cannoni, mitragliatrici lasciati in sosta sui binari degli scali
ferroviari senza alcuna sorveglianza o affidati a guardiani privi
della preparazione adeguata per proteggere un arsenale di bombe e
pallottole, senza nemmeno la radio per comunicare con i
comandi e chiedere aiuto. Una situazione surreale, tanto che in almeno un’occasione diverse casse di munizioni sono state rubate dai treni e
i soldati di scorta non se ne sono nemmeno accorti.
È l’altra faccia del fiume di aiuti militari trasferiti dai comandi Usa
all’Ucraina negli scorsi mesi: quei quaranta miliardi di dollari in
sistemi bellici spesso si sono trasformati in una preda esplosiva alla
mercé dei ladri. Non lo sostiene la propaganda russa, ma una rigorosa indagine degli ispettori del Pentagono, resa pubblica tre giorni fa:
una sirena d’allarme sulla sicurezza dei convogli che portano alla
frontiera polacca gli armamenti per la difesa ucraina, sbarcati dopo
avere attraversato l’Oceano o prelevati dai depositi europei dell’Us
Army.
I Bradley nel mirino
Il caso più clamoroso riguarda una fornitura di cingolati da
combattimento Bradley con a bordo le armi automatiche. Li hanno lasciati incustoditi nello snodo logistico polacco – il cui nome viene tenuto segreto – da dove poi vengono portati via treno o camion in Ucraina.
Sono mezzi che costano più di quattro milioni di dollari ciascuno e
sono dotati di strumentazioni molto sofisticate, come sistemi di
puntamento, visori e apparati di comunicazione criptati.
In generale, il rapporto degli ispettori dice che i militari hanno
“pianificato, coordinato ed eseguito in maniera efficace i
trasferimenti”. Allo stesso tempo, però, non c’è stato il rispetto dei
controlli di sicurezza previsti anche per impedire che armi, esplosivi
e ordigni possano venire portati via da criminali e terroristi. Un
segnale di allerta estremamente significativo, alla luce della
quantità enorme di armi che attraversano l’Europa per sostenere la
resistenza ucraina.
L’indagine è stata condotta tra gennaio e giugno, verificando passo
passo la consegna di due partite di veicoli corazzati. La prima
comprendeva sei obici semoventi M109 da 155 millimetri, sei cingolati portamunizioni e sessanta container di equipaggiamenti provenienti dalla Germania. La seconda era composta da 14 Bradley e 7 blindati di
supporto affidati ai camion di una compagnia privata. In entrambi i
casi gli ispettori hanno trovato i militari di scorta “non pienamente
addestrati” per il compito: “Le truppe di guardia in molte occasioni
non avevano le radio, la documentazione e la postura operativa
richieste dalla missione”.
Il sottufficiale al comando ignorava, ad esempio, che a bordo dei Bradley ci fossero anche delle mitragliatrici. I suoi uomini sono rimasti a vigilare sul convoglio per tutta la notte, poi all’alba se ne sono andati “senza lasciare
guardie per mantenere la sorveglianza su veicoli con armi
all’interno”. C’erano soltanto due poliziotti polacchi di ronda con un furgoncino per impedire che i mezzi da combattimento di un intero battaglione potessero venire depredati.
Il furto dei proiettili
Il dossier rivela anche un episodio inquietante: a giugno diverse
casse di munizioni sono state rubate da un treno senza che la scorta
se ne accorgesse. I proiettili sarebbero stati successivamente
recuperati, secondo quanto sostenuto dalla polizia polacca. Ma il
furto dimostra quanto sia debole la sicurezza dell’ondata di armi e
proiettili trasferiti ogni giorno attraverso il Continente. Il
rapporto è stato tenuto segreto per quasi un mese, in modo da potere
prendere delle contromisure. E i detective interni del Pentagono hanno deciso di potenziare le verifiche: per la prima volta da questa
settimana hanno distaccato un ispettore in territorio ucraino,
aggregandolo all’ambasciata Usa di Kiev. La prossima relazione
conterrà informazioni anche sulla custodia dei carichi militari oltre la frontiera.