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Ucraina, il vicepremier britannico risponde a Crosetto: “No a tabelle di marcia”

Parla Oliver Dowden durante la conferenza “Pontignano 2023”. Il ministro della Difesa italiano aveva auspicato un "tentativo di soluzione per la guerra in Ucraina nell’arco dei prossimi 7 o 8 mesi”. Ma il vice di Rishi Sunak: “Niente timeline, bisogna continuare a sostenere Kiev come fatto sinora”
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PONTIGNANO (SIENA) – “Non sono d’accordo a porre una tabella di marcia sulla guerra in Ucraina”. Il vicepremier britannico Oliver Dowden risponde così al ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, che l’altro giorno a Londra ha dichiarato ai giornalisti italiani di “auspicare che ci possa essere un tentativo di soluzione per la guerra in Ucraina da perseguire nell’arco dei prossimi 7 o 8 mesi”. Dowden ha parlato a Repubblica e alcuni giornalisti italiani a margine del suo intervento alla Conferenza di Pontignano 2023, nelle campagne senesi, organizzata come ogni anno dall’Ambasciata britannica in Italia per celebrare e promuovere i rapporti tra il nostro Paese e il Regno Unito.

Vicepremier Dowden, il governo del suo “capo” Rishi Sunak si sta avvicinando sempre di più all’Europa, nonostante la Brexit...

“In termini di rapporti con la Ue, il Regno Unito in questo momento è nel momento migliore post Brexit, vedi con il Windsor Framework per l’Irlanda del Nord e il nostro nuovo ingr…

PONTIGNANO (SIENA) – “Non sono d’accordo a porre una tabella di marcia sulla guerra in Ucraina”. Il vicepremier britannico Oliver Dowden risponde così al ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, che l’altro giorno a Londra ha dichiarato ai giornalisti italiani di “auspicare che ci possa essere un tentativo di soluzione per la guerra in Ucraina da perseguire nell’arco dei prossimi 7 o 8 mesi”. Dowden ha parlato a Repubblica e alcuni giornalisti italiani a margine del suo intervento alla Conferenza di Pontignano 2023, nelle campagne senesi, organizzata come ogni anno dall’Ambasciata britannica in Italia per celebrare e promuovere i rapporti tra il nostro Paese e il Regno Unito.

Vicepremier Dowden, il governo del suo “capo” Rishi Sunak si sta avvicinando sempre di più all’Europa, nonostante la Brexit...

“In termini di rapporti con la Ue, il Regno Unito in questo momento è nel momento migliore post Brexit, vedi con il Windsor Framework per l’Irlanda del Nord e il nostro nuovo ingresso nel programma scientifico europeo Horizon. Ovviamente, siamo fuori dalla Ue. Ma allo stesso tempo stiamo cooperando fortemente su temi come la sicurezza e la Difesa con l’Ue. Parallelamente, stiamo forgiando solide relazioni bilaterali con singoli Paesi, come con la Francia di Macron, ma anche una fortissima con l’Italia e il primo ministro Meloni. Rishi Sunak ha un grande rapporto di amicizia con la leader italiana. C’è così tanto su cui possiamo lavorare insieme, da Paesi amici ed entrambi membri del G7”.

Per esempio?

“Ovviamente su Ucraina, per cui sia il governo Draghi che quello Meloni hanno dimostrato un approccio straordinario in difesa della libertà. Ma possiamo andare ancora oltre, come dimostra il progetto comune tra Italia, Regno Unito e Giappone, per quanto riguarda il caccia del futuro Tempest Gcap, ma anche sulla questione dell’Indo-pacifico, in nome della difesa della democrazia e della legge internazionale. È un momento esaltante per le relazioni tra Italia e Regno Unito, e questa conferenza di Pontignano lo dimostra. Sono molto ottimista”.

L’Italia è il migliore amico del Regno Unito in Ue?

“Diciamo che è un amico molto stretto”.

Anche sui migranti? Voi state cercando una fitta collaborazione con l’Italia per fermare gli sbarchi nella Manica, tema molto sensibile a pochi mesi dalle elezioni britanniche. Addirittura, pare che il Regno Unito entrerà in Frontex. Ma la stessa Italia ha i suoi problemi ed esigenze…

“Il nostro obiettivo è fermare gli sbarchi nella Manica ma anche di stoppare i flussi all’origine. Con l’Italia per esempio possiamo cooperare efficacemente nel debellare le gang criminali di trafficanti, e condividere l’intelligence per raggiungere l’obiettivo, come del resto si propone il memorandum di intesa tra Italia e Regno Unito firmato a Londra lo scorso aprile da Sunak e Meloni. Ma riguardo a Frontex, per ora non abbiamo cambiato la nostra posizione”.

E cosa si aspetta dal prossimo G7 organizzato proprio dall’Italia?

“Di rimanere uniti sulla guerra in Ucraina, di cooperare sulla questione dei migranti, ma anche su sicurezza, intelligenza artificiale e nuove tecnologie, di cui ci occuperemo a inizio novembre a Londra per il vertice sull’AI. Non vediamo l'ora di partecipare al G7 dell'Italia”.

L’altro giorno il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ci ha detto di “auspicare che ci possa essere un tentativo di soluzione per la guerra in Ucraina da perseguire nell’arco dei prossimi 7 o 8 mesi”. Il Regno Unito condivide una simile tabella di marcia?

“Non porrei timeline sulla guerra in Ucraina. Non possiamo permettere che un’aggressione illegale come quella della Russia possa avere successo e prevalere. L’Italia sinora ha mostrato il suo pieno sostegno all’Ucraina, in difesa della libertà e della democrazia, a parole e nei fatti, nelle sanzioni e nel supporto militare. Il Regno Unito crede che questo sia l’approccio giusto. Credo e spero che il governo italiano faccia la stessa cosa”.

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