✕

Mount Dora, la Sodoma e Gomorra dei repubblicani Usa: “Via gli sticker pro-lgbt, sono contro la Bibbia”

La città a Nord di Orlando è stata bersagliata dai conservatori dopo l’adozione di adesivi arcobaleno di benvenuto per le persone queer
1 minuti di lettura

NEW YORK - Mount Dora è una città di diciassettemila abitanti a nord di Orlando, in Florida, che fino a qualche settimana fa era famosa soprattutto per i suoi festival, le antiche querce e la vista sul lago Dora. Adesso è diventata un caso, messa sotto accusa dai repubblicani che la pongono alla stregua di una moderna Sodoma e Gomorra e dicono che “è contraria ai principi della Bibbia”.

A provocare le fobie dei conservatori sono adesivi grandi come una mano, sfondo blu e colori arcobaleno: quelli realizzati in segno di solidarietà con la comunità Lgbtq+, per dire loro che qui possono sentirsi a casa. La scritta “Safe Place” campeggia su un disegno a forma di distintivo della polizia. So…

NEW YORK - Mount Dora è una città di diciassettemila abitanti a nord di Orlando, in Florida, che fino a qualche settimana fa era famosa soprattutto per i suoi festival, le antiche querce e la vista sul lago Dora. Adesso è diventata un caso, messa sotto accusa dai repubblicani che la pongono alla stregua di una moderna Sodoma e Gomorra e dicono che “è contraria ai principi della Bibbia”.

A provocare le fobie dei conservatori sono adesivi grandi come una mano, sfondo blu e colori arcobaleno: quelli realizzati in segno di solidarietà con la comunità Lgbtq+, per dire loro che qui possono sentirsi a casa. La scritta “Safe Place” campeggia su un disegno a forma di distintivo della polizia. Sotto è indicato l’indirizzo web del sito spdsafeplace.com e l’invito a riportare ogni crimine contro la comunità arcobaleno.

In questo modo la città ha aderito a Safe Place Iniative, iniziativa nata nel 2015 a Seattle in collaborazione tra la polizia e la comunità lgbtq+, che ha raccolto in otto anni il consenso di 350 città in tutti gli Stati Uniti, inclusa una dozzina di comunità in Florida.

Da settimane gli adesivi colorati appaiono ovunque. Anche i negozianti hanno aderito, incollandoli alle vetrine e lo stesso hanno fatto i poliziotti e lo sceriffo della contea. Ma nella nuova era talebana inaugurata dal governatore Ron DeSantis, che ha dichiarato guerra alla cultura gender, questo è considerato un affronto.

Quattro legislatori repubblicani a livello locale e statale hanno inviato una lettera ufficiale all’amministrazione di Mount Dora, minacciando rappresaglie sulle attività economica locali. L’iniziativa di solidarietà, sostengono, mette la comunità alle porte di Orlando “nel mirino di un danno economico potenzialmente dannoso e assolutamente non necessario”.

I firmatari della lettera hanno citato come esempio Bud Light e Target, le due compagnie americane che hanno visto crollare i loro profitti dopo aver deciso di sostenere gay, lesbiche e transgender e, nel caso della compagnia della birra, utilizzare una trans come testimonial.

La sindaca di Mount Dora, Crissy Stile, ha già dichiarato che non cambierà idea. La lettera, nel frattempo, è stata messa in rete da una rappresentante Democratica, Anna Eskamani. “Potrebbe essere - ha commentato - la più assurda che io abbia mai letto”. “Lasciate che la gente Lgbtq+ esista - ha aggiunto - e smettete di politicizzare tutto. Invece di produrre panico nella gente, pensate alle famiglie che non riescono più a sostenere i costi per vivere in Florida”.

Leggi i commenti