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Scontro Canada-India per l’assassinio di un sikh

(reuters)
Hardeep Singh Nijjar, che in Canada faceva l’idraulico ma era anche presidente di un tempio, è stato ucciso a giugno. Il premier canadese Trudeau accusa i servizi di New Delhi. E Modi lo esclude dai colloqui a margine dell’Assemblea Generale Onu
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New York - Hardeep Singh Nijjar era un barbuto idraulico di 45 anni che svolgeva il ruolo di presidente di un tempio Sikh a Surrey, la piccola Silicon Valley di British Columbia, in Canada. Nel suo Paese, l’India, Nijjar era considerato un leader politico e un terrorista. Questa apparente contraddizione è finita un giorno di giugno, o forse si è allargata, quando Nijjar era uscito dal tempio dopo una funzione. Ad attenderlo c’erano due persone, che senza pronunciare una sola parola lo avevano riempito di piombo. I killer si erano infilati in un’auto dove un complice li aspettava con il motore acceso. La macchina si era dileguata nel traffico attorno all’area metropolitana di Vancouver. Da allora dei tre si è persa traccia. Ma tre mesi dopo l’omicidio l’idraulico leader della comunità Sikh è diventato un caso internazionale che ha portato Canada e India allo scontro diplomatico.

E questo avviene nei giorni in cui le delegazioni dei due Paesi si incroceranno lungo i corridoi del Palazzo…

New York - Hardeep Singh Nijjar era un barbuto idraulico di 45 anni che svolgeva il ruolo di presidente di un tempio Sikh a Surrey, la piccola Silicon Valley di British Columbia, in Canada. Nel suo Paese, l’India, Nijjar era considerato un leader politico e un terrorista. Questa apparente contraddizione è finita un giorno di giugno, o forse si è allargata, quando Nijjar era uscito dal tempio dopo una funzione. Ad attenderlo c’erano due persone, che senza pronunciare una sola parola lo avevano riempito di piombo. I killer si erano infilati in un’auto dove un complice li aspettava con il motore acceso. La macchina si era dileguata nel traffico attorno all’area metropolitana di Vancouver. Da allora dei tre si è persa traccia. Ma tre mesi dopo l’omicidio l’idraulico leader della comunità Sikh è diventato un caso internazionale che ha portato Canada e India allo scontro diplomatico.

E questo avviene nei giorni in cui le delegazioni dei due Paesi si incroceranno lungo i corridoi del Palazzo di Vetro dell’Onu, a New York, dove è in corso l’Assemblea generale. In un intervento alla Camera dei Comuni canadese, il primo ministro Justin Trudeau ha accusato pubblicamente l’India di aver ucciso il leader Sikh, inviando due sicari. Trudeau ha rivelato di averne parlato direttamente con il primo ministro indiano Narendra Modi durante il G20, a inizio settembre, sostenendo di averlo fatto dopo aver ricevuto un report degli 007 canadesi, secondo cui dietro la morte del leader sikh c’erano i servizi indiani. “Ogni tipo di coinvolgimento di un governo straniero nell’omicidio di un cittadino canadese in territorio canadese - ha dichiarato Trudeau - è una violazione inaccettabile della nostra sovranità”.

Il premier ha chiesto al governo indiano di collaborare alle indagini, ma intanto la ministra degli Esteri Mélanie Joly ha annunciato l’espulsione di un diplomatico indiano indicato come “testa” dell’intelligence indiana in Canada. Modi ha reagito escludendo Trudeau dalla lista dei leader con i quali si incontrerà in questi giorni, mentre il Canada ha sospeso i negoziati sugli accordi commerciali.

Nijjar era entrato nel Paese nordamericano nel ’97, aveva chiesto asilo come rifugiato politico ma la sua domanda era stata bocciata. Undici giorni dopo, l’idraulico aveva sposato una canadese, garantendosi la possibilità di restare. Da allora il suo status aveva suscitato perplessità ma Trudeau, nel ricordarne la morte, ha parlato di lui come di “cittadino canadese”.

Nijjar era un leader riconosciuto della comunità Sikh, che da anni rivendica la nascita di uno Stato sovrano chiamato Khalistan nel Punjab. I confini proposti variano a seconda dei gruppi religiosi coinvolti: alcuni lo vorrebbero occupare l’intera area del Punjab indiano, altri il Punjab pachistano. Il movimento separatista è finito nel mirino del governo indiano. Nijjard era stato inserito tra i terroristi. Il suo omicidio non solo ha sollevato problemi di sovranità, ma ferito una comunità formata da più di un milione e mezzo di persone che vivono in Canada. Tra loro c'è Jagmeet Singh, leader del Nuovo Partito Democratico, risultato decisivo per garantire a Trudeau di governare. La denuncia pubblica del delitto politico si è rivelata uno dei pochi atti che hanno messo tutti d’accordo. Persino il leader del Partito conservatore, Pierre Poilievre, ha sostenuto la posizione del premier: “Se queste accuse sono vere, rappresentano un vergognoso affronto alla sovranità del Canada”.

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