L’Europa furiosa con la Polonia per il traffico di visti. Intelligence in allerta per il rischio di infiltrazioni criminali e terroristiche
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniIl traffico dei visti in Polonia inquieta anche la Ue. La Commissaria Ue agli Interni, Ylva Johansson ha scritto un’irritata lettera a Varsavia con un catalogo di domande e ha fissato il 3 ottobre come scadenza per ricevere una risposta rapida ed esaustiva dal governo Morawiecki, riporta il tabloid Bild. Bruxelles scrive nero su bianco che il sospetto è che la Polonia abbia violato le leggi europee e in particolare il Codice dei visti.
In questi giorni il Paese è sconvolto dalla notizia di centinaia di migliaia di permessi di ingresso (250mila secondo l’opposizione e i media) che sarebbero stati venduti dai consolati in Africa e in Asia senza controlli e dietro laute mazzette.
Johansson ha chiesto a Varsavia, tra l’altro, di chiarire “quanti (migranti) sono spariti?” dopo aver raggiunto la Polonia o altri Paesi europei. E ha voluto sapere “quanti erano stati registrati in altri Stati membri per delitti commessi?”.
Il traffico dei visti in Polonia inquieta anche la Ue. La Commissaria Ue agli Interni, Ylva Johansson ha scritto un’irritata lettera a Varsavia con un catalogo di domande e ha fissato il 3 ottobre come scadenza per ricevere una risposta rapida ed esaustiva dal governo Morawiecki, riporta il tabloid Bild. Bruxelles scrive nero su bianco che il sospetto è che la Polonia abbia violato le leggi europee e in particolare il Codice dei visti.
In questi giorni il Paese è sconvolto dalla notizia di centinaia di migliaia di permessi di ingresso (250mila secondo l’opposizione e i media) che sarebbero stati venduti dai consolati in Africa e in Asia senza controlli e dietro laute mazzette.
Johansson ha chiesto a Varsavia, tra l’altro, di chiarire “quanti (migranti) sono spariti?” dopo aver raggiunto la Polonia o altri Paesi europei. E ha voluto sapere “quanti erano stati registrati in altri Stati membri per delitti commessi?”.
Secondo indiscrezioni, anche la Germania avrebbe messo sotto pressione la Polonia: la ministra dell’Interno Nancy Faeser avrebbe chiamato il suo omologo polacco e avrebbe preteso “un rapido e pieno chiarimento” delle “serie” accuse emerse contro il governo. I servizi segreti tedeschi, insieme a quelli svedesi e americani, sarebbero stati i primi a lanciare l’allarme sul picco di arrivi in Europa di migranti africani e asiatici con visti polacchi.
Il problema dei visti venduti illegalmente per migliaia di dollari è che potrebbero essere stati concessi senza i necessari controlli su eventuali affiliazioni criminali o terroristiche. E giustamente Bruxelles sta cercando di capire quante bombe ad orologeria sono state importate nell’area Schengen da un Paese che ha sempre fatto la faccia feroce soprattutto contro i migranti provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente.
Johansson pretende dal governo Morawiecki che precisi in particolare se sta tentando di rintracciare i beneficiari dei visti illegali e se sono state intraprese misure “per proteggere il sistema Schengen in futuro da truffe e corruttele”.