Re Carlo “sfida” il premier Sunak a distanza sul clima. E dal senato a Parigi lancia un “patto per la sostenibilità”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Che cosa bizzarra. Proprio ieri, a Londra, il governo di Rishi Sunak ha rinviato di diversi anni gli obiettivi del Paese nella transizione energetica e lotta al cambiamento climatico, affinché il processo sia “più proporzionato e giusto verso le persone meno abbienti". Oggi invece, a poche ore dalla controversa decisione del primo ministro, re Carlo III ribadisce con forza da Parigi l'importanza “della sfida capitale del clima, che ora ha di fronte la minaccia più esistenziale”.
Insomma, due mondi e visioni diverse, che oggi cozzano da un lato all’altro della Manica, durante la visita di Stato di tre giorni del monarca a Parigi. Il “conflitto” non era previsto. Ieri Sunak è stato costretto a una conf…
LONDRA - Che cosa bizzarra. Proprio ieri, a Londra, il governo di Rishi Sunak ha rinviato di diversi anni gli obiettivi del Paese nella transizione energetica e lotta al cambiamento climatico, affinché il processo sia “più proporzionato e giusto verso le persone meno abbienti". Oggi invece, a poche ore dalla controversa decisione del primo ministro, re Carlo III ribadisce con forza da Parigi l'importanza “della sfida capitale del clima, che ora ha di fronte la minaccia più esistenziale”.
Insomma, due mondi e visioni diverse, che oggi cozzano da un lato all’altro della Manica, durante la visita di Stato di tre giorni del monarca a Parigi. Il “conflitto” non era previsto. Ieri Sunak è stato costretto a una conferenza stampa dopo le rivelazioni della sera prima della Bbc. La sua mezza retromarcia sul clima doveva essere annunciata dopo il ritorno di re Carlo e della regina Camilla a Londra, previsto per venerdì, ed evitare imbarazzi. Ieri, però, sono saltati tutti i piani, ponendo la presa di posizione del governo e quella del sovrano notoriamente ultra-ambientalista (vedi il suo villaggio utopico di Poundbury o le fattorie biologiche nella campagna inglese) in evidente contrapposizione.
Anche perché Carlo, come in passato quando si è attirato le critiche di “reale troppo politico”, non si è lasciato influenzare dagli eventi di ieri a Londra. Oggi, da primo monarca britannico della storia a parlare al Senato francese colmo di tutti i parlamentari e di bandiere britanniche, tricolori ed europee, ha sottolineato in perfetto francese (fluente come quello della madre Elisabetta) che “la sfida per il nostro Pianeta è enorme e drammatica. Eventi tragici negli ultimi tempi hanno dimostrato quanto possano essere fragili le cose cui teniamo di più. Dunque dobbiamo rimanere uniti contro l’aggressione militare in Ucraina e allo stesso tempo fare di tutto per proteggere la Terra dalla minaccia più esistenziale di tutte: quella del global warming, del climate change e della catastrofica distruzione della natura”.
Per questo, continua il re, “prendiamoci cura della nostra “entente cordiale”, impegniamoci con speranza e coraggio. Rinnoviamola per le generazioni a venire, in modo da contrastare più efficacemente le emergenze legate al clima e alla biodiversità”. Carlo si riferisce al patto di amicizia e collaborazione "Entente Cordiale” firmato da Francia e Gran Bretagna nel 1904, “quando c’era ancora il mio trisavolo re Edoardo VII. Rinnoviamola: mi piacerebbe chiamarla 'Entente pour la Durabilité” (“patto per la sostenibilità”) in nome dei nostri sforzi per l’ambiente”.
Applausi e foto di parlamentari e del presidente Macron, con il quale ieri insieme alle consorti Camilla e Brigitte, hanno presenziato una cena di gala maestosa nella “Sala degli specchi” del palazzo di Versailles, con vip tra gli invitati come Mick Jagger, Hugh Grant, Charlotte Gainsbourg, Didier Drogba, Bernard Arnault, Ken Follett e Xavier Niel, dopo una giornata a Parigi, tra francesi che urlavano “vive le Roi” nonostante la storia repubblicana del Paese, e l’accensione della “Fiamma Eterna” dell’Arco di Trionfo in onore dei caduti di guerra.
Carlo, alla sua 35esima visita ufficiale in Francia ma la prima da re, ha ringraziato tutti i transalpini “dell’affetto mostrato alla morte di mia madre”, la regina Elisabetta II nel settembre scorso, “non lo dimenticherò. Lei era il filo d’oro”, come l’ha chiamata anche il presidente francese, "che legava i nostri due Paesi. Ma ora dobbiamo andare avanti perché ci lega una profonda amicizia. Saremo sempre uno dei più grandi alleati della Francia”. Oggi Carlo e Camilla visiteranno la cattedrale di Notre Dame dopo i recenti lavori di ristrutturazione a causa del grave rogo del 2019. Mentre la regina, avida lettrice e oggi vestita di rosa Fiona Clare, con scarpe e borsa Chanel e spilla Cartier, insieme alla Prèmiere Dame ha annunciato un nuovo premio letterario anglofrancese. Domani, invece, la visita dei reali a Bordeaux, dove risiede una folta comunità di “expats” britannici.
Re Carlo III aveva scelto la Francia come prima destinazione straniera della sua reggenza, e non un Paese del Commonwealth, proprio per l’urgenza di riallacciare i rapporti con il Regno Unito dopo la Brexit e due premiership controverse, con Boris Johnson e poi Liz Truss a Downing Street: due leader spesso litigiosi con Parigi. Gli scioperi e i disordini in Francia dello scorso marzo hanno rinviato la visita ad oggi, ma la valenza e la caratura politica della trasferta nel frattempo non si sono diluite, anzi.
Altro scherzo del destino, o forse no: Carlo è arrivato in Francia un giorno dopo l’invito di Macron a Keir Starmer, il leader di opposizione e del partito laburista oltremanica. Una mossa che è sembrata uno sgarbo verso il pur pragmatico Sunak ma che a qualcuno ha lasciato intravedere il futuro dei rapporti tra Regno Unito e Francia. Visto che a Londra si vota l’anno prossimo e Starmer, che in questi giorni ha annunciato la volontà di “riavvicinarsi” alla Ue, è favorito per la poltrona al Numero 10 di Downing Street.