✕

Migranti, papa Francesco arriva a Marsiglia: “Li tengono nei lager libici e poi li buttano in mare”

(ansa)

Ascolta l'audio

Sul volo da Roma il Papa commenta con i giornalisti a bordo la situazione di Lampedusa: “Spero di avere il coraggio di dire tutto quello che voglio dire”
2 minuti di lettura

A BORDO DELL’AEREO PAPALE – Lo aveva confidato ai giornalisti sul volo diretto a Marsiglia: «Spero di avere il coraggio di dire tutto quello che voglio dire». Papa Francesco non ha tradito la promessa. E dalla città francese che rappresenta «una porta e una finestra su tutto il Mediterraneo» non si limita ad un appello generico in favore degli immigrati, ma va giù duro contro i governi europei, come quello di Giorgia Meloni, che ostacolano le ong: «Sono gesti di odio contro il fratello», scandisce, «travestiti da equilibrio».

Jorge Mario Bergoglio è giunto a Marsiglia per gli “Incontri mediterranei”, una riunione di vescovi e giovani di tutte le sponde del “mare nostrum”. Evento che cad…

A BORDO DELL’AEREO PAPALE – Lo aveva confidato ai giornalisti sul volo diretto a Marsiglia: «Spero di avere il coraggio di dire tutto quello che voglio dire». Papa Francesco non ha tradito la promessa. E dalla città francese che rappresenta «una porta e una finestra su tutto il Mediterraneo» non si limita ad un appello generico in favore degli immigrati, ma va giù duro contro i governi europei, come quello di Giorgia Meloni, che ostacolano le ong: «Sono gesti di odio contro il fratello», scandisce, «travestiti da equilibrio».

Jorge Mario Bergoglio è giunto a Marsiglia per gli “Incontri mediterranei”, una riunione di vescovi e giovani di tutte le sponde del “mare nostrum”. Evento che cade nel pieno di una nuova crisi migratoria: gli sbarchi a Lampedusa, il sistema di accoglienza italiano al collasso, le polemiche tra Roma e Parigi, i paesi dell’Unione europea che litigano. Già a bordo dell’aereo Francesco dà il tono: una fotoreporter della Reuters gli mostra l’immagine degli occhi di ragazzo africano appena sbarcato a Lampedusa, il Papa commenta, secco: «Li tengono nei lager libici e poi li buttano in mare».

(afp)

Ma non sono solo i trafficanti, per Bergoglio, i responsabili del dramma di questi anni. Francesco ha voluto riunirsi prima del tramonto con gli esponenti delle altre religioni e i rappresentanti di alcune organizzazioni non governative dinanzi al memoriale dedicato alle persone disperse in mare: una croce, intrecciata ad un’ancora, che sorge a lato di Notre Dame de la Garde, la cattedrale che domina la città dall’alto di un picco calcareo affacciato sul Mediterraneo. A lei in passato si affidavano i marinai, il Papa oggi le affida gli immigrati.

«Non possiamo più assistere ai drammi dei naufragi, dovuti a traffici odiosi e al fanatismo dell’indifferenza», afferma: «L’indifferenza — sottolinea — diventa fanatica. Le persone che rischiano di annegare quando vengono abbandonate sulle onde devono essere soccorse. È un dovere di umanità, è un dovere di civiltà». Lo stesso termine — civiltà — cavalcato dalla destra europea, ma ribaltato nel suo significato. Bisogna prendere posizione, per il Papa: «Ci troviamo di fronte a un bivio di civiltà. O la cultura dell’umanità e della fratellanza, o la cultura dell’indifferenza: che ognuno si arrangi come può». Prima di lui il cardinale Jean-Marc Aveline condanna i trafficanti di esseri umani, ma «quando le istituzioni politiche vietano alle Organizzazioni non governative e anche alle navi che incrociano in queste acque di portare soccorso ai naufraghi», aggiunge, «è un crimine altrettanto grave».

Papa Francesco rincara la dose: «Mi fa piacere», dice parlando a braccio, «vedere qui tanti di voi che vanno in mare per salvare i migranti. E tante volte vi impediscono di andare, perché — si dice — alla nave manca qualcosa, manca questo, quest’altro… Sono gesti di odio contro il fratello, travestiti da equilibrio. Grazie per tutto quello che fate». È una critica aperta ai governi che fanno la guerra alle ong e una difesa a spada tratta dell’operato di realtà come Mediterranea Saving Humans, che Bergoglio conosce bene di persona (al punto che ha nominato Luca Casarini membro del prossimo sinodo). Tra le persone che ascoltano c’è anche Sophie Beau, direttrice generale di Sos Mediterranée, l’ong dell’Ocean Viking, la nave che un anno fa si ritrovò in mare aperto con 230 migranti, senza un porto sicuro dove attraccare, provocando una crisi diplomatica tra Roma e Parigi. «Per fermare questa tragedia bisogna rimuovere gli ostacoli e le persecuzioni amministrative contro le nostre operazioni», dice Beau. L’Ocean Viking fa base a Marsiglia e in questi giorni è in porto, sotto lo sguardo del Papa, in attesa di poter fare nuovi salvataggi.

E se La Provence titola, in prima pagina, “Habemus papam” Qualcuno nota che Francesco non è ancora atterrato a Marsiglia e già c’è stato un miracolo. Una sessantina di giovani migranti, minorenni non accompagnati, che da settimane vagavano per la città hanno finalmente ottenuto ieri un posto in centri di accoglienza dopo aver “occupato” una chiesa ed essersi rivolti direttamente al Pontefice. Nei famigerati “quartieri nord”, i più poveri di Marsiglia, Jean-Luc Mélenchon e altri dirigenti dell’estrema sinistra hanno invece organizzato un raduno laico per denunciare la «barbarie antimigranti»: facendo eco alle parole del Papa.

Leggi i commenti