Il passo indietro di Rupert Murdoch: al figlio Lachlan la gestione dell’impero Fox
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA — Come sostiene qualcuno che lo conosce bene, Rupert Murdoch non è stato solo uno “squalo” — suo famelico soprannome — ma anche “il vero Citizen Kane”, il mogul dei media incarnato dal capolavoro di Orson Welles “Quarto Potere”. Sia chiaro: a 92 anni, Murdoch si definisce ancora “eterno” e “in splendida forma come le mie aziende”, ha ieri scritto ai dipendenti di Fox e News Corp: «Non scomparirò, rimarrò da presidente emerito e parteciperò al processo decisionale».
Eppure, per una volta, il moloch australiano che iniziò la leggenda da un giornaletto di Adelaide ereditato dal padre Sir Keith 70 anni fa, annuncia uno storico passo indietro: dimissioni da padrone di Fox & News Corp. Incensato da tempo il suo erede: il terzogenito Lachlan, 52 anni, non a caso già presidente esecutivo di Nova, Fox Corporation e co-presidente di News Corp.
Mezzo americano, mezzo britannico nato a Wimbledon, tatuato, tra i “Murdoch junior” Lachlan è quello più conservatore, per…
LONDRA — Come sostiene qualcuno che lo conosce bene, Rupert Murdoch non è stato solo uno “squalo” — suo famelico soprannome — ma anche “il vero Citizen Kane”, il mogul dei media incarnato dal capolavoro di Orson Welles “Quarto Potere”. Sia chiaro: a 92 anni, Murdoch si definisce ancora “eterno” e “in splendida forma come le mie aziende”, ha ieri scritto ai dipendenti di Fox e News Corp: «Non scomparirò, rimarrò da presidente emerito e parteciperò al processo decisionale».
Eppure, per una volta, il moloch australiano che iniziò la leggenda da un giornaletto di Adelaide ereditato dal padre Sir Keith 70 anni fa, annuncia uno storico passo indietro: dimissioni da padrone di Fox & News Corp. Incensato da tempo il suo erede: il terzogenito Lachlan, 52 anni, non a caso già presidente esecutivo di Nova, Fox Corporation e co-presidente di News Corp.
Mezzo americano, mezzo britannico nato a Wimbledon, tatuato, tra i “Murdoch junior” Lachlan è quello più conservatore, perfetto neo-capitano di Fox, il canale americano di destra all news e il più visto nel Paese. Ma Lachlan era da tempo l’erede predestinato di questa “Succession”, come la straordinaria serie tv ispirata alla dinastia Murdoch, perché il più visceralmente appassionato al giornalismo - come negli anni ha dimostrato nell'attenzione spasmodica al suo “New York Post” - soprattutto rispetto al meno “editoriale" fratello James, che nel 2020 ha ripudiato l’impero di famiglia perché disgustato dal revanscismo di Fox. Lachlan indosserà dunque l’aureola di "commander in chief". Ma quando Rupert non ci sarà più, potrebbe scatenarsi una faida familiare: col fratello liberal e progressista James, per esempio, ma anche le sorelle Prudence ed Elizabeth. Perché, a parte le sorellastre Grace e Chloe, tutti i figli avranno pari diritto di voto.
In ogni modo, Rupert Murdoch lascerà a tutti una gigantesca, controversa e populista eredità, che ancora ieri battezzava come «baluardo della libertà, contro le élite che nascondono le notizie». Un impero che ha dominato i media anglosassoni per oltre mezzo secolo, non solo con Fox in America e Sky in Australia: Sun e Times in Inghilterra, Wall Street Journal e New York Post negli Usa, la casa editrice Harper Collins, la 21st Century Fox ceduta a Disney nel 2019 per quasi 70 miliardi.
E poi lo scandalo del tabloid britannico News of the World, chiuso nel 2011 dopo aver intercettato illegalmente mezzo mondo, inclusa la Royal Family, per sgraffignare incredibili scoop. Per non parlare dei risarcimenti che la Fox ha pagato alle aziende di seggi elettronici in America, millantate di aver falsato le ultime elezioni: quasi 800 milioni di euro per Dominion, possibili 2,3 miliardi per Smartmatic. Eppure i Murdoch non vogliono cedere un millimetro. Tantomeno Rupert, che qualche mese fa ha “cancellato” la sua ultima fidanzata Ann Lesley Smith e dunque il potenziale quinto matrimonio, dopo Jerry Hall.
Come scolpì Kane in “Quarto Potere”: «Solo una persona può decidere il mio destino: io».