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Il Papa con Macron a Marsiglia: “Non c’è nessuna invasione di migranti o emergenza, no ai respingimenti. Nazionalismi antiquati e belligeranti”

(afp)
Francesco accolto dal presidente francese che lo accompagna sottobraccio e gli regala due libri, "L'estate" di Albert Camus, ed "Ex-voto marins de Notre-Dame-de-la-Garde" di Felix Reynaud. Parlano anche di fine vita
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L’arrivo dei migranti non è una “invasione” né una “emergenza” e “la Francia non ha nulla di cui vergognarsi rispetto all’accoglienza”: da Marsiglia, “una grande porta, che non può essere chiusa”, papa Francesco rivolge un messaggio all’Europa intera, invitando i Paesi del continente a collaborare per “assicurare, secondo le possibilità di ciascuno, un ampio numero di ingressi legali e regolari”, perché, scandisce, “la soluzione non è respingere”.

Accolto da Emmanuel Macron e dalla moglie Brigitte al Palais du Pharo, affacciato sul porto vecchio della città, papa Francesco ha concluso i “Rencontres Mediterranéens”, un incontro con vescovi e giovani da tutte le sponde del Mediterraneo. Il presidente francese ha preso a braccetto il Pontefice argentino, che da tempo ha difficoltà a camminare, accompagnandolo all’ingresso del palazzo che fu costruito da Napoleone III come dono alla moglie Eugenia.

L’incontro e i sorrisi con Macron

A conclusione del suo discorso il Papa si è intratte…

L’arrivo dei migranti non è una “invasione” né una “emergenza” e “la Francia non ha nulla di cui vergognarsi rispetto all’accoglienza”: da Marsiglia, “una grande porta, che non può essere chiusa”, papa Francesco rivolge un messaggio all’Europa intera, invitando i Paesi del continente a collaborare per “assicurare, secondo le possibilità di ciascuno, un ampio numero di ingressi legali e regolari”, perché, scandisce, “la soluzione non è respingere”.

Accolto da Emmanuel Macron e dalla moglie Brigitte al Palais du Pharo, affacciato sul porto vecchio della città, papa Francesco ha concluso i “Rencontres Mediterranéens”, un incontro con vescovi e giovani da tutte le sponde del Mediterraneo. Il presidente francese ha preso a braccetto il Pontefice argentino, che da tempo ha difficoltà a camminare, accompagnandolo all’ingresso del palazzo che fu costruito da Napoleone III come dono alla moglie Eugenia.

L’incontro e i sorrisi con Macron

A conclusione del suo discorso il Papa si è intrattenuto a colloquio con Macron, raggiunto poi dalla consorte, per un incontro a porte chiuse di 32 minuti. E’ stata la quarta volta che i due si sono incontrati in un clima segnato da sorrisi e una certa famigliarità. Il Capo dello Stato francese ha regalato al Papa due libri, un'edizione originale di "L'estate" di Albert Camus, ed "Ex-voto marins de Notre-Dame-de-la-Garde" di Felix Reynaud. 

Una reciproca attenzione tra Eliseo e Chiesa confermata dal recente annuncio che dopo Berlino, due settimane fa, il prossimo incontro per la pace della Comunità di Sant’Egidio si svolgerà a Parigi, con la presenza dello stesso Macron. Chissà se ci sarà anche il Papa. Intanto, se Oltralpe ha fatto discutere l’affermazione del Papa che il suo viaggio è “a Marsiglia, non in Francia”, Francesco, oggi, ha notato en passant: “Una volta il presidente mi ha a invitato a visitare la Francia, ma ha detto: l’importante è che viene a Marsiglia”.

Serve una “responsabilità europea”

Marsiglia, ha detto Jorge Mario Bergoglio nel suo discorso, “ha un grande porto ed è una grande porta, che non può essere chiusa. Vari porti mediterranei, invece, si sono chiusi. E due parole sono risuonate, alimentando le paure della gente: “invasione” ed “emergenza”. Ma chi rischia la vita in mare non invade, cerca accoglienza. Quanto all’emergenza, il fenomeno migratorio non è tanto un’urgenza momentanea, sempre buona per far divampare propagande allarmiste, ma un dato di fatto dei nostri tempi, un processo che coinvolge attorno al Mediterraneo tre continenti e che va governato con sapiente lungimiranza: con una responsabilità europea in grado di fronteggiare le obiettive difficoltà”, ha detto il Papa, che ha ricordato che “Cipro, Grecia, Malta, Spagna e Italia” accolgono la maggior parte dei migranti.

“Certo”, ha sottolineato il Papa, “sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà nell’accogliere, proteggere, promuovere e integrare persone non attese, però il criterio principale non può essere il mantenimento del proprio benessere, bensì la salvaguardia della dignità umana. Coloro che si rifugiano da noi non vanno visti come un peso da portare: se li consideriamo fratelli, ci appariranno soprattutto come doni”. Per Francesco, “contro la terribile piaga dello sfruttamento di esseri umani, la soluzione non è respingere, ma assicurare, secondo le possibilità di ciascuno, un ampio numero di ingressi legali e regolari, sostenibili grazie a un’accoglienza equa da parte del continente europeo, nel contesto di una collaborazione con i Paesi d’origine. Dire “basta”, invece, è chiudere gli occhi; tentare ora di “salvare sé stessi” si tramuterà in tragedia domani, quando le future generazioni ci ringrazieranno se avremo saputo creare le condizioni per un’imprescindibile integrazione, mentre ci incolperanno se avremo favorito soltanto sterili assimilazioni”. Il mondo ha “bisogno di fraternità come del pane”, ha detto Bergoglio, secondo il quale il “grido di dolore” dei migranti “sta tramutando il mare nostrum in mare mortuum, il Mediterraneo da culla della civiltà a tomba della dignità”.

“No a nazionalismi antiquati e belligeranti”

Nel suo discorso il Papa ha toccato anche altri temi, sottolineando come il Mediterraneo sia “avamposto di sfide che riguardano tutti”: la questione climatica, il tema della pace, il dialogo tra etnie e fedi diverse: “Sì”, ha esclamato, “il Mediterraneo esprime un pensiero non uniforme e ideologico, ma poliedrico e aderente alla realtà; un pensiero vitale, aperto e conciliante: un pensiero comunitario. Quanto ne abbiamo bisogno nel frangente attuale, dove nazionalismi antiquati e belligeranti vogliono far tramontare il sogno della comunità delle nazioni! Ma – ricordiamolo – con le armi si fa la guerra, non la pace, e con l’avidità di potere si torna al passato, non si costruisce il futuro”. Per il Papa, “da lì occorre ripartire, dal grido spesso silenzioso degli ultimi, non dai primi della classe che, pur stando bene, alzano la voce. Ripartiamo, Chiesa e comunità civile, dall’ascolto dei poveri”, ha detto Francesco, che ha domandato: “Chi oggi si fa prossimo dei giovani lasciati a sé stessi, facili prede della criminalità e della prostituzione? Chi è vicino alle persone schiavizzate da un lavoro che dovrebbe renderle più libere? Chi si prende cura delle famiglie impaurite, timorose del futuro e di mettere al mondo nuove creature? Chi presta ascolto al gemito degli anziani soli che, anziché esser valorizzati, vengono parcheggiati, con la prospettiva falsamente dignitosa di una morte dolce, in realtà più salata delle acque del mare? Chi pensa ai bambini non nati, rifiutati in nome di un falso diritto al progresso, che è invece regresso nei bisogni dell’individuo? Oggi abbiamo il dramma di confondere i bambini con i cagnolini… Chi guarda con compassione oltre la propria riva per ascoltare le grida di dolore che si levano dal Nord Africa e dal Medio Oriente?”.

Una conferenza episcopale del Mediterraneo

Il Papa, che ha citato nel suo discorso ha citato Fernand Braudel, grande storico francese del Mediterraneo, Giorgio La Pira, don Primo Mazzolari e don Tonino Bello, ha lanciato una proposta: “Pensando al mare, che unisce tante comunità credenti diverse, credo si possa riflettere su percorsi più sinergici, forse valutando anche l’opportunità di una Conferenza dei Vescovi del Mediterraneo, che permetta ulteriori possibilità di scambio e dia maggiore rappresentatività ecclesiale alla regione”, in particolare sul tema migratorio

Questo pomeriggio la messa al Velodrome

Jorge Mario Bergoglio questa mattina, nell’arcivescovado di Marsiglia, ha salutato il vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, ed ha poi incontrato alcune organizzazioni impegnate nell'assistenza e nel soccorso ai migranti nel Mediterraneo. Prima di recarsi al palazzo del Faro per concludere gli incontri mediterranei, si è recato presso la casa delle Missionarie della carità, nel quartiere settentrionale di Saint Mauront, dove ha incontrato un gruppo di persone povere. Questo pomeriggio, ultimo appuntamento della visita a Marsiglia iniziata ieri, celebrerà messa al Velodrome di Marsiglia, dove giungerà attraversando in “papamobile” la centrale avenue du Prado.

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