✕

Israele, la prima volta di un ministro in Arabia Saudita

Il ministro del Turismo Haim Katz, a sinistra, e Netanyahu

 
Mentre la normalizzazione con Gerusalemme pare sempre più vicina, il primo ambasciatore di Riad a Ramallah presenta le credenziali ad Abu Mazen, per ricordare la centralità della questione palestinese
2 minuti di lettura

GERUSALEMME – Un ministro israeliano in viaggio ufficiale per la prima volta in Arabia Saudita, mentre il primo ambasciatore di Riad a Ramallah (non residente) presenta le credenziali al presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Due visite incrociate - anche se di diversa natura - che vanno a disegnare nuovi tasselli sulla complessa scacchiera della normalizzazione tra l’Arabia e Israele.


Il ministro del Turismo Haim Katz è sbarcato oggi in Arabia Saudita per un evento dell'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (Unwto). “Il turismo è un ponte tra le nazioni” ha dichiarato Katz. “La cooperazione in questo campo ha il potenziale di unire i cuori e favorire il progresso economico”.

Tra Gerusalemme e Riad …

GERUSALEMME – Un ministro israeliano in viaggio ufficiale per la prima volta in Arabia Saudita, mentre il primo ambasciatore di Riad a Ramallah (non residente) presenta le credenziali al presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Due visite incrociate - anche se di diversa natura - che vanno a disegnare nuovi tasselli sulla complessa scacchiera della normalizzazione tra l’Arabia e Israele.


Il ministro del Turismo Haim Katz è sbarcato oggi in Arabia Saudita per un evento dell'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite (Unwto). “Il turismo è un ponte tra le nazioni” ha dichiarato Katz. “La cooperazione in questo campo ha il potenziale di unire i cuori e favorire il progresso economico”.

Tra Gerusalemme e Riad non ci sono relazioni diplomatiche, ma dal 2020 l’Arabia Saudita è nel radar di una possibile espansione degli Accordi di Abramo, con cui Israele e diversi Paesi arabi hanno normalizzato le proprie relazioni. Negli ultimi mesi, i negoziati guidati dagli Stati Uniti si sono intensificati (trattative che comprendono anche un imponente patto tra l’America e lo Stato del Golfo Persico in materia di difesa).

La settimana scorsa, in visita negli Usa in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il principe Mohammed bin Salman ha dichiarato che la normalizzazione dei rapporti tra le due nazioni “si fa ogni giorno più vicina,” auspicando di vedere Israele diventare “un attore nella regione”. Dichiarazioni senza precedenti, a cui hanno fanno eco parole simili da parte del primo Ministro Benjamin Netanyahu.


E tuttavia, proprio mentre l’obiettivo di una svolta che cambierebbe il volto del Medio Oriente appare sempre più a portata di mano, Riad ci tiene anche a mandare il messaggio della centralità della questione palestinese.

In quest’ottica va inquadrata la decisione, che risale all’inizio di agosto, di nominare il primo ambasciatore saudita a Ramallah, Nayef al-Sudairi. Al-Sudairi ha presentato le proprie come inviato (non residente) ad Abu Mazen nella giornata di oggi, in un evento che ha segnato la prima visita di una delegazione ufficiale saudita nei Territori palestinesi da decenni.

Parlando con i giornalisti il diplomatico ha sottolineato che Riad sta “lavorando per creare uno stato palestinese con Gerusalemme est come capitale”, secondo quanto riportato dall’agenzia Ap. “Se Dio vuole, la prossima volta questo incontro avrà luogo a Gerusalemme”, ha aggiunto.

Quasi vent’anni fa, l’Arabia Saudita, insieme ad altri stati della regione, promosse la cosiddetta “Iniziativa di Pace Araba,” impegnandosi a non riconoscere Israele senza una giusta soluzione al conflitto israelo-palestinese. Negli ultimi mesi però, è apparso chiaro che Riad è pronta al passo della normalizzazione con Gerusalemme sì a patto di significative concessioni israeliane sulla questione palestinese, ma senza pretendere uno Stato palestinese autonomo come prerequisito.

I segnali verso Ramallah vanno nella direzione di rassicurare i palestinesi del proprio impegno nei loro confronti. Intanto, i negoziati proseguono.

Leggi i commenti