Tornano a Bakhmut gli ex soldati Wagner. “Ma il loro ruolo è marginale”
di Daniele RaineriAlexander Fyodorov, ex membro della milizia privata Wagner
(afp)Ex mercenari russi della brigata Wagner sono apparsi di nuovo a Bakhmut, la città del Donbass ucraino che conquistarono a maggio dopo una battaglia invernale metro per metro e dopo avere subito perdite enormi. Per la brigata Bakhmut fu un trionfo ottenuto nel nome di Putin e però nel giro di poche settimane arrivò anche il tracollo, quando il leader Prigozhin e i suoi uomini tentarono un ammutinamento armato in direzione di Mosca. Finì in disastro e Prigozhin morì due mesi più tardi, dopo essersi illuso di poter ancora trovare una strategia di convivenza con il Cremlino. Adesso i combattenti di Wagner tornano sullo stesso campo e questa volta non hanno più il compito di attaccare alla cieca, i ruoli si sono ribaltati, devono riempire i buchi nelle linee di difesa russe dentro alla città, che ormai è circondata su tre lati dalle truppe ucraine – dopo la sconfitta di maggio non si erano allontanate più di qualche centinaio di metri dalla periferia. Il comando russo ha bisogno dei mercen…
Ex mercenari russi della brigata Wagner sono apparsi di nuovo a Bakhmut, la città del Donbass ucraino che conquistarono a maggio dopo una battaglia invernale metro per metro e dopo avere subito perdite enormi. Per la brigata Bakhmut fu un trionfo ottenuto nel nome di Putin e però nel giro di poche settimane arrivò anche il tracollo, quando il leader Prigozhin e i suoi uomini tentarono un ammutinamento armato in direzione di Mosca. Finì in disastro e Prigozhin morì due mesi più tardi, dopo essersi illuso di poter ancora trovare una strategia di convivenza con il Cremlino. Adesso i combattenti di Wagner tornano sullo stesso campo e questa volta non hanno più il compito di attaccare alla cieca, i ruoli si sono ribaltati, devono riempire i buchi nelle linee di difesa russe dentro alla città, che ormai è circondata su tre lati dalle truppe ucraine – dopo la sconfitta di maggio non si erano allontanate più di qualche centinaio di metri dalla periferia. Il comando russo ha bisogno dei mercenari perché è impegnato su troppi fronti e soprattutto è occupato a resistere alla controffensiva ucraina nel sud e non può permettersi di perdere la piccola città (o meglio: quel che resta dopo quindici mesi di bombardamenti d’artiglieria), unica conquista del 2023.
Gli ex della Wagner avvistati in questi giorni sono pochi e sono gli scettici che avevano mollato la brigata a giugno, quindi alla prima occasione buona, quando il ministero della Difesa russo aveva ordinato alla brigata di farsi assorbire nell’esercito regolare. Il golpe non c’era ancora stato, anzi: proprio la decisione annunciata di sottomettere la Wagner alla catena di comando entro luglio aveva fatto partire la rivolta. A Bakhmut si ripresentano i più tiepidi e dovrebbero essere circa cinquecento, un numero troppo basso per influenzare il corso della battaglia, “l’effetto mediatico è più grande del significato reale e serve solo a distogliere l’attenzione dalle sconfitte sul campo”, commenta Podolyak portavoce di Zelensky. Gli ucraini si fanno sotto, soprattutto sul fianco sud, e vedono a portata di mano un colpo fragoroso di propaganda: costringere i russi ad abbandonare la città per ko tecnico dovuto all’impossibilità di portare rifornimenti (la stessa causa che determinò la loro sconfitta a maggio).
Gray Zone, il canale Telegram di riferimento per i combattenti della Wagner, si raccomanda di non fare confusione: quelli ora a Bakhmut non fanno più parte della brigata, non sono più camerati ma rinnegati. Sono stati trovati da un ex ufficiale, Vadim V. “Khrustal”, anche lui un rinnegato, uno che era stato mandato in Siria ma non combatteva mai, si godeva il soggiorno nel placido porto di Tartus sul Mediterraneo e si occupava soltanto di questioni amministrative. Al momento di lasciare la Wagner si era portato via la lista con i contatti dei combattenti e adesso la usa per reclutare uomini disposti a lavorare per nuove compagnie di mercenari al servizio del Cremlino in Africa – un nome: Redut – e anche in Ucraina, dove quelli della Wagner non possono mettere più piede.
Gray Zone e gli altri canali Telegram in questi giorni sono occupati a ripetere che la brigata non è finita, è ancora attiva in Africa e ha ancora possibilità di fare business. È chiaro, da questo martellamento, che molti mercenari dopo la morte del leader hanno cominciato a guardarsi attorno per cercare nuovi datori di lavoro. Per provare che ci sono ancora opportunità arrivano a citare rapporti del Pentagono di questa settimana– che spiegano: l’ala africana di Wagner per adesso funziona. Ma è chiaro che il Cremlino vuole il monopolio nello stesso settore. Ieri Putin ha ricevuto a Mosca il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, e il giorno prima aveva ricevuto il generale libico Khalifa Haftar.