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Il dissidente cinese Chen Siming “intrappolato” all’aeroporto di Taipei

L'aeroporto di Taipei

 
Incarcerato più volte per aver commemorato l’anniversario della strage di Tienanmen, ha deciso di lasciare il paese sperando di arrivare in Canada. Ma in uno scalo sull’isola di Taiwan venerdì è stato fermato. Il rebus diplomatico per aiutarlo
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PECHINO - Vuole andare negli Stati Uniti, o in Canada, e lì chiedere asilo. Nel frattempo Chen Siming, dissidente cinese che per anni ha commemorato la strage di Tienanmen nonostante sia argomento assolutamente tabù, da venerdì scorso è bloccato nella zona di transito dell’aeroporto di Taipei, sull’isola di Taiwan.

"I metodi della polizia cinese nei miei confronti stavano diventando sempre più crudeli e folli", ha dichiarato in un post su X, l’ex Twitter, appena sceso dall'aereo. “Mi hanno trattenuto a piacimento senza seguire le procedure legali, prendendomi il cellulare e sottoponendomi persino a una valutazione psichiatrica. Non potevo più continuare ad accettare la devastazione della mia dignità personale”.

Chen ha raccontato di essere fuggito dalla Cina quest’estate, direzione Laos e poi Thailandia. Nemmeno a Bangkok, però, si sentiva al sicuro, temendo di essere rispedito in Cina. Venerdì scorso si è imbarcato su un volo diretto a Canton, con scalo a Taipei. Sul secondo volo per…

PECHINO - Vuole andare negli Stati Uniti, o in Canada, e lì chiedere asilo. Nel frattempo Chen Siming, dissidente cinese che per anni ha commemorato la strage di Tienanmen nonostante sia argomento assolutamente tabù, da venerdì scorso è bloccato nella zona di transito dell’aeroporto di Taipei, sull’isola di Taiwan.

"I metodi della polizia cinese nei miei confronti stavano diventando sempre più crudeli e folli", ha dichiarato in un post su X, l’ex Twitter, appena sceso dall'aereo. “Mi hanno trattenuto a piacimento senza seguire le procedure legali, prendendomi il cellulare e sottoponendomi persino a una valutazione psichiatrica. Non potevo più continuare ad accettare la devastazione della mia dignità personale”.

Chen ha raccontato di essere fuggito dalla Cina quest’estate, direzione Laos e poi Thailandia. Nemmeno a Bangkok, però, si sentiva al sicuro, temendo di essere rispedito in Cina. Venerdì scorso si è imbarcato su un volo diretto a Canton, con scalo a Taipei. Sul secondo volo però non è mai salito.

All’aeroporto Chen rischia di rimanerci a lungo, visto che Taiwan non ha leggi locali che riconoscano il concetto di asilo e l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati non opera sull’isola.

Non a lungo forse come Tom Hanks nel film The Terminal (ispirato alla storia vera dell’iraniano Mehran Karimi Nasseri, rimasto nell’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi per 18 anni), ma ci sono due precedenti simili che fanno scuola. Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 due dissidenti cinesi, Yan Bojun e Liu Xinglian, rimasero all’aeroporto di Taipei per quattro mesi. Solamente con l’intervento dell’Unhcr venne concesso loro lo status di asilo temporaneo e, dopo una lunga impasse, i due riuscirono a volare a Singapore, prima di iniziare una nuova vita in Canada.

“Chen sta bene, non può lasciare l’aeroporto ma è libero di girare all’interno. Le varie agenzie del governo taiwanese si stanno facendo carico del suo caso”, dice a Repubblica, al telefono da Taipei, Tseng Chien-yuan, presidente della New School for Democracy, ong che si occupa di diritti umani. “Taiwan è però in una posizione difficile: perché non ha leggi sull’asilo e perché i Paesi in cui Chen vuole andare ovviamente non hanno relazioni diplomatiche formali con l’isola. Tutte le organizzazioni per i diritti umani si stanno comunque interessando al suo caso e l’attenzione mediatica ormai è alta. Sono ottimista che il suo caso si risolverà”, racconta.

Originario di Zhuzhou, nella provincia cinese dello Hunan, dal 2017 al 2021 Chen ha ricordato l'anniversario del massacro di Tienanmen, sia in strada sia sui social: ogni volta è stato arrestato. Negli ultimi due anni la polizia si è presa per tempo: trattenuto prima che ci si avvicinasse alla data del 4 giugno.

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