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Russi in fila per “Barbie”: così il film americano spopola nei cinema in clandestinità

Dal sito della Bbc

 
La proiezione è proibita dal regime, ma le sale si organizzano di nascosto. Come ieri con “Rambo”, la passione per la cultura occidentale non può essere estirpata
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LONDRA – Ufficialmente, in Russia non si può vedere Barbie: Vladimir Putin lo ha giudicato “contrario agli obiettivi di preservare e rafforzare i valori tradizionali della nazione”. Ma in un centro commerciale di Mosca si sono organizzati per aggirare la censura. È stata eretta una casetta artificiale tutta rosa, costellata di palloncini rosa, con al centro due sagome di cartone che ritraggono Margot Robbie e Ryan Gosling accanto a cestini di popcorn rosa. La gente fa la fila per farsi fotografare di fianco ai due protagonisti del film, poi si mette di nuovo in coda per andare a guardarlo nel cinema multisala, dove sarebbe proibito, di fronte a questa rosea scenografia promozionale.

Così viene aggirata la censura

Probabilmente Barbie non sarebbe arrivato sugli schermi moscoviti anche senza il divieto del Cremlino: dopo l’invasione dell’Ucraina, la maggioranza delle produzioni hollywoodiane, in linea con le sanzioni occidentali, ha smesso di distribuire le proprie pe…

LONDRA – Ufficialmente, in Russia non si può vedere Barbie: Vladimir Putin lo ha giudicato “contrario agli obiettivi di preservare e rafforzare i valori tradizionali della nazione”. Ma in un centro commerciale di Mosca si sono organizzati per aggirare la censura. È stata eretta una casetta artificiale tutta rosa, costellata di palloncini rosa, con al centro due sagome di cartone che ritraggono Margot Robbie e Ryan Gosling accanto a cestini di popcorn rosa. La gente fa la fila per farsi fotografare di fianco ai due protagonisti del film, poi si mette di nuovo in coda per andare a guardarlo nel cinema multisala, dove sarebbe proibito, di fronte a questa rosea scenografia promozionale.

Così viene aggirata la censura

Probabilmente Barbie non sarebbe arrivato sugli schermi moscoviti anche senza il divieto del Cremlino: dopo l’invasione dell’Ucraina, la maggioranza delle produzioni hollywoodiane, in linea con le sanzioni occidentali, ha smesso di distribuire le proprie pellicole in Russia. Ma il film è sbarcato a Mosca lo stesso, con copie non autorizzate, doppiate con le voci che si sovrappongono a quelle della versione originale inglese e, perlomeno nella capitale, il successo è sotto gli occhi di tutti, come riferisce oggi un servizio della Bbc.

Per aggirare la proibizione del presidente, espressa per bocca del ministero della Cultura, i gestori dei cinema non reclamizzano apertamente Barbie: mettono in cartellone un oscuro documentario russo di 15 minuti e lo fanno precedere dalla proiezione del film sulla bambola e sul sogno che essa rappresenta a seconda delle interpretazioni convenzionali, femminista o post-femminista, comunque americano, dunque un prodotto del nemico, definito da Putin come il male assoluto.

Le videocassette di Rambo

I russi hanno una lunga tradizione in proiezioni clandestine di film Usa. Prima del crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, a Mosca era fiorito un vasto mercato di videocassette girate clandestinamente nei cinema d’Occidente, doppiate in una maniera fra il comico e il surreale da un’unica voce che interpretava tutte le parti, ma egualmente comprate da tutti. Una passione anche allora considerata decadente, anti-nazionale e da perseguitare a tutti i costi. Guardare Rambo, per esempio, era decisamente pericoloso: il Kgb aveva adottato una tecnica particolare per scoprire gli spettatori clandestini, interrompeva all’improvviso la corrente elettrica in un intero edificio, poi entrava negli appartamenti per verificare se, dentro al videoregistratore, era rimasta bloccata la cassetta del film colpevole di diffondere propaganda americana.

Le file per vedere Barbie sembrano confermare che la battaglia di Putin per estirpare la passione dei russi per lo stile di vita occidentale non sarà meno difficile da vincere di quella per conquistare l’Ucraina. Un tempo era Sylvester Stallone nei panni di un veterano del Vietnam a sfidare la censura del Cremlino. Adesso è una bambola rosa.

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