Newsom: “Donald Trump ha tradito anche Reagan ma nel partito non ha rivali”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliSIMI VALLEY (CALIFORNIA) - «Ronald Reagan si vergognerebbe dei candidati del suo partito, e l’Europa deve temere una nuova presidenza repubblicana, perché metterebbe a rischio la difesa dell’Ucraina, le nostre alleanze, e l’intera stabilità globale».
Il governatore della California Gavin Newsom, stella nascente del Partito democratico, si aggira nella "spin room" della Reagan Library di Simi Valley, perché il dibattito tra i "sette nani" che pretendono di sfidare l’assente Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca si svolge nel suo stato, ma soprattutto perché Joe Biden gli ha chiesto di venire qui come suo principale surrogato. Per mesi era circolata la voce che Newsom si preparasse a prendere il posto del presidente, se avesse rinunciato a ricandidarsi nel 2024. Poi Biden ha deciso di andare avanti e Gavin si è allineato, mettendo a tacere qualsiasi voce sulla sua corsa: «Non mi presenterò. Biden è il nostro presidente e il nostro candidato». Il capo della Casa Bianca lo ha ricompe…
SIMI VALLEY (CALIFORNIA) - «Ronald Reagan si vergognerebbe dei candidati del suo partito, e l’Europa deve temere una nuova presidenza repubblicana, perché metterebbe a rischio la difesa dell’Ucraina, le nostre alleanze, e l’intera stabilità globale».
Il governatore della California Gavin Newsom, stella nascente del Partito democratico, si aggira nella "spin room" della Reagan Library di Simi Valley, perché il dibattito tra i "sette nani" che pretendono di sfidare l’assente Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca si svolge nel suo stato, ma soprattutto perché Joe Biden gli ha chiesto di venire qui come suo principale surrogato. Per mesi era circolata la voce che Newsom si preparasse a prendere il posto del presidente, se avesse rinunciato a ricandidarsi nel 2024. Poi Biden ha deciso di andare avanti e Gavin si è allineato, mettendo a tacere qualsiasi voce sulla sua corsa: «Non mi presenterò. Biden è il nostro presidente e il nostro candidato». Il capo della Casa Bianca lo ha ricompensato facendone il suo alter ego, e quindi più probabile sostituto, se età o salute gli impedissero di completare la campagna. Questo lancia Newsom come sicuro candidato nel 2028. Infatti Ron DeSantis lo ha già sfidato per un dibattito a novembre, che dimostra come il governatore della Florida abbia capito di non avere alcuna possibilità di soffiare la nomination a Trump, e quindi già prepara il ciclo elettorale successivo.
Incontrando i giornalisti assiepati nella "spin room", Newsom parte da qui: «Pensavo di venire al dibattito tra gli aspiranti vice presidenti, ma non ho visto neppure quello. Questi sette sono una squadra di dilettanti. Il grande vincitore del dibattito è stato Biden, perché ha ottenuto grandi risultati e propone soluzioni, mentre questi sollevano solo problemi. Poi in casa repubblicana ha vinto Trump, perché nessuno dei sette sfidanti ha provato di avere la stoffa per sfidarlo». Quanto a DeSantis, «è ridicolo che mi sfidi al dibattito, perché lo sminuisce. Lui corre per la Casa Bianca e vuole discutere col governatore della California? Lo farò volentieri, per difendere i risultati di Biden, ma dimostra che neppure lui crede più alla possibilità di ottenere la nomination». Detto questo, risponde anche alle domande di Repubblica sull'Europa.
I repubblicani sono divisi sui finanziamenti all’Ucraina, gli aiuti militari a Kiev sono a rischio?
«Io sono più preoccupato per quello su cui sono uniti. Ma riguardo l’Ucraina è allarmante che siamo nella Library del presidente Reagan e stanno rinnegando la sua dottrina. Non mi sarei mai aspettato in vita mia di sentire i repubblicani che abbandonano la loro linea politica storica, scegliendo invece l’approccio morbido con Putin e la Russia. Così ignorano e condonano l’aggressione russa. È un fatto straordinario, dannoso e deprimente, in particolare se consideri dove siamo con la guerra. Era evidente, tutti hanno potuto vederlo».
Quali saranno le conseguenze?
«Ovviamente è molto evidente anche a Washington, perché con le bizze sul bilancio i repubblicani ci stanno spingendo nel baratro dello shutdown dello stato, che include anche l’impegno a continuare il finanziamento degli aiuti all’Ucraina. Incredibile».
Quindi questo non è più il partito di Reagan, e lui sarebbe su una posizione opposta rispetto ai candidati presidenziali del Gop?
«Reagan è il presidente che ha guidato gli Stati Uniti nella fase finale della Guerra Fredda. Si vergognerebbe di questa discussione sull’Ucraina in corso nel suo partito, e di quanto abbiamo visto nel dibattito. Assolutamente, senza il minimo dubbio».
L’Europa deve temere una nuova presidenza repubblicana?
«Penso che Trump, oltre ad essere una minaccia per la democrazia come dice Biden, sia anche una vera minaccia per la coesione globale e la gestione delle nostre alleanze, che il presidente ha rilanciato in tutto il mondo. La sua imprevedibilità è davvero dannosa. Sono stato all’Assemblea Generale dell’Onu appena tenuta a New York, e non ho trovato un solo leader internazionale che non mi abbia chiamato da parte per discutere questa preoccupazione. Nessuno vede bene che Trump torni alla Casa Bianca».