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Lina Khan, chi è la donna che sfida Jeff Bezos

Lina Khan

 (reuters)
La 34enne figlia di immigrati pachistani che sognava di fare la giornalista è la presidente della Federal Trade Commission che accusa Amazon di strategie anticoncorrenziali e sleali
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NEW YORK - Quando aveva vent’anni Lina Khan sognava di fare la giornalista e di condurre inchieste sui potenti d’America. Più di dieci anni dopo ha realizzato il suo sogno, anche se solo a metà: ha preso di mira l’imprenditore più potente degli Stati Uniti, e tra i più popolari al mondo, Jeff Bezos, fondatore di Amazon.

Ma non da giornalista. A 34 anni Khan, nata a Londra, cresciuta negli Usa dall’età di 11 anni, figlia di immigrati pachistani, ex studentessa di giornalismo al Williams College e laurea in legge a Yale, è alla guida della Federal Trade Commission, l’agenzia governativa di tutela dei consumatori e che si occupa di concorrenza sleale.

L’Antitrust ha fatto causa ad Amazon, presentando un esposto alla corte f…

NEW YORK - Quando aveva vent’anni Lina Khan sognava di fare la giornalista e di condurre inchieste sui potenti d’America. Più di dieci anni dopo ha realizzato il suo sogno, anche se solo a metà: ha preso di mira l’imprenditore più potente degli Stati Uniti, e tra i più popolari al mondo, Jeff Bezos, fondatore di Amazon.

Ma non da giornalista. A 34 anni Khan, nata a Londra, cresciuta negli Usa dall’età di 11 anni, figlia di immigrati pachistani, ex studentessa di giornalismo al Williams College e laurea in legge a Yale, è alla guida della Federal Trade Commission, l’agenzia governativa di tutela dei consumatori e che si occupa di concorrenza sleale.

L’Antitrust ha fatto causa ad Amazon, presentando un esposto alla corte federale di Seattle. La compagnia è accusata di monopolio e uso di tattiche illegali per mantenere il potere. Secondo il report dell’agenzia governativa, Bezos avrebbe usato i suoi sconfinati poteri di mercato per dettare legge sui prezzi dei prodotti messi in vendita nella sua piattaforma, e di aver costretto gli inserzionisti a non vendere a prezzi scontati su altre piattaforme.

A 59 anni, Bezos ha fondato il suo impero mettendo in atto un principio: come fare felice completamente un cliente online. Ma secondo la donna alla guida della Federal Trade Commission, l’uomo con un patrimonio personale di 150 miliardi di dollari è andato troppo oltre. Su cento dollari spesi online negli Stati Uniti, quaranta vanno ad Amazon.

Nel mondo lavorano per Bezos un milione e mezzo di persone. I clienti sono circa 300 milioni, e la valutazione della corporation supera i 1300 miliardi di dollari. Khan, che è anche docente di legge alla Columbia, si è chiesta se davvero questo strapotere porti vantaggi ai consumatori. E la risposta è stata no. "Prezzi in apparenza bassi", aveva già scritto in una tesi di 95 pagine pubblicata sul giornale universitario della scuola di legge di Yale, "possono nascondere trucchi concorrenziali che minano il mercato".

Il testo, citato dal New York Times in un articolo su di lei, era dedicato proprio ad Amazon e risale al 2017 ma sei anni dopo sembra essere tornato utile, perché nel frattempo, mentre il governo americano si è mosso con lentezza sul tema del monopolio digitale, le corporation di Silicon Valley sono state velocissime a conquistare il mercato e senza incontrare ostacoli.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, a differenza di Bill Clinton e Barack Obama, ha fatto della guerra al monopolio uno dei suoi cardini e lo ha confermato con atti concreti. Uno è stato scegliere alla guida dell’Antitrust proprio la professoressa Khan, descritta dagli ex compagni di università come interessata da sempre a contrastare le posizioni dominanti nel mercato. Quando nel 2021 venne nominata alla guida dell’agenzia, soprattutto una corporation bocciò pubblicamente la nomina, definendo Khan una "donna mossa da pregiudizi". La compagnia era Amazon.

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