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Migranti, Elon Musk in diretta streaming dal confine col Messico. Le critiche: “Crociata contro gli arrivi”

Polemiche per la camminata dell’imprenditore – con cappello da cowboy - trasmessa su X tra interviste a sceriffi e repubblicani. “Abbiamo bisogno di un muro”, aveva scritto poco prima sul suo social
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NEW YORK - Elon Musk in versione cowboy ha fatto irruzione sul tema dell’emergenza migranti. “Sono Elon, sono al Passo dell’Aquila. Sono appena arrivato, e stiamo andando in giro a parlare con i rappresentanti della legge”. Il proprietario del social X, l’ex Twitter, ha fatto giovedì sera una diretta dal confine texano con il Messico per documentare la situazione.

Il live, seguito poi da una clip di un quarto d’ora, ha ottenuto più di otto milioni di visualizzazioni, diventati più di venti milioni con il passare delle ore, mentre il video con le interviste a uno sceriffo e a un rappresentante repubblicano è arrivato a più di sessanta milioni, anche grazie al bacino di follower di cui risponde Musk, 138 milioni.

A parte i soliti problemi di collegamento, e la sorprendente inesperienza di Musk nel gestire una diretta live con il cellulare, tra pollici finiti sulla telecamera, impacci in video, smorfie, la “camminata” in streaming del miliardario al confine ha scatenato polemiche.

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NEW YORK - Elon Musk in versione cowboy ha fatto irruzione sul tema dell’emergenza migranti. “Sono Elon, sono al Passo dell’Aquila. Sono appena arrivato, e stiamo andando in giro a parlare con i rappresentanti della legge”. Il proprietario del social X, l’ex Twitter, ha fatto giovedì sera una diretta dal confine texano con il Messico per documentare la situazione.

Il live, seguito poi da una clip di un quarto d’ora, ha ottenuto più di otto milioni di visualizzazioni, diventati più di venti milioni con il passare delle ore, mentre il video con le interviste a uno sceriffo e a un rappresentante repubblicano è arrivato a più di sessanta milioni, anche grazie al bacino di follower di cui risponde Musk, 138 milioni.

A parte i soliti problemi di collegamento, e la sorprendente inesperienza di Musk nel gestire una diretta live con il cellulare, tra pollici finiti sulla telecamera, impacci in video, smorfie, la “camminata” in streaming del miliardario al confine ha scatenato polemiche.

Maglietta e cappello da cowboy nero, occhiali a specchio da aviatore, Musk ha mostrato scorci della zona vicino al Rio Grande, da dove migliaia di migranti clandestini tentano di arrivare e dove sono state piazzate recinzioni in filo spinato.

C’è chi lo ha accusato di lanciare via social una campagna contro i migranti e chi di essere ormai al servizio dei repubblicani, dopo aver ospitato su X il lancio della campagna di Ron DeSantis e un’intervista live a Donald Trump.

Lui si è difeso spiegando di aver voluto solo documentare la reale situazione. “È una diretta in tempo reale - ha detto durante il livestream - senza filtri, non ci sono pre-condizioni, niente di niente. Ciò che vedete è ciò che vedo io”.

Lo stesso Musk è un immigrato: il proprietario di X e di Tesla, la compagnia americana di veicoli elettrici, è un sudafricano che si trasferì a vent’anni negli Usa per studiare. “Come immigrato negli Stati Uniti - ha ricordato - sono estremamente a favore degli immigrati”. “Io credo - ha aggiunto - che abbiamo bisogno di espandere alla grande il sistema dell’immigrazione legale e che dovremmo lasciare a chiunque abbia voglia di lavorare e sia onesto di dare un contributo agli Stati Uniti”.

Ma poi Musk è passato al motivo del suo blitz social. “Allo stesso tempo - ha chiarito - non dovremmo permettere a persone che entrano nel Paese di violare la legge. Non ha senso”. Musk ha lanciato l’allarme migranti, sostenendo che ci sarà un “collasso nei servizi sociali” se gli Stati Uniti non si muoveranno subito per fermare l’immigrazione incontrollata. Tony Gonzales, repubblicano al Congresso, ha ringraziato Musk per la sua iniziativa: “È venuto qui e ha fornito una descrizione senza filtri di quello che sta accadendo al confine. Ci sentiamo abbandonati”.

Nel 2017 Musk aveva attaccato Donald Trump per il divieto d’ingresso ai cittadini provenienti da numerosi Paesi a maggioranza musulmana, definendo la decisione “non il modo migliore per guidare i cambiamenti di un Paese”. Tre anni dopo aveva criticato la decisione di Trump di sospendere i visti lavorativi, compresi quelli che permettevano alle compagnia di assumere persone di talento. Ora è diventato sostenitore del muro trumpiano.

Prima di arrivare a Eagle Pass, il miliardario aveva pubblicato un post su X in cui aveva sostenuto che gli Stati Uniti “hanno bisogno di mettere i confini in sicurezza”. “Abbiamo bisogno di un muro - ha commentato - e abbiamo bisogno di chiedere ai richiedenti asilo di avere i documenti che provano la validità della loro richiesta”. In Texas Musk ha molti interessi economici: a Austin c’è la Gigafactory di Tesla, mentre la sua compagnia spaziale Space X ha una base di lancio a Boca Chica.

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