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Qatargate, Antonio Panzeri rilasciato con condizioni

L’ex europarlamentare italiano non potrà lasciare il Belgio o avere contatti con gli altri indagati
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BRUXELLES – Antonio Panzeri non è più agli arresti domiciliari. È stato rilasciato e non deve più indossare il braccialetto elettronico. L’ex europarlamentare italiano del Pd resta al centro dell’inchiesta Qatargate condotta dalla procura di Bruxelles.

Anzi il suo nome è stato l’epicentro delle indagini che hanno portato all’accusa di corruzione internazionale.

Gli inquirenti belgi hanno basato i loro provvedimenti sui soldi trovati nell’abitazione dello stesso Panzeri e in quella dell’ex vicepresidente del Parlamento europeo, la greca Eva Kaili. Contanti che sarebbero provenuti da Qatar e dal Marocco per condizionare i voti e le discussioni nell’Eurocamera sui due Paesi.

L’inchiesta e…

BRUXELLES – Antonio Panzeri non è più agli arresti domiciliari. È stato rilasciato e non deve più indossare il braccialetto elettronico. L’ex europarlamentare italiano del Pd resta al centro dell’inchiesta Qatargate condotta dalla procura di Bruxelles.

Anzi il suo nome è stato l’epicentro delle indagini che hanno portato all’accusa di corruzione internazionale.

Gli inquirenti belgi hanno basato i loro provvedimenti sui soldi trovati nell’abitazione dello stesso Panzeri e in quella dell’ex vicepresidente del Parlamento europeo, la greca Eva Kaili. Contanti che sarebbero provenuti da Qatar e dal Marocco per condizionare i voti e le discussioni nell’Eurocamera sui due Paesi.

L’inchiesta e gli arresti erano scattati lo scorso dicembre. Tra i soggetti sottoposti a detenzione, altre a Panzeri e Eva Kaili, il compagno della parlamentare greca Francesco Giorgi e Niccolo Figà Talamanca, responsabile della Ong “No peace without justice”. Tutti a questo punto sono stati rilasciati.

A Panzeri erano stati concessi i domiciliari ad aprile scorso avendo accettato una sorta di patteggiamento con i magistrati belgi e avendo rivelato alcuni aspetti della vicenda. Ora è stata accolta la richiesta anche di porre fine ai domiciliari. Anche se dovrà rispettare alcune condizioni: non può lasciare il Belgio e non può intrattenere rapporti con gli altri indagati.

L’inchiesta, scattata appunto a dicembre scorso, aveva messo a soqquadro il Parlamento europeo. Nel frattempo il capo della procura di Bruxelles, che aveva guidato e condotto l’inchiesta, Michel Claise, ha lasciato il dossier e ha sostanzialmente lasciato la magistratura per andare in pensione. Si è trattato però di una scelta dovuta al conflitto di interessi evidenziato nei mesi scorsi.

Il figlio, infatti, detiene una società insieme al figlio di un’altra europarlamentare, la belga Maria Arena. Il suo nome è periodicamente entrato nelle indagini anche per la sua vicinanza a Panzeri ma nei suoi confronti non sono mai stati adottati provvedimenti. Circostanza che è stata posta sotto la lente di ingrandimento e che soprattutto ha destato sospetti a causa degli affari in comune tra i due “figli”.

L’inchiesta, dunque, è stata affidata ad un’altra magistrata. Ma da quel momento non ha più presentato sviluppi. La procura di Bruxelles, però, tiene a precisare che le indagini proseguono e che “la liberazione anticipata a seguito di una condanna è una pratica frequente, resa possibile per esempio da motivi di buona condotta".

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