Un modello di espadrillas fatte con l’erba: scoperta in Spagna una delle più antiche calzature d’Europa
a cura della redazione EsteriFoto Università di Alcalá
Ad andare di moda nelle comunità preistoriche, come oggi va di moda la pelle sintetica, era l’erba. Perfetto isolante dall’umidità e dal freddo, veniva utilizzata come base per realizzare le primissime calzature rinvenute in Europa.
Se già lo studio del corredo di accessori appartenuti a Ötzi, l’uomo dei ghiacci vissuto circa 5300 anni fa e conservato a Bolzano, lo aveva già dimostrato, ora la conferma arriva dalla Spagna dove un team di ricercatori dell’Università di Alcalá afferma di aver identificato i sandali più antichi d’Europa: risalirebbero a circa 6mila anni fa e sarebbero realizzati con una suola intrecciata con diversi tipi di fili d’erba, pelle e calce.
Un nuovo studio, che ha analizzato 76 ogget…
Ad andare di moda nelle comunità preistoriche, come oggi va di moda la pelle sintetica, era l’erba. Perfetto isolante dall’umidità e dal freddo, veniva utilizzata come base per realizzare le primissime calzature rinvenute in Europa.
Se già lo studio del corredo di accessori appartenuti a Ötzi, l’uomo dei ghiacci vissuto circa 5300 anni fa e conservato a Bolzano, lo aveva già dimostrato, ora la conferma arriva dalla Spagna dove un team di ricercatori dell’Università di Alcalá afferma di aver identificato i sandali più antichi d’Europa: risalirebbero a circa 6mila anni fa e sarebbero realizzati con una suola intrecciata con diversi tipi di fili d’erba, pelle e calce.
Un nuovo studio, che ha analizzato 76 oggetti – come cestini e strumenti – rinvenuti all’interno de la Cueva de los murciélagos – Grotta dei pipistrelli - in Andalusia, si è concentrato sulle calzature, ben conservate grazie alla poca umidità e ai venti freddi che le hanno isolate all’interno della grotta.
Secondo la coautrice dello studio María Herrero Otal gli oggetti rinvenuti nella grotta – alcuni dei quali secondo i nuovi strumenti di datazione potrebbero risalire a 9mila anni fa - compongono “l'insieme più antico e meglio conservato di materiali in fibra vegetale finora conosciuto nell'Europa meridionale". E poi aggiunge: "La diversità tecnologica e il trattamento delle materie prime documentati evidenziano l'abilità delle comunità preistoriche".
Prima dei sandali andalusi, nel 2008 erano state rinvenute in una grotta armena un paio di scarpe in cuoio risalenti al Neolitico – databili intorno a 5500 anni fa – e considerate tra le più antiche al mondo.
Così come quelle di Otzi, realizzate in cuoio, materiale vegetale, rafia e pelle, e composte da una scarpa interna in erba secca per ripararsi dal freddo e una tomaia in pelle di cervo tenute insieme da lacci di cuoio.
Una suola, quella dell’uomo di Similaun che assomiglia ai sandali andalusi della grotta dei pipistrelli, e che ricorda direttamente la lavorazione delle espadrillas, un celebre modello di calzature di origine spagnola che ha fatto la storia della moda arrivando sulle passerelle di grandi maison come quella di Yves Saint Laurent, e il cui nome – secondo alcune analisi etimologiche – deriverebbe dal catalano espardenya, ovvero scarpe fatte di espart (sparto) una pianta resistente della macchia mediterranea.