Contro le gang che si fanno la guerra anche il governo svedese vuole schierare l’esercito. L’emergenza “paranza di bambini”
di Daniele Castellani PerelliGomorra a Stoccolma. Nel cuore della Scandinavia la guerra tra gang per il controllo del narcotraffico ha raggiunto un livello mai visto prima. Il mese di settembre è stato il più sanguinoso dal 2019, l’anno in cui la polizia ha cominciato a tenere il conto: 11 morti. E così il primo ministro conservatore Ulf Kristersson ha preso la decisione di convocare stamattina, oltre al capo della polizia, anche quello dell’esercito. Come nell’Italia del governo Meloni-Salvini, i soldati vengono chiamati in strada per sconfiggere la criminalità: “Tutto è sul tavolo, sia nell’ambito delle leggi attuali, sia per quanto riguarda una loro possibile rapida modifica”, ha affermato Kristersson, che vorrebbe introdurre più sorveglianza, zone di perquisizione e pene più pesanti.
Anche la sinistra vuole l’esercito
E pensare che a chiedere l’intervento dell’esercito era stata ieri la stessa leader dell’opposizione, l’…
Gomorra a Stoccolma. Nel cuore della Scandinavia la guerra tra gang per il controllo del narcotraffico ha raggiunto un livello mai visto prima. Il mese di settembre è stato il più sanguinoso dal 2019, l’anno in cui la polizia ha cominciato a tenere il conto: 11 morti. E così il primo ministro conservatore Ulf Kristersson ha preso la decisione di convocare stamattina, oltre al capo della polizia, anche quello dell’esercito. Come nell’Italia del governo Meloni-Salvini, i soldati vengono chiamati in strada per sconfiggere la criminalità: “Tutto è sul tavolo, sia nell’ambito delle leggi attuali, sia per quanto riguarda una loro possibile rapida modifica”, ha affermato Kristersson, che vorrebbe introdurre più sorveglianza, zone di perquisizione e pene più pesanti.
Anche la sinistra vuole l’esercito
E pensare che a chiedere l’intervento dell’esercito era stata ieri la stessa leader dell’opposizione, l’ex premier socialdemocratica Magdalena Andersson: “La sorveglianza attuata dalla polizia potrebbe essere affidata alle forze militari – aveva detto in un’intervista al quotidiano Aftonbladet, chiedendo pure l’aiuto degli altri Paesi scandinavi – anche perché sono in grado di offrire un know-how tecnico”.
Inizialmente l’idea aveva incontrato pareri discordanti nell’esecutivo. Se il ministro della Giustizia Gunnar Strömmer l’aveva trovata “interessante”, il collega della Difesa Pål Jonson, anch’egli del partito dei Moderati come pure il premier Kristersson, aveva reagito dicendo che il tema non era in agenda.
E invece dopo poche ore lo era eccome. Con il sostegno di destra e sinistra. A far invertire la rotta è stato lo choc di giovedì, quando il record di cui sopra è scattato a causa di un triplice omicidio avvenuto in tre luoghi diversi del Paese: in un caso, vicino Uppsala, una potente esplosione in un’area residenziale ha distrutto cinque appartamenti e ucciso una 25enne, vittima innocente dell’ennesimo regolamento di conti tra bande.
La colpa all’immigrazione
“Daremo la caccia alle gang e le sconfiggeremo”, ha dichiarato Kristersson in un discorso in tv ieri sera, ben consapevole che la battaglia contro la criminalità (oltre che quella contro i migranti) è stata al centro della campagna elettorale che ha portato il suo centrodestra a vincere le elezioni un anno fa, l’11 settembre 2022, e a formare poi un governo che vive dell’appoggio esterno dell’estrema destra, ancora più “legge e ordine” dei Moderati.
“La Svezia non ha mai visto nulla di simile prima. Nessun altro Paese in Europa vede nulla di simile”, ha detto Kristersson, accusando i suoi predecessori di centrosinistra per una “politica di immigrazione irresponsabile” e una “mancata integrazione”, insieme a una “ingenuità politica” che avrebbe aiutato le gang.
La “paranza” dei bambini
“È un tempo difficile per la Svezia – ha aggiunto il premier – Una 25enne è andata a dormire come tutte le sere e non si è più risvegliata. La violenza sta toccando sempre più bambini e persone innocenti”. Bambini come vittime, ma anche come strumento del crimine. Secondo la polizia le gang starebbero utilizzando sempre più bambini per commettere i loro crimini, poiché i minori di 18 anni spesso rimangono impuniti o ricevono condanne leggere dai tribunali. E infatti Anders Thornberg, capo della polizia, spiega che ci sono episodi di bambini che si mettono in contatto con le gang criminali per poter avere un'opportunità di uccidere.
Majid, la “volpe curda” aiutata dai turchi
La rete della criminalità organizzata in Svezia conta ormai su 30mila individui, ormai anche nelle piccole città. Le loro violenze hanno fatto l’anno scorso 60 morti, un record che il 2023 sembra destinato a superare. A far esplodere l’ultima guerra è stata una scissione all’interno di una delle più grandi bande di narcotrafficanti del Paese, guidata da un immigrato di origini irachene e iraniane, Rawa Majid, la "volpe curda", a capo della Foxtrot.
Majid, dopo aver preso la cittadinanza turca, ora fa la bella vita a Istanbul, ma la Turchia – che sta bloccando l’adesione della Svezia alla Nato sostenendo che Stoccolma deve agire di più contro i “terroristi curdi” e deve consegnarglieli – si rifiuta però di consegnare il suo, di “terrorista curdo”. E il quotidiano Aftonbladet ha rivelato pochi giorni fa che sul cellulare di uno degli aiutanti di Majid sono stati trovati documenti riservati che le autorità di Stoccolma avevano dato ai colleghi turchi. La polizia di Istanbul, è l’accusa, starebbe insomma proteggendo il boss.