✕

Usa-Cina, la sfida del cablaggio degli oceani: Washington lancia una mega rete sottomarina nel Pacifico

Lavori di cablaggio sottomarino in Sudafrica

 (reuters)
Il progetto ha generato inquietudine nei vertici cinesi e prevede una penetrazione tecnologica senza precedenti: dovrebbe connettere Papua Nuova Guinea, Samoa, Tuvalu, Fiji, Nauru, le isole Marshall, Kiribati, le isole Cook, Wallis e Fortuna e la Micronesia
2 minuti di lettura

NEW YORK - La Guerra Fredda tecnologica tra Stati Uniti e Cina sta raggiungendo nuove vette. Anzi, nuove profondità. Washington sta finanziando un progetto per la costruzione di una rete internet sottomarina che metta in connessione le isole del Pacifico. Il piano Central Pacific Cable, secondo la Reuters, coprirà le isole Samoa americane e Guam, due territori degli Stati Uniti, e si allargherà ad altre dodici isole in quella vasta area oceanica che sta a Ovest degli Stati Uniti e a Est del continente asiatico e l’Australia. Guam ospita già una base militare americana. Lo studio di fattibilità, finanziato dagli Usa con tre milioni di dollari, vede in campo compagnie telefoniche e due progettisti, Paul McCann e John Hibbard, che però non hanno voluto fare commenti, a conferma della delicatezza del progetto.

Il nuovo cablaggio ha generato inquietudine nei vertici cinesi che temono sempre di più l’invasione americana nella regione. Il piano prevede una penetrazione tecnologica senza…

NEW YORK - La Guerra Fredda tecnologica tra Stati Uniti e Cina sta raggiungendo nuove vette. Anzi, nuove profondità. Washington sta finanziando un progetto per la costruzione di una rete internet sottomarina che metta in connessione le isole del Pacifico. Il piano Central Pacific Cable, secondo la Reuters, coprirà le isole Samoa americane e Guam, due territori degli Stati Uniti, e si allargherà ad altre dodici isole in quella vasta area oceanica che sta a Ovest degli Stati Uniti e a Est del continente asiatico e l’Australia. Guam ospita già una base militare americana. Lo studio di fattibilità, finanziato dagli Usa con tre milioni di dollari, vede in campo compagnie telefoniche e due progettisti, Paul McCann e John Hibbard, che però non hanno voluto fare commenti, a conferma della delicatezza del progetto.

Il nuovo cablaggio ha generato inquietudine nei vertici cinesi che temono sempre di più l’invasione americana nella regione. Il piano prevede una penetrazione tecnologica senza precedenti che coinvolge una costellazione di territori Usa. Lunga migliaia di chilometri, la rete dovrebbe connettere Papua Nuova Guinea, Samoa, Tuvalu, Fiji, Nauru, le isole Marshall, Kiribati, le isole Cook, Wallis e Fortuna e la Micronesia.

Pronti a finanziare gli interventi una serie di donatori, oltre alla Banca Mondiale e agenzie governative in Usa, Australia e Nuova Zelanda. Tecnicamente servono tra i tre e i cinque anni, ma la sfida è ora.

Il cablaggio sottomarino, invisibile e spesso ignorato, è diventato strategico per la sicurezza nazionale dei Paesi. Più del 97 per cento del traffico dati globale viaggia lungo i letti degli oceani. Ogni giorno passano dai cavi transazioni finanziarie che arrivano a diecimila miliardi di dollari e informazioni strategiche militari. Ma quello a cui guardano Usa e Cina non è il profitto: chi controlla la rete controlla l’informazione. Gli oceani fanno gola da tempo.

Nel 2018 un consorzio guidato dalla compagnia telefonica di Stato China Mobile presentò un piano chiamato “Bay to Bay Express”: era un progetto di cablaggio in grado di connettere Hong Kong alla California, ma Donald Trump lo bloccò per motivi di sicurezza nazionale. La Cina allora si è rivolta verso Africa e Eurasia, dove gli investimenti dagli Stati Uniti sono minori. Due anni fa China Mobile, Facebook e altre corporation hanno avviato la costruzione di reti sottomarine che circondano il continente africano. Gli Usa rispondono penetrando l’area del Sudest asiatico, diventata strategica nella competizione con la Cina. Le isole del Pacifico hanno infrastrutture deboli: l’anno scorso Tonga è rimasta isolata per un mese dopo un’eruzione vulcanica. Nel risiko sottomarino nessuno dei due giganti perde tempo. La Cina ha siglato un accordo di sicurezza con le isole Solomon, piano che ha messo in allarme Washington, convinta che l’isola potrebbe essere militarizzata. Ma intanto Stati Uniti, Australia e Giappone hanno firmato un’intesa per rilanciare un progetto, conosciuto come East Micronesia Cable, che connetterà le isole Nauru, Kiribati e la Micronesia.

Leggi i commenti