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Stati Uniti, via libera per evitare lo shutdown: passa la proposta McCarthy senza aiuti all’Ucraina

I deputati democratici si sono uniti ai repubblicani per approvare una misura che garantisce i fondi per i prossimi 45 giorni. In serata l’ok anche dal Senato con 88 voti favorevoli e 9 contrari
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NEW YORK - Lo shutdown, ossia la paralisi delle attività statali degli Usa, sembra miracolosamente scampato. Perché a poche ore dalla mezzanotte, che avrebbe lasciato il governo senza i finanziamenti necessari a funzionare, i deputati democratici si sono uniti ai repubblicani responsabili per approvare una misura che garantisce i fondi per i prossimi 45 giorni. Il prezzo da pagare è stata la rinuncia ai 6 miliardi di dollari destinati agli aiuti per l’Ucraina, ma il costo politico ed economico della paralisi sarebbe stato assai più ampio, e comunque l’obiettivo della Casa Bianca è avere questi fondi nella legge definitiva che andrà approvata fra un mese e mezzo.

La legge di spesa per il governo americano scadeva alla mezzanotte del 30 settembre, e quindi per andare avanti era necessario approvarne una nuova. Però l’ala estrema del Gop, legata a Trump e guidata da personaggi come i deputati Matt Gaetz, accusato in Florida di abusi sessuali contro una minorenne; Lauren Boebert, cac…

NEW YORK - Lo shutdown, ossia la paralisi delle attività statali degli Usa, sembra miracolosamente scampato. Perché a poche ore dalla mezzanotte, che avrebbe lasciato il governo senza i finanziamenti necessari a funzionare, i deputati democratici si sono uniti ai repubblicani responsabili per approvare una misura che garantisce i fondi per i prossimi 45 giorni. Il prezzo da pagare è stata la rinuncia ai 6 miliardi di dollari destinati agli aiuti per l’Ucraina, ma il costo politico ed economico della paralisi sarebbe stato assai più ampio, e comunque l’obiettivo della Casa Bianca è avere questi fondi nella legge definitiva che andrà approvata fra un mese e mezzo.

La legge di spesa per il governo americano scadeva alla mezzanotte del 30 settembre, e quindi per andare avanti era necessario approvarne una nuova. Però l’ala estrema del Gop, legata a Trump e guidata da personaggi come i deputati Matt Gaetz, accusato in Florida di abusi sessuali contro una minorenne; Lauren Boebert, cacciata di recente da un teatro perché fumava e palpeggiava il suo compagno; e Marjorie Taylor Greene, amica del culto cospirativo QAnon, si opponevano in quanto vogliono che vengano tagliate le spese dello stato. Si opponevano, per chiarire l’assurdità della situazione, non alla legge voluta dei democratici, ma a quella presentata dal loro stesso leader e Speaker della Camera, Kevin McCarthy, accusato di essere troppo moderato e ragionevole.

Dopo diversi fallimenti, e il rischio di una paralisi dello stato che minacciava di spingere gli Usa verso la recessione, McCarthy si è rassegnato a presentare un’ennesima proposta di compromesso, che finanzia il governo ma lascia fuori gli aiuti all’Ucraina. I democratici allora hanno deciso di andargli in soccorso con i loro voti, pur di evitare lo shutdwon. Tanto la misura votata è provvisoria, vale solo per 45 giorni, e la Casa Bianca conta di avere gli aiuti all’Ucraina nella prossima che andrà comunque votata tra un mese e mezzo.

Il compromesso non soddisfa del tutto i democratici, ma politicamente sarebbe stato molto più dannoso andare allo shutdown perché si erano impuntati sugli aiuti all’Ucraina, rischiando la recessione. I repubblicani li avrebbero accusati di mettere Kiev davanti agli interessi degli americani, e quindi Biden ha deciso di accettare il rinvio.

Il fatto che la legge di finanziamento sia passata grazie ai voti dei democratici, però, crea anche un enorme problema tra i repubblicani, perché l’ala estremista ora minaccia di presentare una risoluzione contro il suo leader McCarthy, per togliergli la poltrona di Speaker. Gli estremisti infatti avevano un’arma di ricatto, che ora è stata spuntata dalla mossa dei democratici. Gaetz ha già annunciato che presenterà la mozione per rimuovere McCarthy, che però gli ha risposto così: «Se qualcuno vuole mettere in discussione la mia leadership perché ho deciso di comportarmi come dovrebbero fare gli adulti presenti in una stanza, vi prego di farlo. Vedremo cosa ne pensano i cittadini americani». McCarthy è infatti convinto che la risoluzione non otterrebbe la maggioranza, perché i repubblicani moderati si opporrebbero, dando un altro colpo agli estremisti.

In serata è poi arrivata anche l’approvazione del Senato con 88 voti a favore e 9 contrari. 

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