Usa, è guerra ormai tra i repubblicani: i trumpiani vogliono cacciare lo speaker della Camera moderato McCarthy
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – La guerra civile tra i repubblicani, che ha portato gli Usa ad un passo dalla paralisi delle attività dello Stato, esplode ora in pubblico con l’annuncio del deputato Matt Gaetz che la prossima settimana intende presentare una mozione per cacciare lo Speaker della Camera Kevin McCarthy. Una lotta fratricida tutta interna al Gop, che però dimostra come Trump e il trumpismo abbiano fratturato il partito guidato un tempo da Lincoln, con gravi ripercussioni sulla stabilità dell’America e la capacità di esercitare la sua leadership sulla scena globale.
Il compromesso
Sabato sera, a poche ore dalla scadenza della legge per il finanziamento dello Stato, i deputati hanno approvato un provvedimento provvisorio che garantisce i fondi necessari per 45 giorni, evitando il blocco delle attività dell’amministrazione. Quindi il Senato l’ha votato a sua volta e il presidente Joe&nb…
NEW YORK – La guerra civile tra i repubblicani, che ha portato gli Usa ad un passo dalla paralisi delle attività dello Stato, esplode ora in pubblico con l’annuncio del deputato Matt Gaetz che la prossima settimana intende presentare una mozione per cacciare lo Speaker della Camera Kevin McCarthy. Una lotta fratricida tutta interna al Gop, che però dimostra come Trump e il trumpismo abbiano fratturato il partito guidato un tempo da Lincoln, con gravi ripercussioni sulla stabilità dell’America e la capacità di esercitare la sua leadership sulla scena globale.
Il compromesso
Sabato sera, a poche ore dalla scadenza della legge per il finanziamento dello Stato, i deputati hanno approvato un provvedimento provvisorio che garantisce i fondi necessari per 45 giorni, evitando il blocco delle attività dell’amministrazione. Quindi il Senato l’ha votato a sua volta e il presidente Joe Biden ha firmato. Il testo non comprende i 6 miliardi di dollari di aiuti destinati all’Ucraina, ma il capo della Casa Bianca ha chiarito che si aspetta di vederli inseriti nella legge definitiva da approvare entro il 17 novembre. “Non abbandoneremo l’Ucraina”, ha detto oggi Biden, esortando i repubblicani a "smettere di giocare" sui finanziamenti. In una intervista a ProPublica il presidente ha anche messo in guardia sulla “minaccia alla democrazia” rappresentata da Trump.
La svolta a sorpresa che ha evitato lo shutdown è avvenuta perché lo Speaker repubblicano della Camera, Kevin McCarthy, ha deciso che garantire la solvibilità dello Stato era più importante di soddisfare le pretese dell’ala più estremista del suo partito, che chiedeva enormi tagli alla spesa per votare a favore della "finanziaria". Così però sarebbe stata bocciata al Senato, dove i democratici hanno la maggioranza. Quindi ha presentato un testo di compromesso ai membri del partito di Biden, che hanno accettato di votarlo. La legge dunque è passata con l’apporto determinante dei deputati democratici, scavalcando così l’ala estremista del Gop.
Gaetz vs McCarthy
Il suo leader, Matt Gaetz, ha però annunciato che in settimana presenterà una mozione per cacciare McCarthy: «È ora - ha detto - di strappare il cerotto. Abbiamo bisogno di una nuova leadership credibile». Lo Speaker non si è scomposto e ha replicato così: «Sopravviverò. Sapete che questa è una disputa personale con Matt. Lui è più interessato ad ottenere interviste televisive che a fare qualcosa. E così sia, si faccia avanti. Così chiudiamo questa faccenda e iniziamo a governare. Lui è dispiaciuto perché voleva spingerci allo shutdown, mentre io l’ho impedito. Allora facciamo pure questa litigata». Matt Gaetz
L’ala trumpiana
Dietro a tali parole di fuoco c’è la spaccatura del Gop provocata da Trump. L’ala estremista del partito – guidata da personaggi come Matt Gaetz, accusato in Florida di abusi sessuali contro una minorenne; Lauren Boebert, cacciata di recente da un teatro perché fumava e palpeggiava il suo compagno; e Marjorie Taylor Greene, amica del culto cospirativo QAnon – è quella più fedele a Donald e usa le sue stesse tattiche abrasive. Non voleva McCarthy come Speaker, perché lo considera troppo moderato, e lo aveva osteggiato fino all’ultimo, accettando di dargli la leadership della Camera solo in cambio dell’impegno a poterla rimettere in discussione in ogni momento attraverso l’obiezione anche di un singolo deputato. Marjorie Taylor Greene
Kevin ha cercato di sopravvivere in bilico su questo filo dall’inizio del mandato, accontentando per quanto era possibile gli estremisti e cedendo ai loro ricatti, ma davanti al baratro dello shutdown che minacciava di spingere gli Usa nella recessione ha detto basta. Così ha fatto il compromesso con i democratici, che ha depotenziato Gaetz e i suoi alleati, dimostrando come i responsabili dei due partiti abbiano ancora la maggioranza al Congresso e possono ignorare i loro ricatti, governando con accordi bipartisan.
Questo ha fatto infuriare i trumpisti, a maggior ragione perché Donald è il super favorito per la nomination presidenziale, e quindi hanno deciso di andare allo scontro frontale. McCarthy però è convinto che non abbiano i voti per cacciarlo, perciò ha accettato la sfida sperando che serva a metterli a tacere, dimostrando come siano solo una minoranza. Rumorosa e pericolosa, ma minoranza.