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Chinagate in Germania: “Soldi da Pechino a Krah, candidato di punta dell’Afd alle Europee”

(afp)
“T-online” contro l’uomo più in vista dell’ultradestra tedesca per l’Europarlamento, che si è sempre distinto per le dichiarazioni pro-cinesi. Lo strano ruolo dell’assistente cinese Jian G.
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BERLINO – “Ho sempre pensato che i racconti dell’orrore dallo Xinjiang fossero poco credibili, che fosse propaganda anticinese”. Maximilian Krah è il candidato di punta dell’ultradestra tedesca Afd alle prossime elezioni europee. E alle torture, le sistematiche persecuzioni degli uiguri e di altre minoranze nelle province cinesi, lui proprio non ci crede. Strano, per un uomo che frequenta la Repubblica popolare da un quarto di secolo, che dopo un dottorato a Dresda ha studiato a Hongkong e Shanghai e che da allora non ha mai abbandonato la sua passione per il regime comunista nonostante militi in un partito di estrema destra.

Forse la sua vicinanza al Paese di Xi Jinping, le sue dichiarazioni su Taiwan e Tibet che farebbero legittimamente parte della Repubblica popolare, forse la sterzata filocinese che ha imposto al partito più fanaticamente anticomunista della Germania, tradiscono una ragione molto più banale: i soldi. Che secondo una approfondita inchiesta di “t-online” sarebbero f…

BERLINO – “Ho sempre pensato che i racconti dell’orrore dallo Xinjiang fossero poco credibili, che fosse propaganda anticinese”. Maximilian Krah è il candidato di punta dell’ultradestra tedesca Afd alle prossime elezioni europee. E alle torture, le sistematiche persecuzioni degli uiguri e di altre minoranze nelle province cinesi, lui proprio non ci crede. Strano, per un uomo che frequenta la Repubblica popolare da un quarto di secolo, che dopo un dottorato a Dresda ha studiato a Hongkong e Shanghai e che da allora non ha mai abbandonato la sua passione per il regime comunista nonostante militi in un partito di estrema destra.

Forse la sua vicinanza al Paese di Xi Jinping, le sue dichiarazioni su Taiwan e Tibet che farebbero legittimamente parte della Repubblica popolare, forse la sterzata filocinese che ha imposto al partito più fanaticamente anticomunista della Germania, tradiscono una ragione molto più banale: i soldi. Che secondo una approfondita inchiesta di “t-online” sarebbero fluiti copiosi nelle sue tasche e in quelle di alcuni loschi personaggi del suo ufficio di Bruxelles. Il “Chinagate” del principale candidato dell’ultradestra alle europee, potrebbe imbarazzare l’Afd.

“Ho amici in Cina”: così si è giustificato Krah, ad esempio, nel 2018, quando è volato a Shanghai poco prima di essere candidato per la prima volta al Parlamento europeo per l’Afd. Era andato a prendere ordini da Pechino? Certo è che allora ha partecipato a un’iniziativa sulla “Via della Seta” organizzata dall’“International Department of the Central Committee of the Communist Party in China” (IDCPC) - un’organizzazione che secondo il Verfassungsschutz, i servizi segreti interni tedeschi, è un tassello fondamentale del pervasivo apparato di spionaggio di Stato cinese. E l’Idcpc è talmente pericoloso che i servizi hanno mandato un avvertimento ai politici e all’intera amministrazione pubblica tedesca a luglio di quest’anno intimandoli a “evitare scambi con l’Idcpc”.

Negli anni successivi al Parlamento europeo, Krah non ha deluso le aspettative dei suoi amici cinesi. Ha sempre votato contro le risoluzioni che condannavano le violazioni dei diritti umani o la repressione delle minoranze. Ed è diventato vicepresidente di un inquietante “Eu-China Friendship Group” che contava membri di numerosi partiti e che si fregiava del simbolo del Parlamento Ue finché Politico non ne ha svelato le pesanti attività filocinesi. Ma Krah ha fatto parte anche della commissione che ha accompagnato fino al 2020 la delicata trattativa con Pechino per il maxi accordo sugli investimenti Ue-Europa, poi abortito durante il Covid.

Nel 2019, Krah è volato di nuovo in Cina per sei giorni di intenso scambio con gli ‘spioni’ dell’Idpc. Un viaggio finanziato, in parte, dal colosso delle tlc Huawei. Krah sostiene che nessuno dei suoi interlocutori si sia mai identificato come membro dell’Idpc, e che lui avrebbe incontrato “tre diplomatici esperti di Germania”. Ma la riunione con l’apparato dei servizi cinesi era nero su bianco nel programma dell’europarlamentare dell’ultradestra, racconta “t-online”. E poi c’è il mistero dell’onnipresente assistente cinese Jian G., diventato centrale nei rapporti di Krah con Pechino.

Di questa strana “ombra cinese” dello Spitzenkandidat dell’Afd, Jian G., persino un ex parlamentare europeo dell’ultradestra tedesca, Nicolaus Fest, ha dichiarato tempo fa che “nessuno sa cosa faccia, nessuno ha contatti con lui, nessuno pensa seriamente che faccia gli interessi dell’Afd”. Krah lo ha sempre difeso, accusando i critici di razzismo. Ma Jian G., suo ex compagno di studi a Dresda, è l’uomo che ha organizzato il discutibile viaggio del 2018 di Krah in Cina. E nel 2021 ha cercato di convincere i parlamentari europei ad andare a Pechino per le Olimpiadi cinesi. Avrebbe potuto ottenere dal Partito comunista cinese eccezioni alle severe restrizioni anti-Covid, sostenne. Dal 2019 è ufficialmente accreditato al Parlamento europeo come assistente di Krah. Ma uno degli aspetti più inquietanti di Jian G. è che per anni ha anche tentato di infiltrarsi nelle organizzazioni antigovernative e nell’opposizione cinese in Europa. A “t-online” gli attivisti tedeschi per i diritti umani hanno svelato che “non ci siamo mai fidati di lui”. 

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