Cos’è la Burevestnik, la superarma a propulsione nucleare che i russi si preparano a testare
di Floriana BulfonUn’arma mai vista prima, potenzialmente in grado di restare sempre in volo grazie a un propulsore nucleare. Nonostante il conflitto in Ucraina, il Cremlino non rinuncia a sviluppare ordigni innovativi e mostruosi, destinati allo scenario dell’Apocalisse mondiale: starebbe per condurre nell’estremo Nord un altro test del Burevestnik, un missile che supera la definizione di intercontinentale perché il motore nucleare rende l’autonomia potenzialmente illimitata.
Indiscrezioni sul lancio dell’arma segreta sono cominciate a circolare dalla metà di settembre, confermate una settimana fa grazie all’esame delle foto satellitari distribuite da Bellingcat e adesso sono state consolidate dal New York Times. Le immagini del poligono di Pankovo, nella regione di Novaya Zemlya, scattate il 20 settembre hanno evidenziato l’allestimento delle strutture per la sperimentazione. Poi il 28 settembre nella zona sono arrivati due aerei speciali – Ilyushin 76 dell’Istituto di ricerca Gromov, appartenen…
Un’arma mai vista prima, potenzialmente in grado di restare sempre in volo grazie a un propulsore nucleare. Nonostante il conflitto in Ucraina, il Cremlino non rinuncia a sviluppare ordigni innovativi e mostruosi, destinati allo scenario dell’Apocalisse mondiale: starebbe per condurre nell’estremo Nord un altro test del Burevestnik, un missile che supera la definizione di intercontinentale perché il motore nucleare rende l’autonomia potenzialmente illimitata.
Indiscrezioni sul lancio dell’arma segreta sono cominciate a circolare dalla metà di settembre, confermate una settimana fa grazie all’esame delle foto satellitari distribuite da Bellingcat e adesso sono state consolidate dal New York Times. Le immagini del poligono di Pankovo, nella regione di Novaya Zemlya, scattate il 20 settembre hanno evidenziato l’allestimento delle strutture per la sperimentazione. Poi il 28 settembre nella zona sono arrivati due aerei speciali – Ilyushin 76 dell’Istituto di ricerca Gromov, appartenente al colosso atomico statale Rosatom – che vengono usati per monitorare i test missilistici a lungo raggio dell’arsenale nucleare.
Le autorità russe inoltre hanno chiuso una vasta porzione del Mare di Barents, procedura che in genere tutela le attività militari più delicate e che è stata prolungata fino a sabato prossimo. E da alcuni giorni velivoli statunitensi RC-135W Rivet Joint, dotati di attrezzature per verificare la presenza di radioattività nell’aria, sono stati notati nell’area. Il Burevestnik – anche chiamato SSC-X-9 Skyfall – è stato definito “un’arma di secondo attacco”: dovrebbe intervenire dopo il first strike nucleare, sfruttando le caratteristiche di autonomia illimitata.
La partenza avverrebbe grazie ad un motore tradizionale poi, una volta in volo, entrerebbe in funzione il propulsore nucleare per spingerlo a oltre 22mila chilometri di distanza. Mentre il Cremlino ha sospeso la costruzione di ordigni tattici di nuova generazione, concentrando la produzione di mezzi per il conflitto in Ucraina solo sui modelli già rodati, sta invece proseguendo gli investimenti sui sei super-ordigni presentati da Putin nel discorso del 2018: sistemi che sarebbero in grado di superare in potenza l’arsenale statunitense e sbaragliarne quindi le difese. Tra questi anche il missile ipersonico Kinzhal, usato contro le città ucraine e la navetta stratosferica Avangard.
Quello del Burevestnik è il progetto più complicato e ambizioso. In passato ci sono stati altri tredici test, dagli esiti disastrosi. Uno dei prototipi è caduto in mare dopo poche decine di chilometri. Ancora più grave quanto accaduto nell’estate 2019: un’esplosione ha provocato la morte di sette tecnici e il ferimento di molti altri, tutti dipendenti di Rosatom scatenando una misteriosa allerta nel distretto di Severodvinsk.
Proprio la natura del propulsore nucleare ha creato un grande allarme nei Paesi scandinavi. “Un incidente comporterebbe il rischio di un rilascio radioattivo” – ha dichiarato il capo dell’intelligence norvegese, Nils Andreas Stensønes – I nostri apparati di sicurezza controllano gli sviluppi di questi programmi da parte russa perché c’è sempre una preoccupazione legata a sistemi con propulsione nucleare”.
Le associazioni ambientaliste sostengono che il missile sia “una piccola Chernobyl volante”, in grado di contaminare la purezza dell’Artico.