✕

Ucraina, scintille nel governo sul nuovo invio di armi a Kiev. Tajani brucia i tempi, gelo di Crosetto

(ansa)
L’annuncio dell’ottavo pacchetto di aiuti brucia i tentativi di agire sotto traccia. E c’è il nodo dei fondi
3 minuti di lettura

A parole l’Italia non vacilla. Rimane ferma e tetragona nel sostenere lo sforzo bellico dell’Ucraina contro l’invasione russa. Anzi, a sorpresa mette sul piatto un nuovo pacchetto di armi, l’ottavo, da inviare a Kiev. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivato nella capitale ucraina con un treno notturno partito dalla Polonia, ne ha parlato a quattr’occhi con Zelensky durante l’incontro bilaterale prima del Consiglio europeo informale. Poi ha fatto l’annuncio alla stampa.

Con Zelensky è stato uno scambio reciproco di doni. Il presidente ucraino ha beneficiato Tajani dell’onoreficenza dell’Ordine di Jaroslav il Saggio «a riconoscimento dell’elevato valore del ruolo svolto dal governo italiano e della profonda amicizia tra i nostri Paesi». Il ministro, come detto, ha promesso sia l’ottavo pacchetto di armamenti sia l’impegno a dedicare all’Ucraina «la massima priorità durante la presidenza italiana del G7 nel 2024». Quali tipo di sistemi d’arma il governo itali…

A parole l’Italia non vacilla. Rimane ferma e tetragona nel sostenere lo sforzo bellico dell’Ucraina contro l’invasione russa. Anzi, a sorpresa mette sul piatto un nuovo pacchetto di armi, l’ottavo, da inviare a Kiev. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivato nella capitale ucraina con un treno notturno partito dalla Polonia, ne ha parlato a quattr’occhi con Zelensky durante l’incontro bilaterale prima del Consiglio europeo informale. Poi ha fatto l’annuncio alla stampa.

Con Zelensky è stato uno scambio reciproco di doni. Il presidente ucraino ha beneficiato Tajani dell’onoreficenza dell’Ordine di Jaroslav il Saggio «a riconoscimento dell’elevato valore del ruolo svolto dal governo italiano e della profonda amicizia tra i nostri Paesi». Il ministro, come detto, ha promesso sia l’ottavo pacchetto di armamenti sia l’impegno a dedicare all’Ucraina «la massima priorità durante la presidenza italiana del G7 nel 2024». Quali tipo di sistemi d’arma il governo italiano sta pensando di trasferire non è chiaro. Zelensky ha chiesto di contribuire di nuovo alla difesa aerea delle città, martellate dai droni e dai missili russi che hanno ripreso la campagna di distruzione delle infrastrutture dell’energia in vista dell’inverno. Roma nei mesi scorsi aveva già inviato i Samp-T.

«Vedremo quello che possiamo dare ora — spiega Tajani — nella lista non ci sono solo armi letali, ma anche equipaggiamento, forse visori notturni, l’elenco va ancora definito insieme col ministro Crosetto. Dipende anche da cosa hanno bisogno. Per noi comunque la linea guida rimane sempre la solita: nessuna arma fornita dall’Italia deve colpire il territorio della Federazione oltre la frontiera. Non siamo in guerra con la Russia». E però, qualcosa nell’annuncio di Tajani non torna. Di norma è il ministro della Difesa a rendere pubblico l’invio degli aiuti militari, non il titolare della Farnesina. Quando Repubblica chiede una conferma a Guido Crosetto rispetto all’iniziativa del collega di governo, la risposta è glaciale e, a suo modo, eloquente: «Prendo atto».

Bisogna scavare a fondo per capire cosa sta succedendo. I precedenti sette pacchetti militari hanno quasi esaurito il materiale a disposizione nei magazzini della Difesa. Questa penuria va gestita ed eventualmente vanno integrati gli ulteriori invii con acquisti di nuove armi, che andranno poi dirottate agli ucraini. La Difesa ne discute da tempo con Kiev. Inoltre, come tutti i dicasteri, anche quello di Crosetto è alle prese con un nodo di bilancio. Il ministro ancora attende i rimborsi per le precedenti spedizioni, che sarebbero dovuti arrivare dal ministero dell’Economia. Oltretutto le richieste di Zelensky non coincidono necessariamente con le armi a disposizione nell’arsenale italiano: per questo, la Difesa avrebbe preferito completare il percorso sottotraccia e senza proclami pubblici, per poi rendere note le decisioni finali.

Esistono altre ragioni che avrebbero consigliato di non far sapere, almeno in questa fase, dell’ottavo pacchetto, che dovrebbe essere pronto per Natale. Non riguardano la Difesa, ma la linea politica del governo. Da molti mesi, l’esecutivo mantiene un profilo bassissimo rispetto alle spedizioni di materiale bellico, per ragioni di politica interna — la Lega è critica e non ha mancato di manifestarlo — e internazionale. Anche per una questione legata al consenso: l’opinione pubblica gradisce sempre meno la guerra, in tutti i Paesi occidentali. Gli elettori di centrodestra, secondo molti sondaggi, sono sempre più critici. E la posizione atlantica di Giorgia Meloni deve contrapporsi alle resistenze dei partner di maggioranza, a partire appunto dal Carroccio. Senza dimenticare che si preannuncia una manovra rigorosa, in una fase di contrazione dell’economia e con gli italiani alle prese con il caro spesa: meglio non reclamizzare troppo uno sforzo militare necessario, ma poco redditizio sul profilo del consenso.

A Repubblica, Tajani riferisce che la decisione sull’ottavo pacchetto «è stata condivisa e presa sul tavolo della maggioranza». A Kiev il ministro degli Esteri non ha incontrato solo Zelensky. Accompagnato dall’ambasciatore Pier Francesco Zazo, ha avuto un colloquio col primo ministro Shmyhal, in cui si è parlato della ricostruzione della città di Odessa, per cui l’Italia ha offerto il patronato. Contestualmente, si è tenuta una conferenza con il sistema imprenditoriale italiano che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Terna, Leonardo, Fs, Mermec e Dompè. L’interesse è per la prospettiva di ricostruzione dell’Ucraina e si scontra con l’attivismo dei francesi, partiti prima e meglio. Ancora qualche giorno fa al forum internazionale dei produttori di armamenti che Zelensky ha organizzato nella capitale, la rappresentanza francese era la più folta, mentre il nostro Paese era presente con solo due società. «Organizzeremo a Kiev un business forum Italia-Ucraina a primavera, come seguito operativo della Conferenza sulla ricostruzione tenutasi a Roma nell’aprile scorso», ribatte Tajani, fiducioso che nemmeno il cambio di governo in Slovacchia muterà il sostegno dell’Ue. «L’Italia resterà a fianco del popolo ucraino per tutto il tempo necessario, anche per ciò che riguarda la ricostruzione, di cui vogliamo essere protagonisti».

Leggi i commenti