La premio Nobel Matviychuk: “Kiev entri nella Nato, Putin si fermerà solo quando qualcuno lo bloccherà”
di Rosalba CastellettiL’attivista ucraina 39enne Oleksandra Matviychuk non ammette esitazioni o compromessi. “Una resa di Kiev non sarebbe pace, ma occupazione. Bisogna fermare Putin o l’intero sistema di sicurezza euro-atlantico sarà a rischio”, dice a Repubblica la fondatrice del Centro ucraino per le Libertà Civili premiato proprio un anno fa col Nobel per la pace insieme all’ong russa Memorial e al dissidente bielorusso in carcere Ales Bjaljatski.
I ministri europei degli Esteri si sono riuniti a Kiev per dimostrare il loro sostegno all’Ucraina, ma garantire nuovi aiuti sta diventando sempre più difficile. Per evitare lo shutdown il Congresso statunitense ha approvato un bilancio temporaneo che escludeva gli aiuti a Kiev, mentre la vittoria di Robert Fico in Slovacchia solleva dubbi sul futuro sostegno della Ue. Quali sono i rischi per l’Ucraina?
“Non è una questione di “rischi per l’Ucraina”. Questa non è una guerra tra due Paesi, ma una guerra tra due sistemi: autoritarismo e democrazia. Putin sta ce…
L’attivista ucraina 39enne Oleksandra Matviychuk non ammette esitazioni o compromessi. “Una resa di Kiev non sarebbe pace, ma occupazione. Bisogna fermare Putin o l’intero sistema di sicurezza euro-atlantico sarà a rischio”, dice a Repubblica la fondatrice del Centro ucraino per le Libertà Civili premiato proprio un anno fa col Nobel per la pace insieme all’ong russa Memorial e al dissidente bielorusso in carcere Ales Bjaljatski.
I ministri europei degli Esteri si sono riuniti a Kiev per dimostrare il loro sostegno all’Ucraina, ma garantire nuovi aiuti sta diventando sempre più difficile. Per evitare lo shutdown il Congresso statunitense ha approvato un bilancio temporaneo che escludeva gli aiuti a Kiev, mentre la vittoria di Robert Fico in Slovacchia solleva dubbi sul futuro sostegno della Ue. Quali sono i rischi per l’Ucraina?
“Non è una questione di “rischi per l’Ucraina”. Questa non è una guerra tra due Paesi, ma una guerra tra due sistemi: autoritarismo e democrazia. Putin sta cercando di dimostrare che la democrazia, lo stato di diritto e la libertà sono valori falsi perché non proteggono nessuno. Se l’ordine giuridico internazionale non verrà ripristinato nel prossimo futuro, ciò avrà conseguenze negative a lungo termine per lo sviluppo del mondo. I governi investiranno denaro non nell’istruzione, nella scienza, nella sanità, nella protezione sociale e nella risoluzione di sfide globali come il cambiamento climatico, la disuguaglianza sociale, la riduzione della povertà, ecc., ma nelle armi, comprese quelle nucleari”.
Secondo il Cremlino, la stanchezza per il conflitto crescerà e il sostegno internazionale a Kiev inizierà a vacillare. Lei teme o avverte già qualche segno di “stanchezza”?
“Ho notato molti segni di un’altra ‘stanchezza’. Il 17 marzo 2023 la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto nei confronti del presidente russo Vladimir Putin e della commissaria russa per i diritti dell’infanzia Maria Lvova-Belova, accusandoli di aver commesso il crimine di guerra della deportazione illegale di bambini. La nostra iniziativa per i diritti umani “Tribunale per Putin” dall’inizio dell’invasione vera e propria dell’Ucraina ha registrato più di 52mila episodi di crimini di guerra. Le truppe russe stanno distruggendo edifici residenziali, musei, scuole e ospedali. Stanno sparando sui corridoi di evacuazione. Stanno torturando le persone nei campi di filtraggio. Stanno portando con la forza i bambini ucraini in Russia. Vietano la lingua e la cultura ucraina. Rapiscono, derubano, stuprano e uccidono nei territori occupati. Quello che voglio dire è che tutti dobbiamo provare stanchezza per l’impunità di cui la Russia ha goduto per decenni. I russi hanno commesso crimini terribili in Cecenia, Georgia, Siria, Mali e Libia. Non sono mai stati puniti per questo. Credono di poter fare quello che vogliono. Dobbiamo spezzare questo circolo di impunità”.
Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, tuttavia, ha riconosciuto la crescente pressione internazionale perché si arrivi a un negoziato. Una pace è possibile? Quali concessioni siete disposti a fare?
“Il popolo ucraino vuole la pace come nessun altro. Tuttavia la pace non arriva quando il Paese attaccato depone le armi. Non sarebbe pace, ma occupazione. L’occupazione è un’altra forma di guerra. L’occupazione non consiste nel cambiare la bandiera di uno Stato con un’altra. Occupazione significa tortura, deportazioni, adozioni forzate, divieto di identità, campi di filtraggio e fosse comuni. Per ottenere la pace in Ucraina è necessario fermare la Russia. Putin verrà fermato solo quando qualcuno lo fermerà. Come ogni dittatore, fa leva sulla debolezza e teme la forza. Abbiamo quindi bisogno del sostegno della comunità internazionale per fermare la guerra imperialista russa”.
Interverrà al Forum per la Sicurezza che si apre oggi a Varsavia. Che cosa dirà ai dignitari occidentali presenti?
“Finché l’Ucraina rimane vulnerabile, l’intero sistema di sicurezza euro-atlantico rimane vulnerabile. Invece dell'adesione alla Nato, alcuni politici parlano di alcune garanzie di sicurezza, che in realtà non possono essere equiparate nemmeno all'articolo 5 del Trattato di Washington. Allora come possono garanzie distinte tutelare la sicurezza di un Paese così grande, che non può essere coperto da un unico scudo dai missili russi? Quanto costeranno a lungo termine, soprattutto a causa delle conseguenze dirette dell’insicurezza, come la ‘crisi alimentare’? Particolari garanzie permettono di raggiungere la sostenibilità, quando ciò che viene ricostruito oggi può essere nuovamente distrutto domani? O di rendere sicuro il ritorno in Ucraina di milioni di rifugiati ucraini?”
Perché è così importante che l’Ucraina aderisca alla Nato?
“L’Ucraina merita di essere membro della Nato. L’Ucraina condivide i valori della libertà e della democrazia ed è pronta a difenderli. L’Ucraina non sarà soltanto un beneficiario, ma darà un potente contributo alla sicurezza dell’Alleanza. Queste non sono promesse. È un fatto dimostrato sul campo di battaglia. L’Ucraina renderà la Nato più forte. L’inizio dell’effettiva adesione dell’Ucraina alla Nato è un modo per porre fine alla guerra, non per espanderla. Perché ‘l’incertezza strategica’ servirà sempre come pretesto per la Russia per continuare ad attaccare l’Ucraina”.