La numerologa di Stato. Un nuovo colpo di scena nella campagna argentina imbarazza il governo in carica
di Laura LucchiniLa numerologa di Stato. È attorno la figura di “Pitty” che ruota l’ultimo colpo di scena della campagna elettorale argentina. Il governo in carica, erede di Cristina Kirchner, si è visto costretto ieri ad annunciare il licenziamento di María del Carmen Barros, direttrice della Banca della Nazione (BN) per aver pagato una figura dell’esoterismo come consulente per un periodo di sei mesi. La misura punitiva è stata annunciata con enfasi del ministro dell’Economia Sergio Massa che è anche il candidato a succedere al presidente uscente, di fede peronista, Alberto Fernandez. Un brutto affare per un Esecutivo accusato dai candidati oppositori di corruzione endemica.
Tutto inizia una settimana fa quando un’inchiesta giornalistica svela una serie di incarichi questionabili all’interno del più grande istituto di credito pubblico dell'Argentina. Al centro dell’inchiesta figura la presidente del BN Silvina Batakis, ex ministra dell’Economia, accusata di aver offerto poltrone pesanti ad amic…
La numerologa di Stato. È attorno la figura di “Pitty” che ruota l’ultimo colpo di scena della campagna elettorale argentina. Il governo in carica, erede di Cristina Kirchner, si è visto costretto ieri ad annunciare il licenziamento di María del Carmen Barros, direttrice della Banca della Nazione (BN) per aver pagato una figura dell’esoterismo come consulente per un periodo di sei mesi. La misura punitiva è stata annunciata con enfasi del ministro dell’Economia Sergio Massa che è anche il candidato a succedere al presidente uscente, di fede peronista, Alberto Fernandez. Un brutto affare per un Esecutivo accusato dai candidati oppositori di corruzione endemica.
Tutto inizia una settimana fa quando un’inchiesta giornalistica svela una serie di incarichi questionabili all’interno del più grande istituto di credito pubblico dell'Argentina. Al centro dell’inchiesta figura la presidente del BN Silvina Batakis, ex ministra dell’Economia, accusata di aver offerto poltrone pesanti ad amici e famigliari. In quest’ambito emerge l’ammissione di Veronica Laura Asad, meglio conosciuta come “Pitty”, di aver prestato consulenza per un periodo di sei mesi.
Asad, ha acquisito notorietà mediatica per la sua capacità di stabilire relazioni occulte tra numeri, esseri viventi e forze fisiche o spirituali. Lo spiega lei stessa in una conversazione con Jorge Lanata a Radio Mitre. Offre dettagli e racconta che il suo primo approccio con la BN è avvenuto attraverso la direttrice generale Carmen Barros. Quest’ultima era rimasta soddisfatta da una consulenza richiesta privatamente e ha proposto a “Pitty” un contratto, che sarebbe stato finanziato dall'istituto bancario.
Il contesto non è trascurabile. L’inflazione a settembre in Argentina ha toccato il 120%. Quattro persone su dieci nel Paese sono povere. Mancano quattro settimane alle urne e di fronte alla Casa Rosada, il palazzo presidenziale, sono state installate delle mense per i poveri che sono un monito e un’immagine plastica di una classe dirigente al capolinea. Il candidato dell’ultradestra che sfida Massa è Javier Milei, un turbo-liberista che ha fatto campagna principalmente attaccando la corruzione imperante: “Qué se vayan todos!”, tutti a casa.
María del Carmen Barros, guadagnava fino a ieri 24 mila euro al mese. La numerologa ha ricevuto per una consulenza di sei mesi, all’incirca 5.000 euro per esercitare l’arte divinatoria. La cifra è trascurabile, la sostanza no. Tanto più che è solo la punta dell’iceberg. Barros aveva assunto con contratti più significativi Héctor Javier Silva, marito di Batakis, la sua capa, nell’incarico di gestore dei sistemi. Così come Juan Carlos Pedemonte, suo figlio, in un altro incarico manageriale. Eppure il pugno di ferro di Massa – che in conversazioni private avrebbe detto “Non possiamo avere un altro scandalo di corruzione” – si è fermato a Barros e non ha toccato Batakis.
La corruzione aveva fatto saltare la scorsa settimana un altro incarico importante. Martín Insaurralde, ex capo di Stato Maggiore della provincia di Buenos Aires, figura del Kirchnerismo, fotografato a Marbella con uno yacht da 8.000 euro al giorno, Rolex e modella. E una dichiarazione dei redditi ufficiali di 3000 euro al mese.