Matt Gaetz, chi è il negazionista trumpiano della Florida che ha demolito lo Speaker Usa. Le accuse di abusi sessuali e mazzette
di Massimo BasileMatt Gaetz (a sinistra) e Kevin McCarthy (a destra)
(afp)NEW YORK - Il centro del dramma dei Repubblicani americani è un Florida Man trumpiano, un uomo dal passato controverso, negazionista dell’Olocausto, suprematista bianco, sfiorato da scandali sessuali e diventato nel frattempo il personaggio più temuto da tutto il Congresso. Matt Gaetz, avvocato, 41 anni. Il motivo è semplice: in ogni competizione ha sconfitto i Democratici. E da nove mesi ha messo in crisi il suo stesso partito e irritato la Casa Bianca per la sua linea filo russa. L’ultimo colpo di mano ha portato alla rimozione dello Speaker della Camera, il californiano Kevin McCarthy, e alla paralisi del Congresso. La mozione Gaetz è passata con 216 voti a favore e 210 contrari. Sì hanno votato i Democratici più otto Repubblicani, tutti esponenti dell’ala destra del partito e guidati dal deputato della Florida.
Il voto è stato storico, perché in più di cento anni mai uno Speaker era stato sfiduciato, ma McCarthy era entrato nella storia dalla parte sbagliata fin dall’inizio. Nove …
NEW YORK - Il centro del dramma dei Repubblicani americani è un Florida Man trumpiano, un uomo dal passato controverso, negazionista dell’Olocausto, suprematista bianco, sfiorato da scandali sessuali e diventato nel frattempo il personaggio più temuto da tutto il Congresso. Matt Gaetz, avvocato, 41 anni. Il motivo è semplice: in ogni competizione ha sconfitto i Democratici. E da nove mesi ha messo in crisi il suo stesso partito e irritato la Casa Bianca per la sua linea filo russa. L’ultimo colpo di mano ha portato alla rimozione dello Speaker della Camera, il californiano Kevin McCarthy, e alla paralisi del Congresso. La mozione Gaetz è passata con 216 voti a favore e 210 contrari. Sì hanno votato i Democratici più otto Repubblicani, tutti esponenti dell’ala destra del partito e guidati dal deputato della Florida.
Il voto è stato storico, perché in più di cento anni mai uno Speaker era stato sfiduciato, ma McCarthy era entrato nella storia dalla parte sbagliata fin dall’inizio. Nove mesi fa era stato eletto solo dopo quindici votazioni, cosa mai successa in più di 150 anni di storia, e solo dopo che Gaetz aveva ottenuto di poterlo sfiduciare con la semplice maggioranza e con una procedura ultra veloce. McCarthy aveva accettato il compromesso e da quel momento è cominciato il conto alla rovescia.
Nessuno ha mai dubitato che Florida Man sarebbe passato all’incasso, perché è un tipo vendicativo, capace di camminare sui resti di ogni avversario. La sua carriera politica è cominciata a 26 anni, da figlio d’arte (il padre era stato un senatore statale), quando era entrato alla Camera della Florida, e si era fatto subito notare per la sua battaglia a favore della cannabis, al punto da essere considerato a distanza di tempo il “padre della marijuana” della Florida. Sei anni dopo ha alzato l’asticella delle sue ambizioni e puntato a Washington. Gli è andata sempre bene, e in modo travolgente. Gaetz ha spazzato i suoi avversari in tutte le elezioni degli ultimi sette anni. Ha battuto nel 2016 Steven Specth di 38 punti; Jennifer Zimmerman di 34 punti nel 2018; Phil Ehr di 32 nel 2020 e Rebekah Jones di 35 lo scorso novembre. Il suo seggio è considerato dal Cook Political Report come quello più nettamente sbilanciato a favore dei Repubblicani. Lo indicano come futuro candidato alla carica di governatore della Florida, ma c’è tempo perché si parla del 2026.
Nel frattempo è la mina vagante del partito, quello che una volta invitò per il discorso sullo Stato dell’Unione di Donald Trump un negazionista dell’Olocausto, ma anche quello che ha partecipato a conferenze popolate di suprematisti, l’oppositore agli aiuti all’Ucraina e a qualsiasi intervento americano nel mondo, a cominciare dalla Somalia. Ed è soprattutto la proiezione di Trump dentro il Congresso e uno degli animatori del movimento Maga, Make America Great Again, che fa capo all’ex presidente. Gaetz è un sostenitore del tycoon fin dalla prima ora: appoggiò Trump nel 2016 e non lo ha più abbandonato. Questo dettaglio spiega perché sarà difficile che i suoi colleghi, che lo odiano ufficialmente da martedì, possano buttarlo fuori dalla Camera, nonostante un lungo elenco di sospetti e di accuse mai finite, però, in incriminazioni ufficiali.
Gaetz è stato sospettato negli anni di aver preso mazzette, ricevuto doni, è stato sfiorato da un’inchiesta in cui era stato accusato di aver avuto una relazione sessuale a pagamento con una ragazza di 17 anni, reato che in Florida è considerato molto grave. Ma a febbraio il dipartimento di Giustizia ha concluso che non c’erano elementi sufficienti per incriminarlo.
Dopo questo golpe che ha portato alla rimozione di McCarthy e fatto precipitare il partito nel dramma, si dice che i Repubblicani meditino la vendetta. La commissione Etica, a guida conservatrice, vorrebbe aprire il caso Gaetz e portare in aula il suo caso. Ma per essere espulso servono i due terzi dei voti dei rappresentanti. E cacciare Gaetz sarebbe un po’ come attaccare Trump, cosa impensabile considerato che il tycoon domina tutti i sondaggi delle primarie per la corsa alla presidenziali. E poi il deputato difficilmente si farà mettere all’angolo.
Ama il palcoscenico, avere i riflettori addosso. Sarà forse perché è nato in un posto che richiama il cinema ma non è il cinema: si chiama Hollywood, stesse palme di quella in California, solo che si trova nella costa est della Florida, tra Fort Lauderdale e Miami. E a soli venti minuti di auto da Mar-a-Lago, il resort dove vive l’altra mina vagante dentro il partito: Trump.