✕

Biden chiama Meloni. L’Italia verso nuovi aiuti all’Ucraina entro la fine dell’anno

(ansa)

Ascolta l'audio

Pressing degli Usa per avviare l’ottavo pacchetto per Kiev. Il governo italiano stringe i tempi ma emergono crepe con gli alleati della Lega
2 minuti di lettura

Il messaggio di Joe Biden è talmente chiaro che Giorgia Meloni non può che coglierlo al volo. «Meloni – fa sapere Palazzo Chigi - ha confermato il continuo e convinto supporto del governo italiano alle autorità ucraine in ogni ambito, finché sarà necessario e con l’obiettivo di raggiungere una pace giusta, duratura e complessiva». La premier interviene per prima tra i leader occidentali del G7, subito dopo la call con il Presidente degli Stati Uniti e la richiesta di mosse urgenti e concrete degli alleati a favore dell’Ucraina. Essere al fianco di Kiev significa sostegno politico e, soprattutto, militare. E infatti, l’esecutivo varerà presto un nuovo decreto per l’invio di materiale bellico.

Nonostante le scintille tra Antonio Tajani e Guido Crosetto sulla modalità dell’annuncio, nonostante la totale carenza di fondi, nonostante la difficoltà di difendere la scelta di fronte a un elettorato di destra sempre più restio a sostenere la sfida a Putin. E nonostante Matteo Salvini.

…

Il messaggio di Joe Biden è talmente chiaro che Giorgia Meloni non può che coglierlo al volo. «Meloni – fa sapere Palazzo Chigi - ha confermato il continuo e convinto supporto del governo italiano alle autorità ucraine in ogni ambito, finché sarà necessario e con l’obiettivo di raggiungere una pace giusta, duratura e complessiva». La premier interviene per prima tra i leader occidentali del G7, subito dopo la call con il Presidente degli Stati Uniti e la richiesta di mosse urgenti e concrete degli alleati a favore dell’Ucraina. Essere al fianco di Kiev significa sostegno politico e, soprattutto, militare. E infatti, l’esecutivo varerà presto un nuovo decreto per l’invio di materiale bellico.

Nonostante le scintille tra Antonio Tajani e Guido Crosetto sulla modalità dell’annuncio, nonostante la totale carenza di fondi, nonostante la difficoltà di difendere la scelta di fronte a un elettorato di destra sempre più restio a sostenere la sfida a Putin. E nonostante Matteo Salvini.

Fonti di primo piano del governo fanno sapere che il nuovo decreto interministeriale arriverà addirittura prima di Natale, per dare un segnale chiaro alla Casa Bianca. Entro l’anno, comunque.

Anche se da Palazzo Chigi non confermano questa tempistica. Resta il fatto che Kiev chiede aiuto e Roma dovrà darlo, anche per rispondere all’appello di Biden. Le forniture si concentreranno sulla difesa antiaerea, dunque soprattutto su pezzi di ricambio dei meccanismi antimissilistici e antidrone che l’Italia ha già assicurato all’Ucraina (assieme al sistema Samp-T, questo invece assemblato insieme ai francesi).

Eppure, mentre il governo lavora al pacchetto – è una discussione già avviata da tempo, anche attraverso interlocuzioni con gli emissari ucraini – emerge netta la sensazione che esistano alcuni ostacoli politici a complicare il compito della Difesa.

Uno, evidente, attiene al bilancio del dicastero nel 2023 e alla previsione di spesa per il 2024: servono risorse, i conti pubblici impongono tagli, la Difesa chiede all’Economia di Giancarlo Giorgetti risorse che al momento il Mef non sembra intenzionato a concedere. Senza considerare la lentezza dei rimborsi (tra l’altro soltanto parziali) che l’Europa – grazie all’European Peace Facility - dovrebbe assicurare ai Paesi che inviano materiale bellico a Kiev.

Ma c’è un altro problema, politico. Il patto non scritto tra Meloni e Salvini, in vigore dall’inizio della legislatura, recita: le forniture militari saranno garantite, ma senza troppa enfasi. In questo caso, la scelta di Tajani di rendere noto l’imminente invio dell’ottavo pacchetto complica il rapporto con il Carroccio. Ieri nessun leghista si è spinto a commentare la prossima spedizione di materiale bellico, forse su indicazione del vicepremier leghista (che ha invece confermato l’impegno per le sanzioni alla Russia). Ma la tregua difficilmente reggerà alle notizie delle prossime settimane. E toccherà a Meloni gestire un nuovo scontro con l’alleato.

Leggi i commenti