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L’amministrazione Biden dà l’ok alla costruzione di un altro pezzo di muro con il Messico. Biden: “Fondi già destinati per quello”

Il presidente cerca di porre un argine agli ingressi illegali in vista della campagna presidenziale del 2024. Proteste di ambientalisti e sinistra democratica. Trump: “Avevo ragione io”
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New York - Joe Biden costruisce il muro lungo il confine col Messico, lasciato incompleto da Donald Trump? Le cose non stanno esattamente così, ma la decisione dell’amministrazione democratica di sospendere 29 leggi federali allo scopo di alzare 32 chilometri di barriere nel Texas ha un importante valore politico per diversi motivi, come l’emergenza immigrazione, i rapporti con le città blu messe in crisi dall’arrivo degli illegali, e la campagna presidenziale del 2024.

È noto che la promessa di costruire un muro lungo tutte le 2.000 miglia di confine col Messico era stata la questione che aveva attirato più attenzione su Trump, quando nel 2016 si era candidato alla Casa Bianca. Poi in realtà le miglia coperte erano state solo 450, e per la maggior parte si era trattato di riparazioni fatte a barriere già esistenti.

Il giorno in cui aveva giurato come presidente, 20 gennaio 2021, Biden aveva fatto dichiarare alla sua amministrazione che «costruire un muro che copre l’intero con…

New York - Joe Biden costruisce il muro lungo il confine col Messico, lasciato incompleto da Donald Trump? Le cose non stanno esattamente così, ma la decisione dell’amministrazione democratica di sospendere 29 leggi federali allo scopo di alzare 32 chilometri di barriere nel Texas ha un importante valore politico per diversi motivi, come l’emergenza immigrazione, i rapporti con le città blu messe in crisi dall’arrivo degli illegali, e la campagna presidenziale del 2024.

È noto che la promessa di costruire un muro lungo tutte le 2.000 miglia di confine col Messico era stata la questione che aveva attirato più attenzione su Trump, quando nel 2016 si era candidato alla Casa Bianca. Poi in realtà le miglia coperte erano state solo 450, e per la maggior parte si era trattato di riparazioni fatte a barriere già esistenti.

Il giorno in cui aveva giurato come presidente, 20 gennaio 2021, Biden aveva fatto dichiarare alla sua amministrazione che «costruire un muro che copre l’intero confine meridionale non è una soluzione politica seria». Quindi i lavori lasciati incompleti da Trump erano stati fermati. Ora però il segretario della Homeland Security, Alejandro Mayorkas, ha stabilito che «attualmente esiste una necessità acuta e immediata di costruire barriere fisiche e strade in prossimità del confine degli Stati Uniti, per impedire ingressi illegali negli Usa nelle aree del progetto». 

Quindi il governo ha deciso di usare fondi già stanziati dal Congresso durante l’amministrazione Trump, per costruire 32 chilometri di barriera nella Rio Grande Valley, dove si trova McAllen. Questa è la regione dove all’epoca dell’invasione dei migranti minorenni non accompagnati c’era stato il più alto flusso di arrivi, con molti decessi, e adesso la crisi si sta ripetendo. Dall’inizio dell’anno 245.000 ingressi illegali sono avvenuti in questa zona, sullo sfondo di un’emergenza complessiva che ha coinvolto circa un milione di persone. Biden ha irrigidito le regole per l’asilo, sperando di scoraggiare le partenze, ma gli effetti sono stati limitati. Quindi ora ha deciso di costruire la barriera, almeno lungo le parti del confine più trafficate.

Non è un ritorno alle politiche di Trump, perché non c’è lo scopo demagogico di isolare l’intera frontiera meridionale, ma è comunque un cambio di linea significativo. Biden ha detto che si tratta di fondi già destinati a quella costruzione, spiegando di aver cercato di convincere il Congresso “a reindirizzare quei soldi. Non lo hanno fatto. Non lo faranno. Nel frattempo, non si può fare altro secondo la legge se non usare i soldi per lo scopo per cui sono stati stanziati. Non posso fermarlo". Ai reporter che gli chiedevano se ritenesse il muro efficace contro l’immigrazione clandestina ha risposto di “No”. 

I soldi erano realmente stati stanziati per quello scopo ma il presidente avrebbe potuto scegliere di non usarli. In realtà Biden lo ha deciso per diversi motivi. Il primo è che l’emergenza è vera, e va affrontata su vari aspetti con misure diverse, incluse le barriere. Il secondo è che i governatori repubblicani degli stati di confine, come appunto il Texas, stanno trasferendo molti degli illegali catturati verso le città gestite dai democratici, come New York e Chicago, che stanno scoppiando sotto questa pressione.

I sindaci si sono lamentati con l’amministrazione, chiedendo alla Casa Bianca soldi e interventi per garantire la sicurezza. Il terzo è che la campagna per le presidenziali del 2024 è cominciata, e Biden vuole evitare che il problema gli scoppi in mano, regalando a Trump, o chiunque sarà il candidato repubblicano, una facile arma da usare contro di lui, ripetendo il copione del 2016. Perciò ha pragmaticamente deciso che costruire questo pezzo di muro era utile, tanto per contrastare il fenomeno degli arrivi illegali, quanto per dare il segnale politico che lo ha compreso e se ne sta occupando. Ambientalisti e democratici contrari all’iniziativa hanno già protestato, ma le priorità politiche del presidente in questo momento prevalgono sulle loro lamentele. Intanto Trump prova a capitalizzare sulle divisioni in casa dem: “Biden dover infrangere ogni regola ambientalista per dimostrare che avevo ragione nel costruire il muro al confine, spero mi chieda scusa" con il Messico, ha scritto sul suo social Truth. 

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