La strage dei gatti: scaricati a centinaia nel deserto di Abu Dhabi. I volontari: “Muoiono di fame e sete. Una sofferenza inaccettabile”
di Rory CappelliIl corpo di uno dei gatti ritrovati ad Al Falah
“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”. Le notissime parole di Gandhi riecheggiano nel deserto di Abu Dhabi. Centinaia di gatti e anche alcuni cani sono stati ritrovati morti, in stato di decomposizione o agonizzanti nell’area desertica a ridosso di Al Falah, nei pressi del Falcon Hospital, struttura governativa emiratina che si occupa di animali selvatici, ma anche dei programmi di sterilizzazione dei randagi. E non si tratta della prima volta negli Emirati arabi.
La rete di volontari
Oipa International – organizzazione internazionale per la protezione degli animali – attraverso la sua rete di volontari ha dunque scoperto centinaia di gatti e qualche cane buttati in mezzo al nulla, un altro cimitero nascosto, dopo quello trovato nel 2020, invisibile oltre i grattacieli: corpi putrefatti, con le fauci spalancati per la morte in agonia. Gatti allo stremo, tutti con i microc…
“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”. Le notissime parole di Gandhi riecheggiano nel deserto di Abu Dhabi. Centinaia di gatti e anche alcuni cani sono stati ritrovati morti, in stato di decomposizione o agonizzanti nell’area desertica a ridosso di Al Falah, nei pressi del Falcon Hospital, struttura governativa emiratina che si occupa di animali selvatici, ma anche dei programmi di sterilizzazione dei randagi. E non si tratta della prima volta negli Emirati arabi.
La rete di volontari
Oipa International – organizzazione internazionale per la protezione degli animali – attraverso la sua rete di volontari ha dunque scoperto centinaia di gatti e qualche cane buttati in mezzo al nulla, un altro cimitero nascosto, dopo quello trovato nel 2020, invisibile oltre i grattacieli: corpi putrefatti, con le fauci spalancati per la morte in agonia. Gatti allo stremo, tutti con i microchip, tanti sterilizzati, non si capisce bene perché, visto che poi la fine che li aspettava era quella di agonizzare immersi senza scampo in temperature torride, senza cibo, acqua e riparo dal caldo.
Uno dei gatti salvati
“Per gli Emirati Arabi i gatti sono una specie invasiva”
“Negli Emirati Arabi i gatti sono considerati una specie invasiva”, spiega la responsabile relazioni internazionali Oipa International, Valentina Bagnato. “Per le città girano delle pest control companies, ‘società di disinfestazione’, che hanno il compito di raccogliere i gatti sul territorio. Spesso succede che accalappino gatti microchippati di proprietà: e infatti si sta cercando di capire se tra i mici ritrovati ancora in vita ad Al Falah ce ne sia qualcuno che è stato “perso”, spiega.
I trasportini con i gatti salvati dagli animalisti
"Non un episodio, ma una pratica”
Un altro fatto da considerare, continua Bagnato, “è che non è successo tutto in una notte: i volontari hanno trovati animali in fase avanzata di decomposizione. Significa che è una pratica che va avanti da tempo. Nello scorso weekend, il primo ottobre, gli animalisti locali ci hanno girato video e foto: le abbiamo pubblicate e in breve la storia è diventata virale”.
"Serve un’indagine”
Ma Oipa International non si fermerà qui. “Sto per inviare una lettera allo sceicco a capo della municipalità di Dubai e presidente degli Emirati Arabi”, spiega ancora Valentina Bagnato, “chiedendo un suo intervento anche di condanna di un gesto eticamente terribile, e chiedendo l’avvio di un’indagine su quanto è successo. Come mai, infatti, i gatti erano tutti microchippati e molti con i punti freschi della sterilizzazione? La responsabilità è della compagnia di disinfestazione oppure è una pratica che nasconde qualcos’altro?”.
Il corpo di uno dei gatti ritrovati ad Al Falah
La risposta del Dipartimento dei Comuni e dei Trasporti
Quando le immagini del cimitero dell’orrore hanno iniziato a girare, il Dipartimento dei Comuni e dei Trasporti (Dmt, Department of Municipalities and Transport) ha emanato una nota sostenendo “di aver avviato indagini sull'incidente dei gatti che secondo quanto riferito sono stati abbandonati nel deserto. La Dmt dopo aver ricevuto il rapporto ha immediatamente iniziato le indagini e prenderà tutte le misure amministrative e legali pertinenti disponibili”.
L’invito a “cooperare”
Di più. Si tratta di un atto “che contraddice la morale e i valori civili” della nazione, sottolinea Dmt, che “rispetta i sentimenti del pubblico e delle comunità e riconosce i contributi dei volontari nel rispondere a questo incidente. Il dipartimento esorta il pubblico a continuare a cooperare e comunicare condividendo qualsiasi dettaglio relativo all'incidente per garantire che la ricorrenza di pratiche in conflitto con la posizione del Dmt sul benessere degli animali sia debitamente evitata”.
Le “pest control companies”
Eppure la storia che esce fuori dalle decine di commenti al post su Instagram di Oipa International, che denuncia l’episodio, è molto diversa: “La cosa peggiore è che negli Emirati Arabi Uniti ci sono tanti luoghi come questo in cui i gatti vengono abbandonati e soffrono”, scrive Veganforever111. “Ho chiamato molte pest control companies, società di disinfestazione a Dubai che intrappolano i gatti, fingendo di essere interessato a eliminarli: e quando chiedo loro dove verranno portati, mi dicono in aree deserte da dove, promettono, i gatti non riusciranno mai ad uscire. Sono anni che posti come questo esistono a Dubai”, conclude.
"Mai più negli Emirati Arabi”
Jennifer invece si domanda: “Abbiamo perso la nostra umanità?!! Vergogna a questa gente e a questo governo che si preoccupa solo dei soldi, della fama e delle cose superficiali e finge di essere il migliore. Ho vissuto a Dubai, ma non metterò mai più piede negli Emirati Arabi Uniti”.
"Dare voce a chi voce non ha”
Miki_ad69 dice: “Vi prego di far rispettare le leggi sul benessere degli animali negli Emirati Arabi Uniti. Per favore, punite gli individui o le organizzazioni che prendono i nostri randagi e i nostri animali domestici e li gettano come spazzatura nel deserto per morire di una morte orribile e dolorosa. Per favore, sii la voce di chi non ha voce. Noi dovremmo proteggere i nostri animali: non trattarli così”.
Interviene anche Uae_animals_international: “Va avanti da un po', non è una tantum, è sistemica. Molti di loro hanno microchip, molti ancora con punti chirurgici nelle ferite. Nessuna tregua in questo posto, nessun riparo, cibo o acqua. Grazie a tutti i soccorritori e le cliniche veterinarie che hanno aiutato”.
Novantadue gatti e un cane, un golden retriever, sono stati salvati dai volontari: tutti molto deboli e fortemente disidratati: “E’ tremendo ed è eticamente inaccettabile”, dicono accarezzandoli, tra le lacrime.