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Israele dopo 50 anni preso di nuovo di sorpresa nell’anniversario della guerra del Kippur

L’attacco di oggi di Hamas è iniziato esattamente nel cinquantesimo del 6 ottobre 1973, quando una coalizione di stati arabi guidata da Egitto e Siria colpì lo Stato ebraico
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LONDRA – La coincidenza è troppo grande per essere casuale: l’attacco di terra e dall’aria di Hamas che ha colto di sorpresa Israele è iniziato alle prime ore di stamattina, esattamente cinquant’anni dopo l’inizio della guerra dello Yom Kippur, un altro attacco arabo che in un primo tempo colse impreparato lo Stato ebraico, al punto da fargli temere per qualche giorno di soccombere. Anche l’attacco odierno è avvenuto alla vigilia di una festività religiosa, quella di Simchat Torah. E anche stavolta gli autori dell’offensiva hanno dato l’impressione di prevalere, perlomeno nelle prime ore, causando un numero senza precedenti di morti e feriti tra militari e civili israeliani, oltre a catturare e prendere apparentemente come ostaggi decine di cittadini ebraici.

Cos’è la guerra dello Yom Kippur

La guerra dello Yom Kippur scoppiò il 6 ottobre 1973, nel giorno più sacro del calendario religioso ebraico, che a seconda degli anni cade in settembre o in ottobre: una giornata centrata sul…

LONDRA – La coincidenza è troppo grande per essere casuale: l’attacco di terra e dall’aria di Hamas che ha colto di sorpresa Israele è iniziato alle prime ore di stamattina, esattamente cinquant’anni dopo l’inizio della guerra dello Yom Kippur, un altro attacco arabo che in un primo tempo colse impreparato lo Stato ebraico, al punto da fargli temere per qualche giorno di soccombere. Anche l’attacco odierno è avvenuto alla vigilia di una festività religiosa, quella di Simchat Torah. E anche stavolta gli autori dell’offensiva hanno dato l’impressione di prevalere, perlomeno nelle prime ore, causando un numero senza precedenti di morti e feriti tra militari e civili israeliani, oltre a catturare e prendere apparentemente come ostaggi decine di cittadini ebraici.

Cos’è la guerra dello Yom Kippur

La guerra dello Yom Kippur scoppiò il 6 ottobre 1973, nel giorno più sacro del calendario religioso ebraico, che a seconda degli anni cade in settembre o in ottobre: una giornata centrata sul pentimento e sul perdono, in cui i credenti osservano un completo digiuno e ogni attività si ferma in tutto Israele. Una coalizione di stati arabi, guidata da Egitto e Siria, lanciò un attacco da sud e da nord contro lo Stato ebraico, nel tentativo di ottenere una clamorosa rivincita militare dopo la guerra del 1967, ribattezzata biblicamente da Israele “dei Sei Giorni”, per la rapidità con cui le sue forze sconfissero una vasta alleanza di Paesi arabi conquistando molto più territorio rispetto a quello che avevano preso nella guerra d’indipendenza del 1948: la Cisgiordania, Gaza e la penisola del Sinai.

In realtà, nei mesi e nelle settimane precedenti di quel 1973 il governo dell’allora premier israeliana Golda Meir aveva ricevuto segnali che gli arabi si preparavano a un nuovo attacco. Ma non erano stati presi sufficientemente in considerazione per varie ragioni, inclusa la ferma opposizione degli Stati Uniti, alleato e protettore principale di Israele, a un’azione preventiva israeliana contro i Paesi arabi, come quella che aveva dato inizio alla guerra del ’67, anche allora dopo avvertimenti che gli arabi si accingevano ad attaccare.

L’attacco a sorpresa

Il risultato di questa riluttanza ad agire fu che gli arabi attaccarono senza incontrare inizialmente alcuna resistenza. Le forze egiziane attraversarono il canale di Suez avanzando nel Sinai, mentre quelle siriane attaccarono contemporaneamente a nord sulle alture del Golan. Per tre giorni, le forze israeliane si trovarono sulla difensiva, costrette a ripiegare: c’era il timore di venire completamente sbaragliati, comprensibile in una nazione appena poco più grande dell’Emilia-Romagna. Il quarto giorno Israele riuscì a fermare l’offensiva egiziana a sud e a lanciare una contro-offensiva contro i siriani a nord che arrivò a spingersi in profondità in Siria, fino a bombardare nel giro di una settimana la capitale Damasco. Nel frattempo, a Sud, una sortita lanciata dal generale Ariel Sharon contro il parere dei suoi superiori riuscì a passare fra due divisioni egiziane attraverso il Sinai, attraverso il canale di Suez e giunse a 100 chilometri dal Cairo, uno sviluppo che fece pericolosamente salire la tensione fra Usa e Urss, che appoggiavano rispettivamente Israele e gli arabi. Entrambe le parti violarono un primo cessate il fuoco mediato dall’Onu, dichiarato il 22 ottobre. Un secondo cessato il fuoco, il 25 ottobre, mise fine alla guerra, interrompendo così le ostilità dopo 19 giorni di intensi combattimenti.

Le dimissioni di Golda Meir

Israele aveva prevalso ancora una volta, ma lo spavento era stato grande. Le accuse per l’impreparazione che aveva permesso agli arabi di prendere le forze israeliane di sorpresa contribuirono alle dimissioni di Golda Meir l’anno successivo, nonostante una sua vittoria alle urne nel dicembre ’73. Pur sconfitti, gli arabi in generale e l’Egitto in particolare sentirono di avere almeno in parte riscattato l’umiliante batosta subita nella guerra del ’67. In ultima analisi, la guerra dello Yom Kippur creò i presupposti, sia da parte israeliana che da parte egiziana, per la storica pace del 1979 fra Israele ed Egitto, primo Paese arabo a riconoscere lo Stato ebraico, in cambio della restituzione della penisola del Sinai.

Le somiglianze

Vedremo se la storia si ripeterà anche in questo caso. Da allora, molte cose sono cambiate in Medio Oriente. Eppure, non mancano le somiglianze, a cominciare dall’impreparazione di Israele all’attacco, che l’opposizione israeliana potrebbe rimproverare al governo di Benjamin Netanyahu come avvenne per quello di Golda Meir. Non a caso la controversa riforma della giustizia portata avanti da Netanyahu ha provocato da mesi non solo proteste di massa, ma allarme su come le divisioni interne potessero indebolire la sicurezza nazionale. L’altra somiglianza è che un piano di pace, nel caso odierno, esiste addirittura già: quello mediato dagli Usa per un accordo fra Israele e Arabia Saudita che non sarebbe meno storico di quello fra Israele ed Egitto.

Il rischio dell’effetto opposto

Ma oggi l’attacco a sorpresa palestinese potrebbe ottenere l’effetto opposto: se la guerra dello Yom Kippur creò involontariamente le premesse per la pace del ’79 fra Gerusalemme e il Cairo, quello odierno rischia di compromettere o rendere ancora più difficile la pace fra Gerusalemme e Riad, nei cui negoziati sono coinvolti i palestinesi guidati da Abu Mazen in Cisgiordania ma a cui si oppongono i palestinesi di Hamas a Gaza e i loro protettori in Iran. Come segnala già stamane Hezbollah, il movimento libanese controllato da Teheran, affermando esplicitamente che l’attacco di Hamas è “un segnale all’Arabia Saudita” affinché non faccia la pace con Israele.

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