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Da Berlino a New York, estremisti pro-Hamas festeggiano l’attacco a Israele

(afp)
Da Londra fino al centro migranti sull’isola greca di Samos, ci sono state ristrette dimostrazioni per celebrare l’incursione palestinese. Rafforzata la sicurezza in varie città, cresce il timore di incidenti e aumenta il volume di teorie complottiste online
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Dopo il violento attacco a sorpresa di Hamas contro Israele, festeggiamenti e manifestazioni di sostegno si sono tenute in diverse città della regione, da Teheran, Iran, a Beirut, Libano: e anche ad Istanbul, Turchia, dove centinaia di persone hanno chiesto di “mandare soldati turchi a proteggere Gaza”.

Manifestazioni da Londra e Berlino

Ma scene di esultanza sono state segnalate anche nel quartiere di Acton, Londra, dove ieri sera una dozzina di persone sono scese in strada suonando i clacson e sventolando la bandiera palestinese, come mostrano le immagini amatoriali postate su X, l’ex Twitter, da Rachel Riley del Center for Countering Digital Hate.

E infatti la polizia londinese fa sapere di aspettarsi altre proteste e di temere possibili scontri, tanto da aver rinforzato la sorveglianza di sinagoghe e altri centri di cultura ebraica. Una misura intrapresa anche in Italia e Francia. A tarda sera, pure a Berlino alcune decine di persone vestite di nero hanno intonato slogan…

Dopo il violento attacco a sorpresa di Hamas contro Israele, festeggiamenti e manifestazioni di sostegno si sono tenute in diverse città della regione, da Teheran, Iran, a Beirut, Libano: e anche ad Istanbul, Turchia, dove centinaia di persone hanno chiesto di “mandare soldati turchi a proteggere Gaza”.

Manifestazioni da Londra e Berlino

Ma scene di esultanza sono state segnalate anche nel quartiere di Acton, Londra, dove ieri sera una dozzina di persone sono scese in strada suonando i clacson e sventolando la bandiera palestinese, come mostrano le immagini amatoriali postate su X, l’ex Twitter, da Rachel Riley del Center for Countering Digital Hate.

E infatti la polizia londinese fa sapere di aspettarsi altre proteste e di temere possibili scontri, tanto da aver rinforzato la sorveglianza di sinagoghe e altri centri di cultura ebraica. Una misura intrapresa anche in Italia e Francia. A tarda sera, pure a Berlino alcune decine di persone vestite di nero hanno intonato slogan pro-Hamas.

Mentre un video pubblicato su TikTok mostra invece l’esultanza di un gruppo di uomini rinchiusi in un campo migranti sull’isola di Samos, in Grecia – molti dei quali provenienti da Siria ed Iraq – mentre intonano “Allah Akbar” – “Dio è grande” e fanno il segno di vittoria.

La marcia di New York

Pure a Toronto manifestanti hanno celebrato gli attacchi gridando di “Palestina libera”. Ma è soprattutto in America che gruppi studenteschi filo-palestinesi e attivisti musulmani hanno lodato pubblicamente l’offensiva, condannando lo stato ebraico. A New York un gruppo di manifestanti ha marciato attraverso la stazione dei treni di Grand Central portando cartelli con la scritta: “La resistenza è giustificata”.

Mentre slogan di giubilo inneggianti alla “eroica resistenza palestinese” sono apparsi in numerose università americane. Una pletora di gruppi minori - Within Our Lifetime, Samidoun, Decolonize This Place, Al-Awda e altri - si è già data appuntamento per oggi a Time Square, e domani davanti al consolato israeliano sulla second avenue, nel cuore di New York, per esprimere pubblicamente il loro sostegno.

Parteciperanno anche i Democratic Socialists of America che hanno già espresso “solidarietà al popolo palestinese e al suo diritto di resistere”. Anche nella Grande Mela, dunque, l’allerta è alta, visto che già in passato le loro manifestazioni sono sfociate in violenze contro gli ebrei e in condanne per crimini d’odio. E infatti la governatrice di New York, Kathy Hochul, ha già definito le manifestazioni in programma “abominevoli e moralmente ripugnanti”. Intanto però, sit in e marce anti-israeliane sono annunciate in altre 20 città fra Stati Uniti e Canada. A essere presidiati saranno i consolati israeliani di San Francisco e Atlanta.

I gruppi di estrema destra

L’organizzazione “Student for Justice in Palestine” che ha capitoli all’interno della City University of New York, l’American University, la Rutgers, l’UC San Diego, l’Università del Minnesota e la San Jose State University, ha pubblicato alcuni post su Instagram sostenendo che “La Palestina non sarà liberata da un giorno all’altro: è un processo a lungo termine. Siamo solidali con gli oppressi, i colonizzati, e con chi lotta per la libertà”.

La virulenza del gruppo è da tempo monitorata e segnalata dalla Anti Defamation League, la più antica organizzazione ebraica d’America a battersi contro i crimini d’odio.

Intanto, ad applaudire l’azione di Hamas, ci sono anche i suprematisti bianchi di National Justice, col loro leader Mike Peinovich che ha applaudito i palestinesi per “aver intrapreso un’azione audace e coraggiosa”. Mentre Jon Eugene Minadeo, leader di un altro gruppo di estrema destra, l’antisemita Goyim Defense League ha addirittura detto: “I palestinesi stanno uccidendo la sinagoga di Satana. Dio benedica questi uomini coraggiosi”. Clima infuocato anche online: dove, sempre secondo l’Anti-Defamation League, la retorica antisemita e le teorie del complotto nelle ultime ore stanno rapidamente aumentando.

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