Biden al fianco di Israele: “Attacco terroristico, ha diritto a difendersi”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK — Il presidente Biden ha reagito agli attacchi di Hamas contro Israele lanciando un messaggio netto, affinché nessuno sfrutti le differenze politiche col premier Netanyahu allo scopo di indebolire il sostegno per lo Stato ebraico. Washington sta mobilitando le sue risorse diplomatiche, per spingere i paesi della regione a riportare la calma e contenere l’influenza dell’Iran. L’attacco però ha sorpreso l’intelligence americana, come quella israeliana, e compromette il piano di lungo termine dell’amministrazione per la stabilità del Medio Oriente, basato sulla normalizzazione dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita.
Il capo della Casa Bianca è stato svegliato nella notte, per informarlo dell’attacco. Quindi ha parlato prima con Netanyahu e poi col re giordano Abdullah. Verso le tre del pomeriggio si è presentato davanti alle telecamere per esprimere la sua condanna: «Gli Stati Uniti sono con Israele, al suo fianco, contro questo attacco inconcepibile. Il sostegno della m…
NEW YORK — Il presidente Biden ha reagito agli attacchi di Hamas contro Israele lanciando un messaggio netto, affinché nessuno sfrutti le differenze politiche col premier Netanyahu allo scopo di indebolire il sostegno per lo Stato ebraico. Washington sta mobilitando le sue risorse diplomatiche, per spingere i paesi della regione a riportare la calma e contenere l’influenza dell’Iran. L’attacco però ha sorpreso l’intelligence americana, come quella israeliana, e compromette il piano di lungo termine dell’amministrazione per la stabilità del Medio Oriente, basato sulla normalizzazione dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita.
Il capo della Casa Bianca è stato svegliato nella notte, per informarlo dell’attacco. Quindi ha parlato prima con Netanyahu e poi col re giordano Abdullah. Verso le tre del pomeriggio si è presentato davanti alle telecamere per esprimere la sua condanna: «Gli Stati Uniti sono con Israele, al suo fianco, contro questo attacco inconcepibile. Il sostegno della mia amministrazione alla sua sicurezza è solido come una roccia e incrollabile». Quindi ha aggiunto che l’assalto «è stato orchestrato da un’organizzazione terroristica, Hamas», e lo Stato ebraico «ha il diritto di difendersi e difendere la sua gente». Poi ha lanciato un ammonimento: «Avvertiamo anche qualunque parte ostile ad Israele a non cercare di avvantaggiarsi da questa situazione». Inequivoca è stata anche la condanna del segretario generale dell’Onu Guterres, «sconvolto delle notizie secondo cui i civili sono stati attaccati e rapiti dalle loro case». Oggi il Consiglio di Sicurezza si riunirà per discutere la crisi. Sul piano interno però Biden è stato criticato da Trump, che gli ha rimproverato di aver dato 6 miliardi di dollari all’Iran per la recente liberazione di alcuni detenuti americani. «Quei soldi - ha risposto la Casa Bianca - non hanno nulla a che vedere con l’attacco. Sono stati concessi per acquisti di natura umanitaria e non ancora spesi».
Biden, che l’anno scorso aveva visitato Israele e fatto il primo volo diretto dallo Stato ebraico all’Arabia, non ha mai nascosto le divergenze con Netanyahu, sollecitandolo a bloccare la controversa riforma dalla giustizia e gli insediamenti che compromettono la soluzione dei due stati. Però durante l’ultima Assemblea Generale dell’Onu aveva incontrato il premier, invitandolo alla Casa Bianca. Lo scopo era finalizzare il negoziato per normalizzare i rapporti con Riad, che prevede garanzie di sicurezza degli americani per i sauditi contro l’Iran, e costruzione di un programma nucleare civile per l’energia.
Secondo il Wall Street Journal, Riad ha promesso in cambio di allentare la collaborazione con la Russia e aumentare la produzione di petrolio all’inizio del prossimo anno, per contenere i prezzi della benzina e l’inflazione durante le presidenziali Usa. La Reuters ha scritto che le concessioni di Israele ai palestinesi non sono per l’Arabia una condizione irrinunciabile, ma il principe Mohammed bin Salman ha detto a Fox News che tiene a questo punto. L’ex ambasciatore americano in Israele Martin Indyk, durante un forum del Council on Foreign Relations, ha commentato: «La verità è che l’intera architettura di Biden per il Medio Oriente si basava su questa intesa fra la più forte potenza militare della regione e quella più ricca, per potersi concentrare sulla Russia in Ucraina e la sfida cinese. Ora è saltata e dovrà cambiare strategia, mobilitando tutti i paesi dell’area per cercare quanto meno di fermare la violenza». Un colpo per il presidente, che così passa dalla speranza di annunciare un accordo storico prima delle elezioni, alla necessità di spiegare perché non ha prevenuto un conflitto che si aggiunge ora alle sfide di Mosca e Pechino. Ma Stati Uniti e Israele starebbero discutendo di aiuti militari per la difesa aerea, come afferma un alto funzionario della Casa Bianca durante un briefing con i giornalisti. La questione però sarebbe complicata dalla situazione del Congresso, dove la Camera è priva di un leader, perché è necessario approvare lo stanziamento dei fondi.