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La colpa degli Usa e le armi di Kiev ad Hamas, la contronarrazione di Mosca sull'attacco contro Israele

Lavrov incolpa gli Stati Uniti per "aver ignorato la necessità di uno Stato Palestinese". Il portavoce del Cremlino sostiene che le armi destinate a Kiev siano state rivendute ai terroristi. L'Ucraina: "Disinformazione"
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L’attacco di Hamas contro Israele? Colpa degli Stati Uniti. La soluzione? La creazione di uno Stato palestinese. Parola del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Ricevendo a Mosca il presidente della Lega Araba, l’ex ministro degli Esteri egiziano Ahmed Abul el-Gheit, ha accusato gli Stati Uniti per il loro “approccio distruttivo”, così lo ha definito, “che ha ignorato la necessità di uno Stato palestinese indipendente” entro i confini del 1967.


La colpa degli Stati Uniti

Washington, ha detto Lavrov, ha cercato di “monopolizzare” il dialogo tra palestinesi e israeliani e di abbandonare la creazione di uno Stato palestinese in favore di colloqui volti ad alleviare i problemi socio-economici dei palestinesi. “Non posso non menzionare la politica distruttiva degli Stati Uniti che ostacola gli sforzi collettivi nel quadro del Quartetto di mediatori internazionali”, composto da Nazioni Unite, Unione Europea, Stati Uniti e Russia, e istituito nel 2002 con il mandato di aiutare …

L’attacco di Hamas contro Israele? Colpa degli Stati Uniti. La soluzione? La creazione di uno Stato palestinese. Parola del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Ricevendo a Mosca il presidente della Lega Araba, l’ex ministro degli Esteri egiziano Ahmed Abul el-Gheit, ha accusato gli Stati Uniti per il loro “approccio distruttivo”, così lo ha definito, “che ha ignorato la necessità di uno Stato palestinese indipendente” entro i confini del 1967.


La colpa degli Stati Uniti

Washington, ha detto Lavrov, ha cercato di “monopolizzare” il dialogo tra palestinesi e israeliani e di abbandonare la creazione di uno Stato palestinese in favore di colloqui volti ad alleviare i problemi socio-economici dei palestinesi. “Non posso non menzionare la politica distruttiva degli Stati Uniti che ostacola gli sforzi collettivi nel quadro del Quartetto di mediatori internazionali”, composto da Nazioni Unite, Unione Europea, Stati Uniti e Russia, e istituito nel 2002 con il mandato di aiutare a mediare la pace e di sostenere i palestinesi nel cammino verso un’eventuale statualità.

La “distruzione dei terroristi” è una strategia che è già stata applicata da Israele, ma che non ha mai contribuito a risolvere il “problema fondamentale”, ha detto Lavrov. “Il problema palestinese non può più aspettare”. Per il capo della diplomazia russa, la creazione di uno Stato palestinese è invece la soluzione “più credibile” alla guerra tra Israele e Hamas.

La contronarrazione di Mosca

Non è soltanto Lavrov a portare avanti la contronarrazione russa. Il primo a prendersela con quegli “idioti” di “Washington e alleati” era stato già il 7 ottobre Dmitrij Medvedev, l’ex presidente e premier russo, oggi numero due del Consiglio di sicurezza. “Invece di lavorare attivamente a una soluzione israelo-palestinese” – era la sua accusa – “interferiscono” con la Russia e “forniscono aiuti su vasta scala ai neonazisti”. Vale a dire, nel mondo di Medvedev, gli ucraini.

Anche la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova aveva sin da subito incolpato implicitamente l’Occidente accusandolo di aver bloccato gli sforzi nell’area del “Quartetto” e così aizzato l’escalation di violenza.

Le teorie cospirazioniste anti-Lgbt

Ma sul web abbondano le teorie cospirazioniste più disparate. La ricostruzione più fantasiosa è quella di Boris Jakemenko, conduttore del programma “Mattina Z” sul canale Solovjov Live, che ha attribuito la violenza contro Israele alla “totale mancanza di comprensione di ciò che sta accadendo, con tutti questi generi, con tutti questi strani fenomeni!”. Un riferimento al mondo Lgbt messo di fatto al bando in Russia.


Accusa: le armi dall’Ucraina

Anche il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ci ha messo del suo. Avvertendo dell’"alto” rischio dell’ingresso di “forze terze” nel conflitto, una “situazione potenzialmente carica del pericolo di ricadute”, ha lasciato intendere che parte delle armi inviate dall’Occidente all’Ucraina siano state rivendute nel mondo e, di conseguenza, anche ad Hamas.

“Gli israeliani studieranno nel dettaglio la provenienza di queste armi. Hanno tutte le strutture di intelligence necessarie per farlo. È ovvio che le centinaia di migliaia di tonnellate di armi che l’Occidente invia sul territorio dell'Ucraina non si fermano completamente lì e che alcune vengono vendute dai “baroni delle armi” in tutto il mondo. Questo tutti lo sanno bene”, ha detto Peskov.


Un’accusa a cui Kiev era preparata. Secondo l’intelligence militare ucraina Hur, i servizi speciali russi stanno conducendo una campagna di disinformazione per dipingere Kiev come primo fornitore di armi ad Hamas, usando come “fonte” Ruslan Syrovyi, un tenente anziano del servizio di frontiera ucraino “traditore” fuggito a Mosca, ma in realtà avrebbero trasferito armi di fabbricazione occidentale sequestrate in Ucraina all’organizzazione palestinese nel tentativo deliberato di screditare Kiev. Il conflitto tra Mosca e Ucraina ora si combatte pure in Medio Oriente.

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