Raji Sourani, avvocato dei diritti umani a Gaza: “Bombardamenti continui sappiamo che ci massacreranno”
di Laura LucchiniIl bombardamento sulla Palestine Tower a Gaza
Raji Sourani, 1953, è un avvocato per i diritti umani che è nato ed ha sempre vissuto a Gaza. Ha fondato il Palestinian Center for Human Right e condotto numerose battaglie per i diritti dei civili palestinesi. Quando risponde alla chiamata di Repubblica si trova a Gaza, nella sua casa. “I bombardamenti sono incessanti”, assicura.
Dove si trova e come sta?
Sono a Gaza nella parte Est della città in un quartiere residenziale, un posto normalmente sicuro. Ma non posso uscire di casa perché è terribilmente pericoloso. Ed è una situazione senza precedenti per me. Senza precedenti a Gaza. Non c’è un posto sicuro qui. Tutta la notte non abbiamo dormito. Per via dei jet fighters che continuano a volare e i droni che bombardano tutto il tempo, indiscriminatamente, ovunque. Ogni venti minuti abbiamo la sensazione che l’edificio possa completamente crollare su di me e la mia famiglia. Non riesci mai a capire se il target è il tuo edificio o quello accanto. E’ molto duro. E’ unico e s…
Raji Sourani, 1953, è un avvocato per i diritti umani che è nato ed ha sempre vissuto a Gaza. Ha fondato il Palestinian Center for Human Right e condotto numerose battaglie per i diritti dei civili palestinesi. Quando risponde alla chiamata di Repubblica si trova a Gaza, nella sua casa. “I bombardamenti sono incessanti”, assicura.
Dove si trova e come sta?
Sono a Gaza nella parte Est della città in un quartiere residenziale, un posto normalmente sicuro. Ma non posso uscire di casa perché è terribilmente pericoloso. Ed è una situazione senza precedenti per me. Senza precedenti a Gaza. Non c’è un posto sicuro qui. Tutta la notte non abbiamo dormito. Per via dei jet fighters che continuano a volare e i droni che bombardano tutto il tempo, indiscriminatamente, ovunque. Ogni venti minuti abbiamo la sensazione che l’edificio possa completamente crollare su di me e la mia famiglia. Non riesci mai a capire se il target è il tuo edificio o quello accanto. E’ molto duro. E’ unico e senza precedenti.
La sua famiglia si può nascondere in un posto sicuro?
Non abbiamo rifugi né pubblici né privati. Non sai da dove possa arrivare l’attacco, dal cielo o dai cannoni. E ora si prepara l’operazione di terra. Da ieri sono state colpite intere torri di appartamenti e case di civili come strutture del governo.
Come è stata la sua giornata di sabato?
Non posso lasciare la casa nemmeno per cinque minuti. Vorrei che vedeste con i vostri occhi anche solo per pochi minuti. Non tornereste mai più. È l’inferno di bombardamenti e missili. Da quando abbiamo iniziato a parlare già tre volte la casa ha tremato come se ci fosse un terremoto. E Sabato è stato uguale. È la prima volta che non possiamo nemmeno raggiungere i nostri uffici per l’intensità dell’attacco. I combattimenti sono al di fuori di Gaza. Non ci sono miliziani qui. I bombardamenti sono sui civili.
Ha combattuto tutta la vita in difesa dei diritti umani dei palestinesi a Gaza. Che significato hanno gli eventi di sabato per lei?
Ovviamente quello che è accaduto è orribile. Ma sei tu sei un cittadino di Gaza e non puoi viaggiare, non puoi lavorare, non puoi avere cittadinanza e sei costretto tra muri. E se sei stato vittima di bombardamenti e hai perso la famiglia. E non hai lavoro, non hai futuro, e sei soggetto a umiliazione e oppressione per nulla di sbagliato che hai fatto. Come ci si può aspettare che tu sia per sempre “una buona vittima”? La situazione a Gaza è drammatica. Siamo scollegati dal mondo, la disoccupazione è al 75%, l’85% dipendono da Unrwa e WFP per il cibo. Ci hanno portato ad essere Paese di mendicanti, nonostante la percentuale di laureati sia altissima. Viviamo nel Medio Evo. La nostra acqua non è potabile. Non c’è elettricità. Non possiamo fare nulla per noi stessi. Non abbiamo giustizia. Non c’è dignità. È intollerabile.
Giustifica quello che è successo?
Non lo giustifico nel modo più assoluto. Ma lo capisco ….
Proprio come avvocato dei diritti umani cosa pensa delle immagini dei civili israeliani sequestrati e portati via dalle loro famiglie?
Io sono a favore della dignità umana. Tutto ciò che riguarda i civili è l’abc del mio lavoro. Ed è certo e fuori da ogni dubbio che ogni azione contro i civili va condannata nel modo più fermo. Ma invito a non essere selettivi, non ci sono solo i civili israeliani. Anche noi siamo civili. Io sono un civile, mia moglie lo è, anche i miei figli lo sono, e i miei colleghi, i miei amici, i miei vicini…. E ci confrontiamo con la morte ogni secondo e siamo spaventati. Ogni guerra e operazione che Israele ha fatto abbiamo sempre detto che non abbiamo problemi se bombardano Hamas, la Jihad e chi li aiuta. Ma perché i civili? Chi sono dunque gli obiettivi? Come organizzazione dei diritti umani ci siamo sempre rivolti alle corti internazionali per difendere i civili palestinesi. Ma a nessuno interessa.
Cosa si aspetta che succeda? Netanyahu ha invitato i civili a lasciare Gaza….
Tecnicamente solo ce ne possiamo andare in Egitto, ma attualmente il confine è chiuso e quando è aperto, ci sono restrizioni numeriche. Anche volendo, 2,4 milioni di palestinesi non possono riuscire ad andarsene attraverso quella via. In questo momento esatto, nessuno può lasciare Gaza. Ho ascoltato Netanyahu con molta attenzione ieri sera. Ma dove possiamo andare? Le nostre famiglie abitano qui da sempre. Non ce ne andremo anche se ci massacreranno. Non siamo criminali e non possiamo essere trattati come tali. Ma sappiamo anche che loro non minacciano, agiscono. Lo abbiamo visto in numerose circostanze. Sappiamo che ci massacreranno.