✕

Liverpool, la notte in cui il Labour ha riconquistato la comunità ebraica: “Non vi abbandoneremo mai”

Keir Starmer

 (afp)
Nell’ultima sera di conferenza del partito, il leader Keir Starmer e i tutti i ministri “ombra” si sono presentati a sorpresa a un evento dei “Friends of Israel”. Fuori, file chilometriche in segno di solidarietà. Archiviata definitivamente l’era Corbyn: “Abbiamo sradicato l’antisemitismo nei nostri ranghi”
2 minuti di lettura

LIVERPOOL - “Siamo con voi. Non vi abbandoneremo mai più”. È l’ultima sera della conferenza annuale del Labour a Liverpool, molti stanno cenando o sono già entrati alla tradizionale festa del Daily Mirror. Ma intanto, dalle 21, una marea di persone si mette in fila per un evento che inizia tra mezz’ora: un incontro dell’associazione Labour Friends of Israel.

In genere questi eventi serali non ufficiali del partito non sono molto seguiti: vi partecipano poche decine di persone. Stavolta invece, dopo il brutale massacro di sabato in Israele da parte di Hamas e dopo un intenso impegno di ben tre anni del leader Sir Keir Starmer per rendere il partito nuovamente presentabile agli occhi della comunità ebraica, la risposta degli iscritti laburisti è straordinaria.

Code chilometriche al'Exhibition Centre di Liverpool, che si stendono addirittura lungo due piani dell’enorme palazzo di conferenze: persone di tutte le fedi, non solo ebree. Solo il discorso del leader Sir Keir Starmer ieri, l’ev…

LIVERPOOL - “Siamo con voi. Non vi abbandoneremo mai più”. È l’ultima sera della conferenza annuale del Labour a Liverpool, molti stanno cenando o sono già entrati alla tradizionale festa del Daily Mirror. Ma intanto, dalle 21, una marea di persone si mette in fila per un evento che inizia tra mezz’ora: un incontro dell’associazione Labour Friends of Israel.

In genere questi eventi serali non ufficiali del partito non sono molto seguiti: vi partecipano poche decine di persone. Stavolta invece, dopo il brutale massacro di sabato in Israele da parte di Hamas e dopo un intenso impegno di ben tre anni del leader Sir Keir Starmer per rendere il partito nuovamente presentabile agli occhi della comunità ebraica, la risposta degli iscritti laburisti è straordinaria.

Code chilometriche al'Exhibition Centre di Liverpool, che si stendono addirittura lungo due piani dell’enorme palazzo di conferenze: persone di tutte le fedi, non solo ebree. Solo il discorso del leader Sir Keir Starmer ieri, l’evento più atteso della kermesse, ha attratto lo stesso numero di persone. Scene che nel Labour di solo tre anni fa, quando era al comando il controverso Jeremy Corbyn accusato di antisemitismo, sarebbero state impossibili da vedere.

A un certo punto, poco prima delle 21.30, proprio Starmer e tutto il governo “ombra” (ossia i deputati del partito che diventeranno ministri qualora il Labour vincesse le elezioni nel 2024) si dirigono in blocco verso l’evento. Oltre al leader, ecco Rachel Reeves, la titolare dell’Economia designata, e poi David Lammy, il ministro degli Esteri ombra, John Healey per la Difesa e quella dell’Interno Yvette Cooper, tra gli altri. La sala 4F dove si tiene la reception si riempie rapidamente, è subito stracolma. Riusciamo a entrare solo perché eravamo in fila da 40 minuti, mentre altre centinaia di persone vengono respinte: “Ci spiace”, recita un annuncio, “ma abbiamo raggiunto il livello massimo di partecipanti. Grazie del vostro sostegno”.

Foto di Antonello Guerrera

 

L’evento è presieduto dal deputato laburista scozzese Steve McCabe, a capo dei Labour Friends of Israel. Si prega, ci si commuove, si osservano minuti di toccante silenzio, si invoca shalom, la pace. Poi sale sul palco Starmer, che recita un discorso intenso e toccante: “Grazie di essere qui, tutti. Sono scioccato e devastato dagli attentati in Israele e dalla strage di uomini, donne e bambini da parte di Hamas. Come partito continueremo a perseguire la soluzione a due Stati per israeliani e palestinesi, ma Israele ha il diritto di difendersi. I terroristi vogliono fare di tutto per distruggere ogni tentativo di pace. Ma non ci divideranno. Abbiamo sradicato l’antisemitismo dal nostro partito e non torneremo mai più indietro. L’antisemitismo non vincerà mai nella nostra società”. Scrosci di applausi.

Poi tocca a Rachel Reeves, probabile futura cancelliera dello Scacchiere: “Prego per voi e per tutti i vostri amici e familiari toccati direttamente dagli attentati in Israele. Faremo tutto il possibile per starvi accanto e per consegnare alla giustizia i responsabili di questo barbaro attacco”. Poi la ministra ombra dell’Interno, Yvette Cooper: “In Gran Bretagna nessuno più dovrà avere paura di andare in sinagoga o portare la kippah o indossare giacche di scuole ebraiche. Nel nostro Paese, gli ebrei saranno al sicuro. E da ministra farò di tutto per prendere ogni provvedimento contro chi manifesta e glorifica terroristi come Hamas e diffonde la loro apologia”. Cooper si riferisce alle ultime manifestazioni a Londra di attivisti pro palestinesi che hanno difeso le atroci azioni dei terroristi di Hamas.

Poi tocca a Lammy, il ministro ombra degli Esteri: “Hamas non sono combattenti. Hamas è terrorismo. Non ci sono parole adeguate per descrivere cosa hanno fatto a quei poveri bambini in Israele”. Poi sottolinea: “Dobbiamo prepararci a tempi difficili: quando partirà l’offensiva israeliana a Gaza, è possibile che aumentino nel Regno Unito gli atti antisemiti, contro i nostri amici ebrei”. Scorre un brivido lungo la schiena di tutti. "Ma potete starne certi, saremo sempre al vostro fianco e non vi abbandoneremo mai”. Applausi e sospiri. La missione di Keir Starmer, il cui primo obiettivo dopo esser diventato leader nel 2020 fu proprio ricucire con la comunità ebraica, sembra compiuta. Finalmente, il Labour è tornato un partito in cui gli ebrei si sentono ascoltati e protetti.

Leggi i commenti