"L’ultimo bacio per dire che ci siamo amati fino alla fine”, il selfie dei sopravvissuti al rave di Re’im
di Benedetta Perilli“All’improvviso hai deciso di fare un selfie. Mi sono arrabbiata, ti ho detto ‘ma cosa c’entra in questo momento?’. Mi hai spiegato che lo volevi fare perché se fossimo morti almeno le nostre famiglie avrebbero potuto sapere che ci siamo amati fino alla fine”.
Allora Nir si muove il più silenziosamente possibile, tira fuori dalla tasca dei pantaloni il cellulare, si avvicina al volto di Amit – che come lui giace tra i cespugli dove si sono nascosti per sfuggire ai miliziani di Hamas – e la bacia. Tutto intorno solo il rumore degli spari, le urla, l’incalzare dei passi.
Un ultimo bacio per dire a chi gli vuole bene che davanti alla morte ha vinto il loro amore. Difficile credere che potesse essere diversamente dopo quello che la coppia, insieme da alcuni mesi, ha visto scappando dal Nova Festival, il rave di musica elettronica e psichedelia diventato una tomba per oltre 260 partecipanti rimasti uccisi sotto i colpi degli uomini di Hamas infiltrati nel territorio israeliano l…
“All’improvviso hai deciso di fare un selfie. Mi sono arrabbiata, ti ho detto ‘ma cosa c’entra in questo momento?’. Mi hai spiegato che lo volevi fare perché se fossimo morti almeno le nostre famiglie avrebbero potuto sapere che ci siamo amati fino alla fine”.
Allora Nir si muove il più silenziosamente possibile, tira fuori dalla tasca dei pantaloni il cellulare, si avvicina al volto di Amit – che come lui giace tra i cespugli dove si sono nascosti per sfuggire ai miliziani di Hamas – e la bacia. Tutto intorno solo il rumore degli spari, le urla, l’incalzare dei passi.
Un ultimo bacio per dire a chi gli vuole bene che davanti alla morte ha vinto il loro amore. Difficile credere che potesse essere diversamente dopo quello che la coppia, insieme da alcuni mesi, ha visto scappando dal Nova Festival, il rave di musica elettronica e psichedelia diventato una tomba per oltre 260 partecipanti rimasti uccisi sotto i colpi degli uomini di Hamas infiltrati nel territorio israeliano lo scorso 7 ottobre. Le vittime sono tutte giovanissime, spensierate, alternavano lo yoga ai dj-set fino all’alba, ed erano arrivate lì da ogni parte del mondo.
Come Amit Bar, israeliana di Rishion LeZion e studentessa di medicina a Kanaus, in Lituania. Era tornata a casa per partecipare al festival insieme al suo nuovo amore, Nir De Jorno, originario di Beit She’an, impiegato in un hotel sul lago di Tiberiade ma con la grande passione per la musica trance che mixa come dj della comunità Ayalin, un gruppo di appassionati di tribalismo, e lo ha portato a essere uno dei promotori del festival. “Un fantastico raggio di luce di amore libero ed energia cosmica verrà inviato direttamente dalla Terra Santa”, scriveva solo qualche settimana prima promuovendo l’evento del 7 ottobre.
Se la loro storia è divenuta pubblica e il loro bacio ha scaldato l’orrore degli ultimi giorni è perché Amit e Nir si sono salvati e quel selfie, destinato ai loro familiari, è stato pubblicato dalla ragazza sui suoi canali social per raccontare la loro esperienza e denunciare la scomparsa dell’amico che era con loro, Ziv Hajabi, che risulta ancora disperso.
Amit racconta tutto, rivolgendo la sua voce a Nir. “Amore mio – scrive – è ancora impossibile riassumere quello che abbiamo vissuto lì senza Ziv e finché non tornerà a casa niente sarà finito. Ma siamo qui e questo è un miracolo”.
Poi passa al racconto di quello che è successo quando i miliziani di Hamas hanno fatto irruzione all’alba nella spianata nei pressi del kibbutz Re’im dove si stava svolgendo il festival. “Tutto è iniziato con i missili, anche se era pericoloso pensavo che mi sarei potuta salvare se non mi fossero caduti addosso. Allora abbiamo preso la macchina per cercare di scappare ma siamo rimasti bloccati tra le altre macchine e qualcuno ha iniziato a gridare che c’erano dei terroristi. Abbiamo lasciato la macchina e siamo scappati come pecore”, continua Amit.
Racconta che poi Nir ha provato a fare l’autostop ma camminare era la cosa più sicura. Così sono fuggiti senza fermarsi mai fino a quando guardandosi indietro hanno perso Ziv. Si sono fermati e nascosti nei cespugli, proprio mentre gli spari passavano sopra le loro teste. “Non sapevo quale fosse il suono di uno sparo, i terroristi ci passavano vicino e noi cercavamo di restare immobili per non fare rumore”.
Ed è in quel momento, quando l’idea della morte si è fatta veramente vicina, che Nir ha scattato il selfie. “Mi hai protetto con il tuo corpo e ora penso a tutte le altre coppie che hanno avuto un finale diverso dal nostro”, conclude.