NETIVOT – Raid aerei israeliani hanno colpito negli stessi minuti l’aeroporto di Damasco, capitale della Siria, e di Aleppo, seconda città del Paese. Entrambi gli aeroporti sono usati dalle Guardie della rivoluzione dell’Iran come scalo per spostare armi - in particolare: missili - verso le milizie sciite posizionate al confine nord di Israele. È una linea logistica che rifornisce soprattutto Hezbollah, il gruppo armato che controlla tutto il sud del Libano e potrebbe entrare in guerra da un momento all’altro a fianco di Hamas.
I raid aerei israeliani colpiscono i due aeroporti - ma i governi di Israele non hanno mai confermato queste missioni - sin dal 2013, perché la Siria del presidente Bashar al Assad permette alle forze dell’Iran di usarlo come una piattaforma militare in vista di un possibile attacco contro lo Stato ebraico. Assad lascia libertà di movimento agli iraniani perché l’hanno aiutato a prevalere nella lunga guerra civile cominciata dopo le rivolte del 2011. E in ogni caso il governo di Damasco non avrebbe le forze per opporsi.
Così da anni forze iraniane sotto copertura usano gli scali siriani con discrezione per trasportare e accumulare armi vicino a Israele. E Israele risponde con raid aerei che distruggono i carichi - quando ci sono informazioni di intelligence considerate attendibili.
Questo doppio bombardamento non è però un’operazione di routine. Non era mai accaduto prima che i jet di Israele colpissero in modo simultaneo entrambe le piste e le rendessero, secondo testimoni locali, inutilizzabili a causa dei danneggiamenti troppi estesi.
Inoltre il tempismo dice molto: sta per cominciare un’offensiva di terra nella Striscia di Gaza dopo i massacri da parte di Hamas nelle città e nei kibbutz del Sud di Israele. Si parla molto di un possibile allargamento della guerra perché Hezbollah potrebbe attaccare da Nord, con l’appoggio dell’Iran. Ma potrebbe anche succedere il contrario: in quel caso sarebbe Israele ad attaccare Hezbollah e con operazioni mirate anche il suo grande sponsor, l’Iran.
Nel nuovo Medio Oriente creato sabato dal pogrom di Hamas contro gli ebrei, le regole sono cambiate di colpo e tutte le premesse considerate valide per decenni non lo sono più. Israele dopo aver visto Hamas pianificare in grande e probabilmente con l’aiuto di sponsor esterni potrebbe decidere di agire fuori dagli schemi convenzionali. In molti, fra analisti e osservatori, chiedono che non sia più tollerata la presenza di gruppi armati ai confini che hanno come obiettivo permanente i civili israeliani perché in questi anni ci si è fidati troppo dei muri e delle barriere di isolamento.