Dai Pokémon alle carrozze, Kyoto mette in vendita i suoi tombini artistici per fare cassa
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Sono vere e proprie opere d’arte sull’asfalto. Ogni città ha il suo stile. Ci sono perfino quelli a tema Pokémon. E sono diventati ormai un’attrazione turistica. Parliamo dei tombini che si trovano in ogni metropoli o villaggio giapponese. Simboli dell’orgoglio regionale e, ora, anche fonte di guadagno per le varie amministrazioni locali.
L’ultima città nipponica ad aggiungersi alla lista di località che hanno deciso di mettere in vendita i tombini ormai non più in uso è Kyoto: serve fare cassa. “Per la prima volta, l’amministrazione comunale venderà al pubblico tre esemplari al prezzo di 5.500 yen (35 euro, ndr) ciascuno”, scrive il quotidiano Mainichi Shimbun. Sono stati realizzati nel 1978, 1981 e 1990, continua il giornale, diametro di 66 centimetri e peso di 80-90 chilogrammi. “Quello del 1990 presenta un motivo che ricorda le ruote di una carrozza di corte”, riferimento al periodo in cui Kyoto era l'antica capitale del Giappone.
In città di tombini ce ne sono 160mila e,…
PECHINO - Sono vere e proprie opere d’arte sull’asfalto. Ogni città ha il suo stile. Ci sono perfino quelli a tema Pokémon. E sono diventati ormai un’attrazione turistica. Parliamo dei tombini che si trovano in ogni metropoli o villaggio giapponese. Simboli dell’orgoglio regionale e, ora, anche fonte di guadagno per le varie amministrazioni locali.
L’ultima città nipponica ad aggiungersi alla lista di località che hanno deciso di mettere in vendita i tombini ormai non più in uso è Kyoto: serve fare cassa. “Per la prima volta, l’amministrazione comunale venderà al pubblico tre esemplari al prezzo di 5.500 yen (35 euro, ndr) ciascuno”, scrive il quotidiano Mainichi Shimbun. Sono stati realizzati nel 1978, 1981 e 1990, continua il giornale, diametro di 66 centimetri e peso di 80-90 chilogrammi. “Quello del 1990 presenta un motivo che ricorda le ruote di una carrozza di corte”, riferimento al periodo in cui Kyoto era l'antica capitale del Giappone.
In città di tombini ce ne sono 160mila e, secondo l’ufficio per le fognature, ogni anno ne vengono sostituiti 1.500. “Venderemo questi tre pezzi come antipasto”, ha raccontato un funzionario al Mainichi. “Se l’interesse sarà positivo, vorremmo in futuro venderne altri”.
Il mercato dei collezionisti non manca. Secondo l'agenzia di stampa Kyodo, la città di Maebashi ha attirato una marea di richieste dopo aver messo in vendita 10 tombini nel 2017: 200 potenziali acquirenti, anche persone che vivono fuori città.
La tombino-mania ha contagiato tutto il Paese. “I disegni dei tombini di tutte e 47 le prefetture del Giappone sono finiti su carte da collezione, portachiavi e sottobicchieri, oltre che su magliette e borse vendute dall'azienda di abbigliamento Japan Underground”, ricorda il quotidiano britannico The Guardian. Ci sono città, come Tokorozawa, a nord della capitale Tokyo, che da anni invitano le aziende ad usare i tombini come fossero cartelloni pubblicitari per contribuire a finanziare la gestione cittadina delle fognature. Nel 2018, quando il progetto venne lanciato, l’agenzia Kyodo, raccontando il progetto, scriveva: “l’inserzionista pagherà una quota iniziale di 40mila yen e una tariffa mensile di 7.500 yen in base a un contratto di tre anni”.