Ucraina, la Russia lancia la manovra a tenaglia: nuova offensiva verso Avdiivka
di Gianluca di FeoPer la prima volta dopo mesi, i russi hanno lanciato una grande offensiva sul fronte ucraino. Una manovra a tenaglia nel Donbass, come quelle scatenate nella stessa zona dall’Armata Rossa durante la seconda guerra mondiale, nel tentativo di accerchiare una larga parte dello schieramento di Kiev. Dopo oltre un giorno di battaglia, le difese hanno frenato la prima ondata di mezzi corazzati, infliggendo perdite significative. Ma Mosca ha accumulato riserve consistenti in quell’area e potrebbe insistere nell’assalto.
Obiettivo principale dell’attacco è la città di Avdiivka, nel territorio di Donetsk, che prima della guerra aveva trentamila abitanti. Martedì carri armati e blindati russi si sono mossi contemporaneamente da Krasnohorivka e Vodiane per aggirare i reparti ucraini trincerati nelle rovine del centro abitato: lì infatti si combatte da oltre un anno, campi e palazzi sono stati crivellati dai tiri dell’artiglieria. L’esame dei video filmati dai droni e delle foto satellitari …
Per la prima volta dopo mesi, i russi hanno lanciato una grande offensiva sul fronte ucraino. Una manovra a tenaglia nel Donbass, come quelle scatenate nella stessa zona dall’Armata Rossa durante la seconda guerra mondiale, nel tentativo di accerchiare una larga parte dello schieramento di Kiev. Dopo oltre un giorno di battaglia, le difese hanno frenato la prima ondata di mezzi corazzati, infliggendo perdite significative. Ma Mosca ha accumulato riserve consistenti in quell’area e potrebbe insistere nell’assalto.
Obiettivo principale dell’attacco è la città di Avdiivka, nel territorio di Donetsk, che prima della guerra aveva trentamila abitanti. Martedì carri armati e blindati russi si sono mossi contemporaneamente da Krasnohorivka e Vodiane per aggirare i reparti ucraini trincerati nelle rovine del centro abitato: lì infatti si combatte da oltre un anno, campi e palazzi sono stati crivellati dai tiri dell’artiglieria. L’esame dei video filmati dai droni e delle foto satellitari mostra come l’esercito di Putin abbia condotto un’operazione meccanizzata in grande stile, come non si vedeva dall’inizio dell’invasione.
L’avanzata delle colonne è stata accompagnata dal fuoco dei cannoni, da raid dei cacciabombardieri e soprattutto da formazioni di elicotteri Alligator, che hanno bersagliato con missili a lungo raggio le postazioni ucraine. I cingolati dei genieri hanno gettato ponti sui torrenti e altre squadre hanno aperto alcuni varchi negli sbarramenti delle mine. Insomma, una pianificazione da manuale per cercare di travolgere le prime linee e prendere alle spalle il grosso delle truppe di Kiev.
Per molte ore la marcia dei tank è proseguita con determinazione, arrivando a occupare Stepove, una località alle spalle di Avdiivka. Ma mercoledì pomeriggio l’intensità dell’attacco è diminuita. Dopo la sorpresa iniziale, infatti, gli ucraini hanno risposto concentrando il fuoco dell’artiglieria e spostando alcuni lanciamissili Himars. Diversi blindati a quel punto hanno lasciato i percorsi resi sicuri dagli sminatori per evitare i proiettili e sono finiti sulle trappole esplosive. Ci sono state anche squadre di incursori che, una volta individuata la direttrice dell’assalto, si sono appostate e hanno colpito i russi con missili antitank da lunga distanza.
Almeno trentasei tra carri armati e blindati sono stati distrutti o danneggiati nel giro di 48 ore: un bilancio grave, che sembra avere obbligato il comando di Mosca a rallentare l’operazione. Ma nessuno sa se si tratta dei segnali di una sconfitta o soltanto di una pausa per riorganizzare i ranghi prima di ridare vigore all’assalto. «La situazione è molto tesa – ha dichiarato Vitaliy Barabash, capo dell’amministrazione militare della città -. Per il terzo giorno il nemico non ha smesso di bersagliare l’area: stanno colpendo con tutto quello che hanno, ci sono centinaia di bombardamenti».
L’importanza di questa battaglia è testimoniata dalle parole del presidente Zelensky: «Manteniamo la nostra posizione ad Avdiivka – ha scritto su Telegram -. Saranno il coraggio e l'unità degli ucraini a decidere come finirà questa guerra. Dobbiamo ricordarlo a tutti». I suoi generali però non nascondono la preoccupazione: «La Russia vede la città di Avdiivka come un’opportunità per ottenere una sorta di “vittoria” simbolica e cambiare le sorti del conflitto - ha detto il portavoce delle forze ucraine nel Sud, Oleksandr Shtupun -. Se all’inizio dell’invasione Avdiivka era considerata insignificante dal nemico, oggi la sua cattura o l’accerchiamento sono forse la cosa più importante che può ottenere in questa fase».
Lungo tutto il fronte infatti i piani dei comandi sono scanditi dalle condizioni metereologiche. A nord l’autunno è già arrivato e ha cominciato a piovere; a sud ci sono ancora due settimane di sole. Entro fine mese, le precipitazioni aumenteranno dovunque e il fango impedirà lo spostamento dei tank da cinquanta tonnellate, paralizzando i combattimenti. I due eserciti devono ottenere risultati prima di allora.
Gli ucraini insistono nell’offensiva nel distretto di Zaporizhzhia, tentando di aprire un varco nella muraglia russa che sbarra la strada verso Mariupol e Melitopol. Gli scontri proseguono ormai dal 6 giugno e non sembra che le brigate di Kiev abbiano speranze di sfondare il reticolo di trincee e bunker della “Linea Surovikhin”. I russi invece hanno aumentato la pressione nel quadrante di Kupiansk, tenendo di mira la regione di Karkhiv da cui sono stati scacciati nell’estate 2022. E adesso hanno scatenato la manovra di Avdiivka, probabilmente con un duplice obiettivo. Da una parte, obbligare gli ucraini a distogliere truppe dal versante principale della loro controffensiva. Dall’altra, riprendere terreno nel Donetsk, la repubblica secessionista che è stata uno dei pretesti per l’aggressione putiniana, e ottenere un successo da propagandare prima della “stagione del fango”. Di sicuro, l’attacco dimostra che il Cremlino ha ancora risorse temibili da mettere in campo. Da tempo l’intelligence ucraina aveva lanciato l’allarme per una riserva di 100 mila soldati pronta a entrare in azione nel Donbass: un’armata fantasma che ora sembra essersi concretizzata alle porte di Avdiivka.