Il dramma dei suoceri del premier scozzese bloccati a Gaza: “Ci hanno salutato come fosse l’ultima volta”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Continua il dramma del premier scozzese Humza Yousaf. I cui suoceri sono bloccati nella Striscia di Gaza da giorni, dopo esser andati a trovare alcuni parenti la settimana scorsa poco prima del sanguinario attentato di Hamas in Israele di sabato.
In fuga
“Stanotte è stato davvero molto difficile”, ha dichiarato stamattina Yousaf alla Bbc visibilmente provato, “all’una abbiamo ricevuto una chiamata dai genitori di mia moglie, ci hanno detto che stavano scappando perché le sirene suonavano e la casa in cui erano stava per essere colpita” dai raid israeliani. “Siamo andati nel panico. I miei suoceri ci hanno anche salutato come se fosse l’ultima volta”.
LONDRA - Continua il dramma del premier scozzese Humza Yousaf. I cui suoceri sono bloccati nella Striscia di Gaza da giorni, dopo esser andati a trovare alcuni parenti la settimana scorsa poco prima del sanguinario attentato di Hamas in Israele di sabato.
In fuga
“Stanotte è stato davvero molto difficile”, ha dichiarato stamattina Yousaf alla Bbc visibilmente provato, “all’una abbiamo ricevuto una chiamata dai genitori di mia moglie, ci hanno detto che stavano scappando perché le sirene suonavano e la casa in cui erano stava per essere colpita” dai raid israeliani. “Siamo andati nel panico. I miei suoceri ci hanno anche salutato come se fosse l’ultima volta”.
Per fortuna, “alla fine si è rivelato un falso allarme. Ma la situazione rimane gravissima”, ha continuato Yousaf, “gli abitanti di Gaza non possono fuggire, gli hanno tagliato acqua ed elettricità, serve un cessate il fuoco immediato e corridoi umanitari per salvare gli innocenti”.
Chi è il premier scozzese
Il primo ministro scozzese, 38 anni, musulmano, di padre pachistano e mamma keniana, si era già lamentato del fatto che il ministro degli Esteri britannico James Cleverly “non si fosse fatto vivo personalmente con lui” nonostante il dramma personale, ma lo avesse contattato tramite un suo vice. “In ogni caso, il Foreign Office ha cercato in questi giorni in tutti i modi di far tornare a casa i miei suoceri”, aggiunge Yousaf, “ma non c’è stato niente da fare. Dall’inizio dell’assedio della Striscia, i genitori di mia moglie, che si trovano nei pressi di Gaza City, hanno potuto mangiare solo un uovo e sorseggiare un po’ di acqua”.
Del dramma familiare ha parlato anche la moglie di Yousaf, Nadia El Nakla, scozzese-palestinese. Anche lei chiaramente commossa per la situazione dei genitori intrappolati nella Striscia, ha dichiarato alla folla di Aberdeen dove si sta svolgendo la conferenza del partito indipendentista Snp (di cui il marito è leader dopo le dimissioni di Nicola Sturgeon) che “a Gaza ognuno si aspetta di morire ed è già terrorizzato”.